Antoci chiede le dimissioni di Fava e presenta una denuncia alla magistratura

Come abbiamo pubblicato ieri (vedere archivio sempre sul link Cronaca) il Gip di Messina SIMONA FINOCCHIARO ha archiviato l’inchiesta-bis sull’attentato nel quale, nella notte fra il 18 e il 19 maggio 2016, scampò alla vita, grazie alla scorta, l’allora presidente del Parco dei Nebrodi GIUSEPPE ANTOCI (foto in alto) lungo la Strada Statale 289 Cesarò-San Fratello. Ieri durissimi attacchi, al Senato, nei confronti del presidente della Commissione regionale antimafia CLAUDIO FAVA per il quale lo stesso Antoci chiede le dimissioni oltre ad annunciare la presentazione di una denuncia alla magistratura…

Come abbiamo pubblicato ieri il Gip di Messina Simona Finocchiaro ha archiviato l’inchiesta-bis sull’attentato nel quale, nella notte fra il 18 e il 19 maggio 2016, scampò alla vita, grazie alla scorta, l’allora presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci lungo la Strada Statale 289 Cesarò-San Fratello. L’inchiesta, stavolta, prendeva spunto dalla relazione, pubblicata a inizio ottobre 2019, della Commissione regionale antimafia, votata all’unanimità dai dieci deputati componenti con presidente Claudio Fava (deputato di Leu) che poneva forti dubbi sulla reale esecuzione dell’attentato.

Ringrazio la DDA di Messina – dichiara Giuseppe Antoci – con a capo il Procuratore Maurizio De Lucia e i suoi sostituti per il lavoro che stanno portando avanti, certo che arriveranno anche ad assicurare alla giustizia gli autori dell’attentato mafioso subìto da me e dagli uomini della mia scorta. Ringrazio il Gip di Messina Eugenio Fiorentino che ha emesso, da giudice terzo, la prima archiviazione nella quale è stato ricostruito minuziosamente l’attentato. Ringrazio il Gip Simona Finocchiaro, ulteriore giudice terzo, che ha messo la parola fine ad una vergognosa aggressione subìta dalla magistratura, dalle forze dell’ordine, da me e dalla mia famiglia, esponendomi ad ulteriori rischi. È stato un atto vergognoso. Ho già depositato alla magistratura una corposa denuncia – continua Antoci – al fine di chiarire chi e perché ha ordito questo tentativo di delegittimazione, chi e perché ha esposto ancora una volta la mia persona a rischi elevatissimi, chi e perché voleva fermarmi, chi e perché, facendo questo, ha anche utilizzato le Istituzioni. Sono certo che queste riflessioni saranno affrontate in altri Palazzi. Questa vicenda non può rimanere senza conseguenze”.

Il presidente Claudio Fava

Ieri in audizione Antimafia c’è stato una vera e forte presa di posizione da parte dei parlamentari intervenuti contro la relazione della Commissione Siciliana e il suo presidente Fava. Durissimo il capogruppo del PD, senatore Franco Mirabelli: “Bisognerebbe chiedere scusa ad Antoci, ai poliziotti che sono stati accusati di non aver fatto quello che hanno dichiarato…bisognerebbe chiedere scusa perché di fronte a tre sentenze dobbiamo rispondere, perché c’è un tema di credibilità delle Istituzioni, di credibilità di chi combatte la mafia…sono stupito del fatto che il presidente Fava venga qui e ci dica che ha ragione lui”. Ancora più duro il senatore Giarrusso: “Qua c’è da chiedere scusa principalmente ai morti che vengono diffamati, sono stati diffamati perché uno dei poliziotti che è intervenuto, non perché passava casualmente di là, come Lei ha avuto l’ardire di pronunciare poco fa, ma sono intervenuti perché avevano sospettato qualche cosa da bravi poliziotti. Lei qua, Fava, ha detto cose gravissime… suscitare dubbi, me lo lasci dire presidente, è un atto veramente meschino…il resto si commenta da solo”. Il senatore Saccone dell’UDC: “Oggi stiamo scrivendo una bruttissima pagina, non le nascondo, non solo non entreremo nella storia della lotta alla mafia ma non credo neanche che quando si racconterà quello che stiamo facendo qua, non credo che sia un servizio…ho un rammarico, io mi aspettavo da parte sua più rispetto delle Istituzioni…vedendo il servizio delle “Iene” ho trovato molta passione umana e poca verità assoluta e poca logica…”. La deputata Ascari del Movimento 5Stelle chiede a Fava: “Non pensa che questa attività della Commissione possano mettere ancora di più in pericolo la vita del dott. Antoci?”. La deputata Piera Aiello (M5S) parlando di Antoci dice: “C’è un vero “mascariamento” per screditare questa persona che ha fatto tanto per la nostra Sicilia”. Ancora Mirabelli attacca: “Fava, non è vero quello che sta dicendo… venire in Commissione a denigrare l’operato dei magistrati è una cosa non degna di un presidente di una Commissione Antimafia come quella Siciliana”. Ancora Giarrusso: “Quando si dice nella relazione che una delle ipotesi dell’attentato sia una messinscena, ma chi l’ha messo in scena l’attentato, gli alieni?…Questa è una messinscena, quella a cui stiamo assistendo adesso da parte di un indegno presidente della Commissione Antimafia Regionale”.

In considerazione di tutto ciò – dichiara Antoci –  in considerazione delle frasi e termini usati nei confronti della Commissione Regionale Antimafia nell’ultima sentenza emanata dal GIP di Messina, in considerazione dell’imbarazzante audizione di ieri in Commissione Nazionale Antimafia, durante la quale tutti i parlamentari intervenuti, nessuno escluso, si sono sentiti in dovere di evidenziare a Fava il cattivo lavoro svolto con la relazione e la pagina buia scritta in quella sede, non posso che sperare nelle dimissioni di Claudio Fava da presidente della Commissione Regionale Antimafia Siciliana. Lo faccia per un atto di dignità e di coscienza, lo faccia per rispetto dei tanti che per la lotta alla mafia hanno perso la vita, lo faccia per evitare che l’Istituzione che rappresenta venga macchiata da un’ombra così inquietante, lo faccia soprattutto per chiedere scusa agli uomini della mia scorta lesi, dal lavoro della sua Commissione, nella loro dignità umana e professionale. Questa vicenda – conclude Antoci – insegna soprattutto che nell’accidentato cammino della vita – gravido di insidie, tragedie, paludi, meschinità, zavorre e miserie – la resilienza e la difesa senza “se” e senza “ma” della propria dignità rimane la sola, vitale, questione dell’essere umano”.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 22 luglio 2020, ore 9,31. 

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