Brolo: Diffamazione aggravata, la Cassazione conferma la condanna per l’on. Nino Germanà

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna, a 3.000 euro di multa, per il deputato nazionale di Brolo della Lega NINO GERMANA’ (foto in alto) accusato di diffamazione aggravata. La vicenda risale alla campagna elettorale delle elezioni amministrative svoltesi a Brolo nel maggio 2014…

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna, a 3.000 euro di multa, per il deputato nazionale di Brolo della Lega Nino Germanà accusato di diffamazione aggravata. La vicenda risale alla campagna elettorale delle elezioni amministrative svoltesi a Brolo nel maggio 2014. Nino Germanà, che all’epoca era deputato regionale e appoggiava la candidatura a sindaco della cognata Irene Ricciardello, poi eletta, la sera dell’1 maggio ebbe ad urlare all’indirizzo dell’altro candidato sindaco, l’attuale presidente del consiglio comunale, avvocato Mimmo Magistro, che stava comiziando e a tutti i componenti della lista “Per Brolo” che lo sostenevano, frasi ingiuriose e diffamatorie. Il comizio si stava svolgendo nella piazzetta sopra il municipio, proprio di fronte all’abitazione dell’on. Germanà che sbraitava definendo “ladri” i comizianti in merito all’indagine poi sfociata nell’operazione “Mutui fantasma”, oggi oggetto di dibattimento pendente davanti al collegio giudicante del Tribunale di Patti. La diffamazione – secondo l’accusa – quella sera sarebbe proseguita su Facebook. 

Su denuncia dell’avvocato Magistro e dei componenti la lista che lo sostenevano, l’on. Germanà venne rinviato a giudizio al Tribunale di Patti e condannato una prima volta nel febbraio del 2019 a 3.000 euro di multa, oltre ai risarcimenti in sede civile. Germanà impugnò il verdetto ma la Corte d’Appello di Messina, un anno fa, il 26 novembre 2020, lo rigettò confermando la condanna che adesso è diventata definitiva.

La Suprema Corte, oltre a rigettare il ricorso dell’on. Germanà, dichiarandolo totalmente inammissibile, lo ha condannato alle ulteriori spese legali per il giudizio di legittimità a favore delle parti offese costituite per oltre 20.000 euro. Il deputato nazionale è stato difeso dall’avvocato Massimiliano Fabio. Le parti costituite sono state rappresentate dagli avvocati Sabrina Ligato, Rosa Saturno, Lucio Fonti Castelbonesi, Rosario Condipodero, Antonella Sicilia del foro di Patti e Marco Franco del foro di Roma.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, giovedì 18 novembre 2021, ore 8,42.

 

 

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