Basket: Champions League (7a g.). Orlandina, sconfitta a testa alta contro il forte Ludwingsburg

A chiusura del girone di andata della Basketball Champions League sconfitta a testa alta ieri sera per l’Orlandina, in un “PalaSikeliArchivi” con poche presenze (potere della Juventus impegnata in CL di calcio?), davanti al quotato team tedesco dell’MHP Riesen Ludwingsburg che, tra campionato e coppa, ha perso solo due gare in stagione e resta in testa al girone insieme ai detentori di Tenerife. Fino a quando ha retto l’Orlandina ha tenuto testa all’avversario ed è stata anche avanti. Ancora una grande prova di Wojciechowski, bene Atsur (foto in alto al tiro con il risultato finale) nel primo tempo, bloccato Maynor. Nei servizi: tabellino e statistiche, cronaca del match, pagelle, interviste, risultati e classifica del Girone B…

Orlandina-Ludwingsburg-61-72

SikeliArchivi Capo d’Orlando: Maynor 4 (0/3, 0/3), Atsur 16 (3/5, 3/9), Kulboka 3 (1/5, 0/3), Ikovlev 6 (2/4), Delas 5 (2/5), Ihring (0/1), Alibegovic 10 (1/4, 2/4), Wojciechowski 17 (4/5, 2/4). N.e.: Galipò, Laganà, Carlo Stella, Donda. All.: Di Carlo. 

MHP Riesen Ludwingsburg: Johnson 9 (2/3, 0/3), Walkup 14 (5/7, 1/2), McCray 4 (2/3, 0/1), Thiemann 16 (7/12), Waleskowski 10 (2/6, 2/5), Evans 7 (3/8, 0/2), Sears, Geske (0/1 da tre), McNeilly 8 (1/4, 2/8), Koch 4 (1/1 da tre), Seric (0/1), Cook (0/2, 0/1). All.: Patrick. 

Arbitri: Obradovic (Bosnia), Kounelles (Cipro), Michaelides (Svizzera).

Parziali: 7-13; 30-29; 48-53.

Orlandina: tiri da due punti 13/32; da tre punti 7/23; liberi 14/17; rimbalzi 37 (Delas 10); assist 20 (Maynor 7); valutazione 62 (Wojciechowski 21).

Ludwingsburg: tiri da due punti 22/46; da tre punti 6/24; liberi 10/14; rimbalzi 41 (Evans 14); assist 14 (Walkup 14); valutazione 77 (Walkup 23). Espulso al 38’ Waleskowski (un tecnico e un antisportivo). Spettatori: circa 1.000.

In alto: “Kuba” Wojciechowski al tiro, ancora il migliore dell’Orlandina

Di Giuseppe Lazzaro

L’Orlandina non c’azzecca in Europa, Ludwingsburg sale come un diesel, passa al “PalaSikeliArchivi” e anche il pubblico non si affeziona preferendo, con circa mille presenze, la Champions League calcistica e la gara della Juventus nella Capo d’Orlando per metà di fede bianconera. Sino a quando ha retto, pagando poi il deficit in termini di stanchezza e lucidità, l’Orlandina ha giocato a testa alta ma la forza dell’avversario, che ha annullato Maynor con una gabbia difensiva notevole, è valso ugualmente l’applauso davanti al -11 finale. Una tripla di Atsur per il primo vantaggio Orlandina (5-4 a 6’47”) che, dopo un avvio impacciato (attacco muto nei primi 2’), prende fiducia tanto che il coach americano Patrick opera tre cambi immediati al primo time out. Dentro Wojciechowski per Ikovlev e il polacco timbra subito (7-4 a 4’24” ma si caricherà di due falli nel periodo), non si vede Maynor e Di Carlo rilancia Ihring. Dopo oltre 4’ a secco i tedeschi impattano con una tripla di Waleskowski a 2’40”. Primo quarto caratterizzato dal festival degli errori in attacco dall’una e dall’altra parte (14 punti complessivi a 1’32”), l’Orlandina non segna per quasi 4’ e alla prima sirena l’MHP Riesen chiude sul 7-13 con un piazzato di Thiemann a fil di sirena. Il digiuno biancazzurro viene rotto ancora da una tripla di un ispirato Atsur in avvio di secondo quarto, replicata poco dopo su scarico di Alibegovic: 13-15 a 8’. Ludwingsburg comincia a prendere le misure e Walkup mette la “bomba” del massimo allungo (16-23), rintuzzato ancora da Atsur, alla terza granata con schiacciata successiva di Alibegovic dopo un recupero difensivo: 20-23 a 4’40”. Nuovo allungo tedesco (23-29 a 2’), Wojciechowski si prende due falli in attacco che converte dalla lunetta in un 3/4 (25-29 a 1’40”). E, a 45”, Maynor conquista fallo e c’è il tecnico fischiato a Cook: dalla linea della carità primi punti (3) per il play Usa per il sorpasso e si va sul 30-29 negli spogliatoi. Subito Kulboka e Atsur per il 34-31 a 8’ e c’è maggiore fluidità in attacco da ambo i lati e si procede sul filo dell’equilibrio: 38-37 a 6’24” con un canestro di Ikovlev a rimorchio. Terzo fallo di Wojciechowski a 5’48”, Ikovlev dalla mattonella preferita per il +3, immediato tripla di McNeilly (40-40 a 4’47”). Un paio di palle perse inopinatamente lanciano il contropiede ospite e l’MHP riprende il filo: 40-44 a 3’49”. Una tripla di Wojciechowski suona la carica (43-44) ma c’è un gran Thiemann: quattro punti in fila per il 43-48 a 2’30”. Ancora una tripla di “Kuba” il polacco a ridurre lo scarto, in penetrazione gli esterni americani ospiti attaccano bene il ferro, tecnico per proteste a Sears: dalla lunetta Alibegovic a segno ma Maynor perde palla sul possesso e il fallo sulla sirena, da oltre l’arco, di Atsur manda in lunetta Johnson: 3/3 e 48-53 alla penultima sirena. Ultimo quarto con il tentativo di chiuderla dei tedeschi frenato dal solito Wojciechowski: 52-58 a 8’40”. Fa male una tripla di Waleskowski, le rotazioni più lunghe di Ludwingsburg (che girerà tutti i 12 in distinta) fanno la differenza come qualità e fiato (54-64 a 6’35”). Terzo fallo tecnico contro l’MHP (McNeilly) ma non sfruttato dai paladini. Negli ultimi 5’ Di Carlo rimette Maynor, antisportivo sanzionato a Thiemann ma nuovamente out l’attacco biancazzurro e l’interessante Walkup la piazza per il 57-66 a 3’35”. Altro antisportivo a Waleskowski che viene espulso a 2’59” ma l’Orlandina spreca ancora, Evans recupera e schiaccia il +10. In un ultimo periodo con le polveri bagnate (appena 13 i punti realizzati), Riesen controlla e allunga nel finale portando a casa la sesta vittoria in sette gare, il contrario della SikeliArchivi al giro di boa.

In alto: il positivo Mirza Alibegovic schiaccia in contropiede

Pagelle Orlandina

Maynor: 5,5. Poco più di una gara mediocre solo per i 7 assist smazzati. Per il resto non ha acceso la luce, con una gabbia difensiva predisposta da Patrick che lo ha annullato. Non segna dal campo.

Atsur: 7. E’ la media fra l’8 del primo tempo e la sufficienza del secondo. Nei primi 20’ fa la guardia vera con 13 punti e tre “bombe”, cala nella ripresa quando, spesso, va a fare il play. Pesano le 4 palle perse ma la pressione dei “piccoli” americani ospiti era notevole.

Kulboka: 5. Oscuro in attacco, confuso in difesa dove gli avversari gli scappano da tutte le parti. Chiude con 1/8 dal campo senza gloria.

Ikovlev: 5,5. Alla lunga non regge il confronto pagando un chiaro gap fisico con i dirimpettai. Rispetto ad altre occasioni non sfrutta le uscite dai blocchi per il suo tiro da fuori.

Delas: 5,5. Scende 10 rimbalzi ma non esce dal torpore che lo sta condizionando malgrado gli incoraggiamenti del pubblico e del presidente Enzo Sindoni messo all’angolo.

Ihring: 4. Inutile e anche dannoso: 3 palle perse e -4 di valutazione e con un minutaggio (7) ridotto.

Alibegovic: 6,5. Sprizza energia da tutti i pori e ci crede sino alla fine. Va in doppia cifra e arpiona 5 rimbalzi. In campionato, come con Trento, può essere un jolly prezioso.

Wojciechowski: 7. Ancora lui. L’Mvp della nona giornata in Serie A conferma il suo splendido periodo. E’ ormai una sentenza in attacco (17 punti), anche 6 rimbalzi e 21 di valutazione. Sarà titolare dalla prossima?

All. Di Carlo: 6. Le tenta tutte, alza o abbassa i quintetti ma ha solo otto uomini, un paio dei quali fuori fase mentre il suo collega statunitense, a volte, ne cambia tre in un colpo(g.l.).

In alto: Arnoldas Kulboka a canestro davanti a due avversari

INTERVISTE, di Antonio Puglisi

Coach Patrick non è molto contento in sala stampa nonostante la vittoria. “Complimenti alla squadra di Capo d’Olando – dice il tecnico americano dei tedeschi – per l’ottima difesa e per come hanno giocato gran parte della partita. Le loro palle perse probabilmente ne hanno compromesso la gara nel finale. Abbiamo vinto anche senza tirare molto bene”. Avete dimostrato comunque nervosismo nel finale. “Dobbiamo essere più forti mentalmente – continua Patrick -, anche su decisioni degli arbitri che riteniamo non giuste. Stiamo giocando tante partite e questo non ci aiuta. Dobbiamo migliorare in questo senso”. E’ evidente la delusione in coach Di Carlo. “Questa sera – ha detto il coach dell’Orlandina – è stato veramente difficile per noi, soprattutto nella seconda parte della gara quando abbiamo subito la loro pressione ed abbiamo perso tanti palloni. A parte questo la mia squadra ha fatto un buon lavoro ed abbiamo fatto un passo in avanti anche perché giocare così contro Ludwingsburg non è semplice per nessuno. Abbiamo sbagliato tanti tiri aperti nel finale ma eravamo stanchi”. Troppo difficile contrastare le loro rotazioni? “E’ un discorso di mentalità. Abbiamo subito troppi tiri da sotto – continua Di Carlo – e noi dobbiamo imparare a resistere in difesa quando in attacco non riusciamo a segnare. Non possiamo sbagliare le chiusure difensive ed abbiamo ancora del margine. I tedeschi stanno facendo molto bene anche nel loro campionato e, nonostante abbiamo mollato in difesa nel finale, li abbiamo tenuti a 70 punti ed è una nota positiva che mi fa guardare avanti con grande fiducia”. Discorso qualificazione ancora aperto? “Per me è tutto ancora aperto. Dobbiamo essere bravi da qui alla fine a vincere quante più partite possibile ma bisogna giocare partita per partita”.

In alto: Eric Maynor braccato dal raddoppio tedesco

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Basketball Champions League, Girone B, risultati 7a giornata di andata

Gaziantep (Tur)-Chalon (Fra)-68-73

Paok Salonicco (Gre) – Ventspils (Let)-83-76

SikeliArchivi Capo d’Orlando (Ita)- MHP Riesen Ludwigsburg (Ger)-61-72

Iberostar Tenerife (Spa)-Neptunas Klaipeda (Lit)-90-67

Classifica: Ludwigsburg, Tenerife 12 punti;

Klaipeda 10;

Ventspils, Chalon 6;

Gaziantep, Paok Salonicco 4;

SikeliArchivi Capo d’Orlando 2 punti.

Servizi da Gazzetta del Sud

Edited by, mercoledì 6 dicembre 2017, ore 8,00.

     

 

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