Bancarotta e riciclaggio, blitz della Dia a Caltanissetta: Arrestato l’imprenditore di Gioiosa Marea Franco Scirocco

C’è anche l’imprenditore di Gioiosa Marea FRANCESCO SCIROCCO (foto in alto), per tutti Franco, già arrestato e condannato per l’operazione “Gotha”, nell’operazione della Dia di Caltanissetta che, su delega della Procura nissena, ha avviato una indagine che ha portato all’emissione di misure interdittive e arresti domiciliari a carico di 9 persone, accusate di bancarotta fraudolenta e concorso nel reimpiego di beni di provenienza illecita. Inoltre divieto interdittivo per due fratelli imprenditori originari di Capizzi…

C’è anche l’imprenditore di Gioiosa Marea Francesco Scirocco, per tutti Franco, già arrestato e condannato per l’operazione “Gotha” (scattata proprio nove anni fa esatti, il 24 giugno 2011) nell’operazione della Dia di Caltanissetta che, su delega della Procura nissena, ha avviato una indagine che ha portato all’emissione di misure interdittive e arresti domiciliari a carico di 9 persone, accusate di bancarotta fraudolenta e concorso nel reimpiego di beni di provenienza illecita. Scattato il sequestro di 3 imprese, il cui valore complessivo è stimato in oltre 1 milione e mezzo di euro, interessate anche ai lavori di ampliamento del Palazzo di Giustizia di Caltanissetta. In particolare, le misure interdittive di divieto di esercitare imprese riguardano il 55enne Gianpiero Falco, imprenditore di Napoli, rappresentante di società private e pubbliche, impegnato nell’associazionismo industriale e nell’antiracket; il 46enne Michele Iraci Cappuccinello ed il fratello 45enne Giacomo, entrambi imprenditori originari della provincia di Messina, esattamente di Capizzi ma da tempo residenti a Caltanissetta; il 47enne di San Cataldo Aldo Domenico La Marca; il 53enne di Catania Angelo Romano e il 51enne di Messina Carlo Giunta. La misura degli arresti domiciliari è, invece, stata applicata nei confronti di Francesco Scirocco, 54enne di Gioiosa Marea, imprenditore già condannato per reati di mafia come detto per l’operazione “Gotha”. Il provvedimento del Gip del tribunale di Caltanissetta ha previsto, nel dettaglio, il sequestro delle quote sociali e dell’intero patrimonio del consorzio stabile “Virgilio”, con sede legale a Napoli nonchè delle società “Cantieri Generali srl”, con sede a Caltanissetta e “Polime srl” di Messina poichè ritenute strumentali alla commissione del reato di reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

L’indagine ha preso le mosse dall’analisi di alcuni fatti di rilevanza penale riguardanti il consorzio stabile “Coroim”, all’epoca presieduto da Angelo Romano, che si era aggiudicato commesse pubbliche di notevole importanza, tra cui l’ampliamento del Palazzo di giustizia di Caltanissetta, la manutenzione ordinaria e straordinaria del Policlinico Universitario di Messina e l’ampliamento dell’area di servizio autostradale milanese di Zenone est: dapprima i fallimenti a catena di alcune società nissene componenti il predetto consorzio, in particolare la “Impreter srl” e la “G.m.i. srl”, riconducibili ai fratelli Iraci Cappuccinello, le quali hanno subito, altresì, azioni distrattive in favore della “Cantieri Generali srl”, società anch’essa facente capo ai fratelli Iraci Cappuccinello. Poi il fallimento dello stesso consorzio stabile “Coroim”, con distrazione pre-fallimentare delle risorse produttive (nella forma dell’affitto di ramo d’azienda, comprensivo degli appalti pubblici aggiudicati) in favore del consorzio stabile “Virgilio”, già con sede a Catania, all’epoca presieduto dall’imprenditore campano Gianpiero Falco. Gli approfondimenti della Dia sono stati sviluppati attraverso l’esecuzione di accertamenti bancari, riscontri societari, intercettazioni telefoniche, esame di persone informate sui fatti ed acquisizioni documentali presso la stazione appaltante, costituita dal Provveditorato Regionale delle Opere Pubbliche di Palermo ed altri uffici della Pubblica Amministrazione; si sono focalizzati sulla progressiva emersione, nella fase esecutiva degli appalti, di soggetti appartenenti alle sfere mafiose, quale espressione occulta dei consorzi “Coroim” e “Virgilio”. È emersa, quindi, la figura di Francesco Scirocco, imprenditore gioiosano condannato per concorso esterno nel reato di associazione mafiosa, vicino sia alla famiglia dei “Barcellonesi” che a quella di Tortorici dei Bontempo Scavo. In ordine al reato di reimpiego di beni di provenienza illecita nel Consorzio stabile “Virgilio”, risultano indagati lo stesso Francesco Scirocco, Carlo Giunta (dal febbraio 2015 consigliere del consorzio nonchè amministratore unico della società cooperativa Eco Ambiente, socio di maggioranza di “Virgilio”), Aldo Domenico La Marca (dal settembre 2012 direttore tecnico del consorzio e dal febbraio 2015 al marzo 2016 consigliere) nonchè altri soggetti non raggiunti dalle misure disposte dal Gip. Inoltre nel 2016, nell’ambito delle attività investigative, la Dia di Caltanissetta, previa autorizzazione della Procura nissena, ha inviato all’Anac un rapporto che ha determinato l’emissione di un provvedimento interdittivo di sospensione all’esercizio dell’attività di attestazione, nei confronti dell’ente Pegaso Organismo di attestazione spa con sede a Napoli.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 24 giugno 2020, ore 15,12. 

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