Barcellona P.G.: Beppe Alfano, 26 anni dopo. Presenti le istituzioni, assente la città

Istituzioni presenti, città assente. Così il ricordo, stamane, a Barcellona Pozzo di Gotto, nel nome di BEPPE ALFANO, docente e giornalista, ucciso la sera dell’8 gennaio 1993. Foto in alto la moglie, MIMMA BARBARO ed il figlio FULVIO, con il sindaco ROBERTO MATERIA…

I familiari e le istituzioni civili e militari hanno ricordato stamane il 26esimo anniversario dall’omicidio del giornalista Beppe Alfano, ucciso la sera dell’8 gennaio 1993 in via Marconi, sotto la sua abitazione, a Barcellona Pozzo di Gotto. Alla cerimonia, organizzata dall’amministrazione comunale, erano presenti il sindaco Roberto Materia, una nutrita rappresentanza della giunta, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Abbate e i massimi esponenti locali dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Polizia Stradale, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e della Polizia Municipale. Hanno partecipato al ricordo del giornalista anche la moglie Mimma Barbaro e il figlio Fulvio, che hanno ricordato i valori trasmessi dal loro congiunto, quelli di tenere sempre alta la testa e dritta la schiena. Alla cerimonia è mancata la presenza della città, com’è stato sottolineato negli interventi dei familiari del giornalista ucciso.

Beppe Alfano (foto in alto), docente di educazione tecnica, corrispondente del quotidiano La Sicilia, venne freddato con tre colpi di pistola calibro 22 da un killer che, dalle indagini e dopo una infinita vicenda giudiziaria, è stato indicato in Antonino Merlino, carpentiere di Merì, che sta scontando la condanna definitiva in carcere a 21 anni e mezzo di reclusione. Stando alle sentenze definitive Merlino è stato inviato dal capo del clan dei “Barcellonesi” Giuseppe Gullotti, condannato a 30 anni di reclusione quale mandante del delitto, che sta scontando dal 1999 quando venne arrestato.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 8 gennaio 2019, ore 17,37. 

 

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