Brolo: Mutuo a carico dei cittadini per 30 anni. Scaffidi Lallaro azzoppa il trionfalismo di Laccoto

Con toni quasi da enfasi il sindaco di Brolo GIUSEPPE LACCOTO (foto in alto) annuncia la richiesta di un mutuo, con la Cassa Depositi e Prestiti, per 1.481.000 euro da pagare (a carico dei cittadini ma questo non viene detto) per 30 anni! Immediata la replica del consigliere comunale indipendente GAETANO SCAFFIDI LALLARO:”Il prof. Laccoto torna al suo vecchio amore: i mutui”…

La giunta comunale di Brolo ha approvato la richiesta di anticipazione di liquidità alla Cassa Depositi e Prestiti per 1.481.000 euro (Iva compresa) per procedere al pagamento di debiti con i fornitori in base al Decreto Legge “Rilancio” n. 34 del 19 maggio 2020. Così come disposto dal provvedimento normativo, la richiesta di anticipazione avrà una durata trentennale, sarà regolata ad un tasso fisso d’interesse dell’1,226% e servirà a pagare i debiti contratti nel periodo da gennaio 2014 a dicembre 2019. Come ha spiegato il sindaco Giuseppe Laccoto “la parte prevalente dell’anticipazione, circa 450.000 euro, sarà destinata al pagamento delle fatture non pagate per la fornitura di energia elettrica che sono state maggiorate del 40% in quanto sono scattate le clausole di salvaguardia. Le somme risparmiate dal pagamento della maggiorazione saranno impiegate per pagare le rate della stessa anticipazione, la prima delle quali è fissata a ottobre 2022. Un’altra parte dei fondi sarà destinata al Consorzio di depurazione, al pagamento di circa 90.000 euro di debiti fuori bilancio riconosciuti entro il 31 dicembre 2019 e per saldare debiti con i fornitori che non siano oggetto di contenzioso. Con questa anticipazione di liquidità – conclude il primo cittadino – saniamo situazioni debitorie pendenti che gravavano sulle casse comunali, andiamo incontro alle legittime istanze dei fornitori e proseguiamo lungo la strada tracciata della normalità contabile che significa anche serenità amministrativa”.

“Il sindaco Laccoto ritorna al suo vecchio grande amore: i mutui con Cassa Depositi e Prestiti. Ovviamente – replica il consigliere comunale indipendente Gaetano Scaffidi Lallaro (foto in alto) – a carico delle future generazioni. Infatti durante la sua precedente sindacatura (dal 1997 al 2007) il prof. Laccoto è riuscito nell’impresa, forse da guinness dei primati, di fare in soli sette anni (dal 1998 al 2005) ben 29 mutui, praticamente uno ogni 3 mesi. Insomma ha amministrato facendo debiti sulle spalle dei cittadini, salvo poi vantarsi pubblicamente di essere questo grande stratega nel recepire finanziamenti pubblici (QUALI?). Oggi Laccoto ritorna alla vecchia passione, amministrare facendo debiti da scaricare sulle future generazioni. Sbandierando una fantasmagoria “anticipazione di liquidità “, che altro non è che l’ennesimo indebitamento, stavolta da 1 milione e mezzo di euro, di durata trentennale. È uno strumento, messo a disposizione dal governo, che anche durante la precedente amministrazione è stato utilizzato ma, ovviamente, per estrema necessità, rendicontando e documentando tutte le fatture saldate (salatissime bollette di luce e rate del consorzio Eco3 in primis) ma senza sbandierarlo come chissà quale grande risultato. Indebitare il proprio Comune, infatti, non è mai una cosa di cui vantarsi. Oltretutto in questa occasione mi chiedo: perché siamo stati costretti a fare questo ulteriore indebitamento se solamente pochi mesi fa la tesoreria comunale, a seguito di dichiarazione di dissesto, aveva restituito alle casse del Comune oltre un milione di euro proprio per saldare fatture arretrate non pagate? Non vorrei che questo ulteriore milione e mezzo di mutuo richiesto dalla giunta-Laccoto serva principalmente per liquidare qualche “profumato esproprio” nella zona artigianale? Vedremo se avrò ragione. Al sindaco Laccoto, che vuole fare passare l’idea che durante la precedente amministrazione sono stati lasciati chissà quali debiti, ricordo che da almeno 20 anni e per i prossimi decenni il Comune ha pagato, paga e continuerà pagare le rate dei SUOI mutui. Gli ricordo altresì – conclude Scaffidi Lallaro – che ci sono circa 20 milioni di euro, somme di centinaia di creditori, insediatisi nella massa passiva del dissesto (antecedente il 2014 e quindi tutti suoi) che aspettano di essere liquidati”.

G.L.

Edited by, venerdì 26 giugno 2020, ore 14,23. 

 

 

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