Basket: Serie A (playoff, 1. turno, gara-4). Milano vince la serie, per l’Orlandina festa sino a notte

Una grandissima festa, andata avanti sino a notte fonda a “La Saletta” con la squadra e i tifosi. E’ terminata la grandissima stagione 2016/2017 dell’Orlandina con il raggiungimento della Final Eight di Coppa Italia, l’ottavo posto finale e i playoff dove, nei quarti di finale, i paladini hanno compiuto l’impresa in gara-1 per poi cedere ai campioni d’Italia in carica dell’EA7 Milano che passano in semifinale con il 3-1 nella serie. In gara-4, in un “Pala Fantozzi” carico di entusiasmo sino alla fine, la Betaland è stata sempre sotto, anche di 22 lunghezze, poi ha recuperato sino al -8 facendo pensare al miracolo ma, alla fine, grande festa ugualmente e commiato del capitano Sandro Nicevic. E’ finita 62-77 (foto in alto Drake Diener al tiro con il punteggio finale). Nei servizi: tabellino&statistiche; cronaca&commento; la rabbia dei tifosi per l’assurda concessione dei domiciliari all’uomo che ha provocato, con un omicidio stradale, l’uccisione di LORENA MANGANO; sala stampa. Le foto, come per tutta la stagione, sono del maestro CARMELO SIGNORINO, di SIGNORINO FOTOGRAFI, con la collaborazione di FRANCO AIELLO…

ORLANDINA-MILANO-62-77

Betaland Capo d’Orlando: Ivanovic 6 (3/5, 0/4), Diener 4 (2/5, 0/5), Tepic 7 (3/4, 0/3), Iannuzzi 8 (3/8, 0/1), Delas 5 (2/4), Laquintana 2 (1/2), Berzins 9 (3/4, 1/4), Kikowski 6 (1/3, 1/4), Archie 15 (3/6, 3/6), Nicevic (0/2). N.e.: Galipò, Donda. All.: Di Carlo.

EA7 Milano: Cinciarini 6 (1/1, 0/3), Hickman 10 (2/5, 1/5), Simon 11 (3/4, 1/2), Pascolo 12 (6/7, 0/1), Raduljica 8 (3/5), Kalnietis 4 (2/4, 0/4), Abass 3 (1/2 da tre), Macvan 15 (3/4, 3/4), McLean 8 (4/7), Fontecchio. N.e.: Tarczewski, Cerella. All.: Repesa.

Arbitri: Seghetti, Martolini, Bartoli.

Parziali: 12-24; 31-45; 49-65.

Tiri da due punti: Orl 21/43, Mi 24/37; tiri da tre punti: Orl 5/27, Mi 6/21; tiri liberi: Orl 5/10, Mi 11/14; rimbalzi: Orl 46 (Tepic 13), Mi 32 (Macvan 6); palle perse: Orl 14 (Ivanovic 4), Mi 12 (Hickman, Kalnietis 3); palle recuperate: Orl 5 (Delas 2), Mi 13 (Hickman, Kalnietis 3); assist: Orl 14 (Ivanovic 4), Mi 20 (Cinciarini 6); valutazione: Orl 60 (Tepic 16), Mi 102 (Macvan 21). Uscito per 5 falli: Kikowski. Spettatori: 3.200.    

In alto: Dominique Archie a canestro davanti a Cinciarini e Hickman

Di Giuseppe Lazzaro

Onore ai vincitori e ai vinti. Gara-4 chiude la serie con la prevista qualificazione di Milano che adesso può dedicarsi al recupero di Sanders e ad affrontare la rognosa Trento in semifinale ma con l’applausometro al massimo per l’Orlandina, che ha chiuso la sua meravigliosa stagione con una grandissima generosità che, negli ultimi 15’, aveva persino fatto pensare ad un miracoloso recupero anche se la mira ha spesso fatto cilecca (19% da oltre l’arco, appena 5 triple a segno, un’arma che era stata importante nelle sfide precedenti). I tifosi, che hanno incessantemente sostenuto i loro beniamini, lo hanno capito e negli ultimi 2’ è partita la festa sugli spalti, con tanto di cori, battimani e saluti finali: come se si fosse vinto. Non ha nulla da rimproverarsi la truppa di Di Carlo: ha compiuto l’impresa in gara-1, nei due match di mezzo è stata staccata nell’ultimo quarto, ieri sera Milano è partita con un piglio diverso e, approfittando delle amnesie in attacco dei biancazzurri, ha subito preso il volo, rischiando parzialmente nel finale quando l’Orlandina ha dato il massimo con Berzins e super Archie, recuperato in extremis, top scorer dei suoi e che tanto è mancato in gare 2 e 3.

In alto: uno dei falli di Raduljica su Delas rimasti impuniti e oggetto di forti contestationi dei tifosi

Cronaca- L’ala statunitense parte dalla panca, “starting five” simili a martedì in ambo i lati. Avvio contratto della Betaland con due triple fallite (Ivanovic e Diener) e tre errori da sotto di Iannuzzi e il solito Pascolo (6 punti in 3’) lancia Milano (2-8 a 7’09”) costringendo Di Carlo al primo time out. Entra Archie ma a metà tempino langue la fase offensiva (due soli canestri dal campo di Tepic) e Milano può giostrare allungo e rotazioni e, emulando il match di martedì, Macvan entra e colpisce da oltre l’arco (4-17 a 3’40”). Un mini-break (5-0) aiuta l’Orlandina a non fare scappare i buoi prima del tempo, la prima “bomba” della serata la piazza Kikowski ma la triplona di Abass a fil di sirena segna il doppiaggio per l’EA7: 12-24. Secondo quarto con immediati errori, anche con tiri facili e piedi a terra, per una Orlandina che non appare fluida nel gioco e fatica parecchio. Milano tiene il parquet con l’autorità della grande e Hickman sgancia la tripla del 16-28 a 5’35”, a 2’13” terzo fallo di Delas su McLean che poi va a schiacciare in campo aperto il massimo vantaggio (26-43 a 1’45”). Una tripla di Archie rianima il palazzo (31-43) a 30” ma un arcobaleno di gran classe di Simon manda le squadre negli spogliatoi sul 31-45. Il canovaccio non cambia in avvio di terzo quarto: Milano conduce le danze e allunga lo scarto (34-56, sarà il massimo vantaggio) anche se l’ambiente si surriscalda per il fallo tecnico sanzionato a Raduljica a 6’40”, seguito da una schiacciata in percussione di Archie nel segno che l’Orlandina cerca di uscire dalla sfida almeno a testa alta. Una granata piedi a terra di Berzins (42-58 a 4’18”) induce Repesa a chiamare minuto ma il divario è troppo largo per sperare nel miracolo anche se il meraviglioso pubblico incita come se si giocasse punto a punto. Nella seconda metà del periodo comunque l’Orlandina ha uno scatto d’orgoglio e difende meglio con Berzins ispirato in attacco (7 punti nel periodo) per il -11 a 1’44”. Due accelerate di Macvan e Hickman consentono a Milano di allungare nuovamente: 49-65 alla penultima sirena e i campioni d’Italia forse un po’ rilassati. L’ultimo quarto della stagione al “Pala Fantozzi” si apre con la tripla di Archie e il 2+1 di Iannuzzi (fuori fase in precedenza) e la Betaland accorcia: 55-65. Contestazioni all’arbitraggio – una costante per tutta la gara – quando viene sanzionato un fallo (dubbio) a Delas che è il quarto. Archie sigla il -8 a 7’ e si gioca in una bolgia, tanto che Milano trova il primo canestro del periodo con la tabellata di Macvan dopo quasi 5’ di buio ed è ancora il lungo serbo (15’ in 19’ di impiego) a sganciare la letale tripla che riporta lo scarto in doppia cifra. Due palle rubate da una EA7 che torna attenta nelle letture e nelle situazioni permettono ai tricolori di poter gestire il finale. Quinto fallo al generoso Kikowski a 1’19” (62-72), Cinciarini non perde mai il filo e serve Macvan per la tripla che chiude tutto a 1’04”. Ultimo minuto con la standing ovation a Nicevic che saluta e, probabilmente, lascia, cori per il capitano e il presidente Enzo Sindoni e il “Grazie ragazzi e Orlandina-Orlandina” come se si fosse vinto quale inni finali di una annata da ricordare.   

In alto: Drake Diener davanti alla marcatura di Hickman

Rispetto a gara-3 nessuna, grande, coreografia dei tifosi dell’Orlandina anche se non è mancato il consueto sostegno con battimani e tamburi. Il gruppo organizzato ha voluto però porre in evidenza la notizia di questi ultimi giorni relativa alla concessione degli arresti domiciliari (dal 23 dicembre scorso, si è appreso solo da poco) a Gaetano Forestieri, condannato a 11 anni di reclusione con il rito abbreviato con l’accusa di omicidio stradale per avere provocato la morte di Lorena Mangano, la notte fra il 25 e il 26 giugno 2016, a Messina. Lorena era una studentessa universitaria e grande tifosa dell’Orlandina. I tifosi hanno espresso la loro rabbia con questo doppio striscione:”L’ennesima sentenza lo ha dimostrato. Per lo Stato uccidere non è reato- Giustizia per Lorena”(g.l.).

In alto: il doppio striscione di rabbia per l’ingiustizia subita da Lorena Mangano e dalla sua famiglia

SALA STAMPA, di Antonio Puglisi

Sereno e, come sempre, molto concreto coach Repesa. “Posso fare solo i complimenti e ringraziare per l’ospitalità della gente e del club. In questi tre giorni siamo stati veramente bene. Inoltre voglio complimentarmi con la famiglia Sindoni – prosegue il coach dell’Olimpia Milano – e con il ds Peppe che quando aveva 14 anni volle farsi una foto con me quando allenavo a Bologna nella Fortitudo ed oggi è il miglior dirigente della Serie A. Bravo anche Di Carlo. Siamo stati insieme ieri sera e sono felice di poter dare a lui tutti i consigli che posso visto che ho maggiore esperienza. Quest’anno l’Orlandina ha fatto una grande stagione perché è stata ben allenata. L’atmosfera è stata anche questa sera caldissima. Ai miei giocatori ho solo detto che sarà difficile vincere lo scudetto se commettiamo certi errori. Troppo nervosismo e un fallo tecnico inutile nel momento migliore dell’Orlandina. Sul +8 non hai garanzia di vincere la partita e se giochiamo così contro Trento sarà molto difficile”.

Comunque è stato un crescendo per Milano. “A volte non sono ascoltato dai miei giocatori e questo è un problema. Siamo ancora indietro ma non sono preoccupato. Aspetto che i miei ragazzi crescano durante i playoff e credo ci stiamo riuscendo. Durante questa lunga stagione abbiamo avuto molti problemi con i miei migliori giocatori che si sono allenati poco. Ancora adesso Pascolo ha seri problemi a stare più di 4’ in campo ma stiamo comunque crescendo”.

Esiste un problema rimbalzi? “Abbiamo sofferto, è vero, contro Capo d’Orlando in questo fondamentale. Siamo però migliorati nei punti concessi in transizione. In effetti Berzins ci ha creato più problemi degli altri e dobbiamo migliorare. Nei playoff si vince con canestri facili, meglio in contropiede”.

Ha poco da recriminare coach Di Carlo che si presenta in sala stampa insieme a tutto lo staff tecnico. “Stasera mi piaceva salutare tutti con coloro che insieme a me hanno costruito questa stagione di successi. Flavio Fioretti, David Sussi, Jorge Silva Suarez e Salvatore Poma. Con loro – continua Di Carlo -, sono cresciuto tantissimo e siamo riusciti a portare avanti una preparazione tecnica e fisica eccellente. Per quanto riguarda la partita credo che questa sera sia venuta fuori la differenza tra le due squadre. Siamo usciti dal campo avendo dato tutto. Nei primi due quarti abbiamo avuto un approccio sbagliato, infatti nello spogliatoio ho detto loro che sembrava una squadra anarchica ma che avremmo dovuto fare quello che sapevamo e ci siamo riusciti. Abbiamo la coscienza apposto ed in bocca al lupo a Milano”.

Con Archie in tutta la serie sarebbe stato diverso? “Potremmo recriminare su tutto ma voglio solo dire che sono contento di quello che abbiamo fatto. Dall’ultimo posto che ci davano ad inizio stagione siamo arrivati in gara-4 con Milano giocando anche bene. Abbiamo anche sognato vincendo al “Forum” di Assago e finito con grande carattere. Dovrei menzionare anche Stojanovic secondo questo ragionamento ma voglio solo ringraziare tutti”.

Riconfermarsi il prossimo anno sarà difficile? “Sarà una stagione della verifica come un po’ lo è stata questa dopo la salvezza. Intanto godiamoci questi giorni vissuti qui a Capo d’Orlando. Raduljica in spiaggia con la granita, Repesa che parla con gli orlandini, Pascolo e Simon che si concedono a foto e domande nell’isola pedonale. Questi sono momenti magici e meravigliosi che solo Capo d’Orlando può offrire”.

Foto in alto: il commiato, sotto gli occhi di Pawel Kikowski il capitano Sandro Nicevic lascia il parquet e la pallacanestro, dopo una strepitosa carriera, abbracciato dal dott. Biagio Di Giorgio, da cinque stagioni straordinario fisioterapista dell’Orlandina

Foto in alto il saluto della staff tecnico in sala stampa, da sx: l’assistente Jorge Silva Suarez, il preparatore atletico Salvatore Poma, l’head coach Gennaro Di Carlo con gli altri assistenti David Sussi e Flavio Fioretti

Servizi da Gazzetta del Sud

Edited by, venerdì 19 maggio 2017, ore 8,27.

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