Brolo: Pena rideterminata a 10 anni e 4 mesi in appello per Baratta

La Corte d’Appello di Messina ha rideterminato la condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 3.000 euro di multa, nei confronti di SAVERIO GIUSEPPE BARATTA (foto in alto), 45 anni, originario di Termini Imerese ma domiciliato a Brolo o a Piraino. L’uomo è stato condannato per associazione mafiosa nell’ambito di alcuni procedimenti tra cui le operazioni “Romanza” e “Icaro”…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di venerdì 8 marzo 2019)

La Corte d’Appello di Messina (presidente Francesco Carmelo Tripodi, a latere Daria Orlando e Luana Lino) ha rideterminato la condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 3.000 euro di multa, nei confronti di Saverio Giuseppe Baratta, 45 anni, originario di Termini Imerese ma domiciliato a Brolo o a Piraino. La rideterminazione, con tre anni in meno da scontare, è scattata con il calcolo di tre sentenze, a carico dell’imputato, con il vincolo della continuazione. L’avvocato Decimo Lo Presti, che assiste il Baratta, aveva chiesto che venisse riconosciuto il vincolo della continuazione per due sentenze emesse dalla Corte d’Appello di Messina passate in giudicato. La prima risale al 2013 con il Baratta condannato a 5 anni di reclusione per associazione mafiosa, quale presunto appartenente al clan di Tortorici dei Bontempo Scavo, nel procedimento unificato dalle operazioni “Romanza” (scattata il 30 marzo 2000 con 31 arresti) e “Icaro” (29 novembre 2003, 44 arresti), entrambe eseguite dai carabinieri e coordinate dalla Dda di Messina. La seconda sentenza risale al 2015 con una condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione e al pagamento di 2.000 euro di multa per estorsione ai danni dell’imprenditore di Gioiosa Marea Tindaro Marino (poi arrestato e condannato per l’operazione “Gotha”), per fatti avvenuti nel 1996. Quindi nel giugno 2017 la Corte d’Appello di Messina rigettò la richiesta dell’avvocato Lo Presti che presentò ricorso in Cassazione. La Suprema Corte annullò l’ordinanza della Corte d’Appello rinviando ad altra Corte di secondo grado che, adesso, ha accolto l’istanza dell’avvocato Lo Presti che ha chiesto ed ottenuto anche il collegamento con un’altra sentenza di condanna emessa nel 2008 per il Baratta, sempre dalla Corte d’Appello di Messina, a 3 anni e 6 mesi di reclusione e al pagamento di 1.000 euro di multa per tentata estorsione e danneggiamento aggravato per fatti commessi a Brolo nel 2006. A questa richiesta si era opposto il procuratore generale Maurizio Salamone. Ma questa vicenda non si è ancora conclusa. L’avvocato Lo Presti, infatti, sta valutando ulteriore ricorso in Cassazione per il suo cliente, che al momento sta scontando la pena in affidamento terapeutico, per chiedere una ulteriore riduzione della condanna poiché, per alcuni reati, si è proceduto con il rito abbreviato, che comporta lo sconto di pena di un terzo.

Edited by, venerdì 8 marzo 2019, ore 10,05.

 

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