Brolo: Imputati-vittime e parti civili, due condanne per lesioni

E’ terminata con la sentenza di primo grado, al tribunale di Patti, una ingarbugliata vicenda di lesioni e dove due imputati di Brolo, uno condannato a 4 anni e l’altro a 2 anni e 8 mesi, si sono anche costituiti, come vittime, parte civile al dibattimento e ognuno deve pagare all’altro la stessa cifra (2.580 euro per la costituzione). Parti civili anche la madre di uno dei due imputati e un carabiniere in servizio alla Stazione di Piraino, rappresentato dall’avvocato CARMELO PORTALE (foto in alto). I fatti si verificarono a Brolo il 22 maggio 2017…

Il collegio giudicante del tribunale di Patti (presidente Ugo Scavuzzo, a latere Eleonora Vona e Giovanna Ceccon) ha condannato a 4 anni di reclusione Tommaso Astorino, classe 1974, nato a San Pietro a Maida (Catanzaro) ma residente a Brolo e Mario Perdicucci, classe 1967, di Brolo, a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Astorino è stato riconosciuto colpevole di lesioni aggravate ed è stato assolto per il capo B dell’imputazione perché il fatto non sussiste. Anche Perdicucci è stato accusato di lesioni.

Si tratta di una vicenda ingarbugliata che vede lo stesso Astorino, Mario Perdicucci con la madre Maria Ferrugio, classe 1943, anche vittime e costituite parte civile. Astorino, oltre alla suddetta condanna, dovrà pagare le spese di costituzione e difesa delle parti civili liquidate in 2.580 euro oltre che per quelle di Massimiliano Germanà, altra parte civile costituita, liquidata in 1.935 euro. Nel contempo anche lo stesso Tommaso Astorino nella vicenda, oltre che imputato, è vittima e costituito parte civile con Mario Perdicucci che è stato condannato al pagamento della costituzione della stessa sempre per gli stessi 2.580 euro. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

L’avvocato Carmelo Occhiuto

Tommaso Astorino è stato difeso dagli avvocati Francesco Villardita (lo stesso che ha difeso Veronica Panarello, condannata a 30 anni per avere ucciso il figlio Loris Stival a Santa Croce Camerina nel 2014) e Carmelo Occhiuto. Mario Perdicucci come parte civile e imputato e la madre Maria Ferrugio come parte civile sono stati assistiti dall’avvocato Decimo Lo Presti mentre Massimiliano Germanà, altra parte civile, è stato assistito dall’avvocato Carmelo Portale.

I FATTI

I fatti contestati si sono verificati a Brolo il 22 maggio 2017. Come si legge nel rinvio a giudizio, disposto dal Gup del tribunale di Patti Ugo Domenico Molina, il Tommaso Astorino avrebbe impugnato un machete lungo 47 centimetri, con lama affilata di 33 centimetri e dal peso di 520 grammi, sferrando con violenza colpi, dall’alto verso il basso, all’altezza del torace e del viso, nei confronti di Mario Perdicucci ma lo stesso riusciva a schivare i colpi ma non potendo evitare di essere ferito al braccio e alla mano sinistra e rifugiandosi all’interno della propria abitazione. Il tutto con l’aggravante (Astorino) di avere agito per motivi futili e a seguito di una banale lite tra vicini di casa. Quindi Astorino avrebbe rivolto minacce ai due congiunti, Perdicucci e la madre. Intanto, però, Mario Perdicucci, con un oggetto contundente in mano, colpiva Astorino e da qui l’imputazione sfociata nella condanna. Nel frattempo giunse sul posto, previa telefonata, una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Piraino composta dall’appuntato Tiziano Soloperto e dal carabiniere scelto Massimiliano Germanà che sarebbero stati minacciati di morte, verbalmente, dallo stesso Astorino. Da qui la costituzione di parte civile del carabiniere Germanà con l’avvocato Portale.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 15 gennaio 2021, ore 10,58. 

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