Barcellona P.G.: Scuola dell’Infanzia, “La nostra vigna virtuale”

Ha avuto un grande apprezzamento, tra il corpo docente e i genitori, “La nostra vigna virtuale”, una rappresentazione della vendemmia, dei bambini che frequentano la Scuola dell’Infanzia di Porto Salvo a Barcellona Pozzo di Gotto. In alto e in basso alcune foto…

“LA NOSTRA VIGNA VIRTUALE”

Nei giorni scorsi le maestre della Scuola dell’Infanzia di Porto Salvo, a Barcellona Pozzo di Gotto, hanno organizzato una uscita didattica con i bambini dell’istituto. L’obiettivo è stato quello di “Osservare la natura Autunnale”. Nella campagna di Porto Salvo sono state scoperte sia la vite rampicante con la sua uva già secca, che la vite dai grappoli d’uva bianca meravigliosa. I bambini hanno ammirato sbalorditi il grande grappolo d’uva bianca che scende giù dal filare della vite.

Si esamina l’uva per denominare le parti che la compongono, dopo la degustazione le maestre ritornando a scuola decidono di far dipingere ad ogni bambino il proprio grappolo d’uva. Non finisce qui, poiché il giorno successivo si deve effettuare “la vendemmia”.

Ma come si fa se in realtà non c’è l’uva?

Come per magia la scheda del grappolo d’uva viene ritagliata, cosicché ogni bambino ha il suo grappolo d’uva di carta. Sviluppando sia la fantasia che la creatività la maestra Isabella Scarpaci, docente dell’istituto, ha disegnato cinque alberi di vite.

Un lavoro di gruppo rapido e concentrato, tutti i bambini impegnati a dipingere le…vite, le foglie e la scritta “LA NOSTRA VIGNA”.

Tutto pronto per la simulazione della “Vendemmia” attraverso il gioco.

Con il canto “CHE BELLO VENDEMMIARE” i bambini, a turno, dentro il tino a pigiar l’uva, in girotondo a tempo hanno cantato “Andiamo a vendemmiare, che bello vendemmiar”.

Questa esperienza vissuta sia in campagna che a scuola è stata molto positiva, ha messo in evidenza due passaggi importanti il rapporto bambino-natura ed il gioco come conduttore logico. Il bambino nella vita scolastica viene attratto dai colori, dalle forme, da giochi, dai canti e dalle danze. Quando la maestra racconta una storia illustrata, i bambini si esprimono leggendo l’immagine, certamente osservare una immagine sul libro non mette in evidenza il confronto tra bambino e realtà naturale ambientalistica.

La maestra Isabella Scarpaci

“Quindi concludo – dice la maestra Isabella Scarpaci – affermando che i bambini apprendono più facilmente se diventano esploratori della natura che li circonda. Certamente i colori, le forme ed i sapori della natura possono suscitare la curiosità e l’interesse per accrescere lo sviluppo cognitivo. I bambini a contatto con la natura si sentono liberi, creano giochi senza schemi, così come l’esempio pedagogico lasciato dalla Montessori. Immaginiamo “Una scuola dell’infanzia” in mezzo alla natura…

G.L.

Edited by, giovedì 8 novembre 2018, ore 9,43.

 

 

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