Barcellona P.G.: DIA, sequestro di beni all’imprenditore Domenico Molino (7.200.000 euro)

Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, su proposta della Dda e firmata dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, ha posto sotto sequestro preventivo stamane i beni, per un valore di 7.200.000 euro, nella disponibilità del barcellonese DOMENICO GIUSEPPE MOLINO, coinvolto nell’operazione “Gotha 7” e condannato, in primo grado, a 11 anni di reclusione. Foto in alto e in basso alcuni dei beni sottoposti a sequestro…

Nel corso della mattinata odierna personale della DIA di Messina, a conclusione di una approfondita attività investigativa – culminata nella proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale a firma del direttore della DIA, generale dei carabinieri Giuseppe Governale, in piena sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, guidata dal Procuratore Maurizio De Lucia – ha proceduto al sequestro di tutto il patrimonio, quantificato in euro 7.200.000,00, nella disponibilità di Domenico Giuseppe Molino, di Barcellona Pozzo di Gotto, noto imprenditore edile, già coinvolto nel procedimento penale “Gotha VII”, per il quale è stato condannato in primo grado, da ultimo, a 11 anni di reclusione per aver commesso, in concorso con altri, reati di estorsione e trasferimento fraudolento di valori, avvalendosi dell’aggravante mafiosa. Nel medesimo procedimento risultano condannati, tra gli altri, anche, alla pena di 2 anni, la moglie del Molino e Antonino Polito quale suo prestanome.

Come confermato dalle recenti ordinanze cautelari, personali e reali, emesse nell’ambito dell’operazione Gotha VII, il Molino risulta imprenditore ben inserito nel contesto della criminalità organizzata riconducibile al clan dei “barcellonesi” con esponenti del quale ha intessuto, fin dagli anni ’80, stretti legami di tipo “familiare-affaristico”. A riprova delle cointeressenze con la suddetta cosca, lo stesso giudice della prevenzione richiama la circostanza della presenza, al matrimonio del Molino, dello storico boss barcellonese Giuseppe Gullotti, che sta scontando la condanna definitiva, a 30 anni di reclusione, quale mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano, ucciso a Barcellona la sera dell’8 gennaio 1993. Inoltre, sulla scorta delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Carmelo D’Amico, Santo Gullo e Carmelo Bisognano, infatti, il Molino viene indicato quale persona facente parte del sodalizio criminale già conosciuto quale “Gruppo di Gala”, appartenente alla più ampia famiglia mafiosa barcellonese, e poi confluito in quello capeggiato dal citato  collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico. La sua proclività a delinquere è comprovata non solo dai ripetuti contatti con rinomati

pregiudicati ma ancor di più è dimostrata dal vincolo che lo lega alla famiglia Milone, di cui risultano intranei al medesimo gruppo mafioso Filippo ed Agostino, rispettivamente suocero e cognato del proposto, soggetti coinvolti in diversi procedimenti penali anche per reati in materia di droga ed estorsione. Con l’odierno provvedimento ablativo, disposto dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, vengono colpite due imprese operanti nel settore edile risultanti nella totale diponibilità del Molino, denominate “GRAMEY s.r.l.” ed “EDIL DELTA s.r.l.”, con apprensione di tutto il patrimonio aziendale. La misura patrimoniale interessa altresì possidenze personali, per un totale di 21 immobili dislocati a Barcellona Pozzo di Gotto e presso il Comune di Crotone, oltre a vari beni mobili e svariati rapporti finanziari. Le indagini esperite sul conto della famiglia Molino, supportate dalle risultanze degli accertamenti finanziari sui conti bancari intestati a terzi compiacenti, hanno permesso di rilevare una totale incapienza reddituale, recepita in toto dal Tribunale di Messina, riferita all’intero patrimonio oggi sottoposto a misura di prevenzione.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, lunedì 15 luglio 2019, ore 11,42. 

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