Barcellona P.G.: Sequestrati beni, per 500.000 euro, ad Antonino Calderone

I carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro dei beni, per un valore di mezzo milione di euro, emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione – su richiesta della locale DDA, a carico di ANTONINO CALDERONE (foto in alto), esponente della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, attualmente detenuto. L’uomo è stato coinvolto nelle operazioni “Pozzo 1”, “Gotha 5” e “Gotha 6”…

I carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione – su richiesta della locale DDA, a carico di Antonino Calderone, esponente della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, attualmente detenuto. Il provvedimento si inquadra nella complessiva manovra di contrasto alla criminalità di tipo mafioso che l’Arma sta conducendo sotto la direzione della Procura di Messina, guidata dal Procuratore Maurizio De Lucia e che vede nell’aggressione ai patrimoni un momento fondamentale delle attività, sia in fase preventiva che repressiva.

Nel dettaglio, il sequestro riguarda:

2 immobili ad uso commerciale;

6 immobili costituenti un’unica struttura utilizzata per l’allevamento;

1 impresa dedita all’allevamento di animali ed alla commercializzazione di carni;

4 rapporti di credito.

Il tutto per un valore complessivo di oltre 500.000 euro.

Uno degli immobili sequestrati dai carabinieri

Antonino Calderone è emerso, grazie alle numerose attività investigative condotte dal ROS dei carabinieri, sull’articolazione mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, quale figura di spicco della consorteria criminale nonché tra i soggetti più vicini a Carmelo D’Amico, un tempo capo del braccio armato delle cosche barcellonesi, da quattro anni diventato collaboratore di giustizia.

L’appartenenza del Calderone al sodalizio mafioso barcellonese è stata sancita, in primo luogo, all’esito del processo scaturito dall’operazione “Pozzo 1” (scattata nel gennaio 2009), con sentenza divenuta irrevocabile nel 2015, cui ha fatto seguito la sentenza scaturita dall’operazione “GOTHA 5” (anch’essa definitiva) che ne ha confermato l’intraneità al gruppo criminale fino al 2013. Da ultimo, nel 2016 Antonino Calderone è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare per l’operazione “GOTHA 6”, nella quale è gravemente indiziato, sulla base delle convergenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, della partecipazione a undici omicidi. Il relativo processo è pendente, in primo grado, dinanzi alla Corte d’Assise di Messina.   Tra i beni sequestrati anche un casolare che nel corso dell’indagine “Pozzo” era stata oggetto di intercettazione poiché frequentato, oltre che dallo stesso Calderone, da altri appartenenti al medesimo sodalizio.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 12 luglio 2019, ore 15,16.

      

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