Barcellona P.G.: Avrebbe corrotto il pm Canali. A giudizio il capo mafia Giuseppe Gullotti

    

Il capo mafia barcellonese GIUSEPPE GULLOTTI (foto in alto a sx), che sta scontando la condanna a 30 anni quale mandante dell’omicidio del giornalista BEPPE ALFANO, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione in atti giudiziari con l’aggravante mafiosa nei confronti del magistrato lombardo OLINDO CANALI (foto in alto a dx), al tempo sostituto procuratore di Barcellona e titolare delle indagini sul delitto-Alfano…

Avrebbe corrotto il magistrato lombardo Olindo Canali, al tempo sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto e titolare del fascicolo d’indagine sull’omicidio di Beppe Alfano, il docente di educazione tecnica e giornalista, ucciso a Barcellona la sera dell’8 gennaio 1993. Con questa grave accusa il Gup del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il rinvio a giudizio di Giuseppe Gullotti, ritenuto il capo del clan dei “Barcellonesi” negli anni ’90 e 2000, per corruzione in atti giudiziari con l’aggravante mafiosa. L’imputazione è in concorso con lo stesso magistrato Olindo Canali e il collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, prima di varcare il fronte capo del braccio armato del suddetto clan. Per Canali e D’Amico è in corso il giudizio abbreviato davanti al Gup di Reggio Calabria a causa del coinvolgimento di Canali, all’epoca in servizio nel distretto giudiziario di Messina.

Giuseppe Gullotti, dal 1999, sta scontando una condanna definitiva, a 30 anni di reclusione, con l’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio di Alfano e con Maurizio Merlino, di Merì, che sta a sua volta scontando la condanna definitiva, a 21 anni e mezzo, con l’accusa di esserne stato l’esecutore materiale.

L’imputazione a carico di Gullotti è di avere corrotto l’allora pm Canali con la promessa di dargli 300.000 euro e 50.000 dei quali consegnati, con l’obiettivo di ottenere, attraverso lo stesso Canali, l’assoluzione nel processo d’appello, relativo all’operazione “Mare Nostrum”, dall’accusa di essere stato il mandante del duplice omicidio di due pezzi forti della criminalità organizzata barcellonese, Iannello-Benvenga, uccisi il 17 dicembre 1992 nella città del Longano e, inoltre, di fare ottenere allo stesso Gullotti la revisione del processo dove, come detto, Gullotti è stato condannato a 30 anni come mandante dell’uccisione di Alfano.

Il processo si aprirà il 10 giugno davanti al collegio giudicante del Tribunale di Reggio Calabria. L’accusa è stata sostenuta in udienza dal Procuratore aggiunto Gaetano Paci. Parte civile costituita è l’ex europarlamentare Sonia Alfano, figlia del giornalista ucciso, assistita dall’avvocato Fabio Repici mentre Gullotti è difeso dagli avvocati Franco Bertolone e Tommaso Autru Ryolo.

        Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 19 febbraio 2021, ore 11,00. 

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