Brolo: Un 45enne assolto in appello dall’accusa di maltrattamenti in famiglia

Condannato in primo grado a 2 anni e 2 mesi, assolto in appello perché il fatto non sussiste. Un 45enne di Brolo termina il suo incubo durato quattro anni. L’uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia, nello specifico contro la ex moglie, è stato difeso dall’avvocato ANTONELLA MARCHESE (foto in alto)…

Riformata in toto la sentenza di primo grado nei confronti di un 45enne di Brolo, C.C., condannato inizialmente per il reato di maltrattamenti contro familiari a 2 anni e 2 mesi di reclusione. La Corte d’Appello di Messina (presidente Alfredo Sicuro, consiglieri Grimaldi e Arena, procuratore generale Santi Cutroneo), ha riformato totalmente la sentenza di condanna emessa dal tribunale di Patti in primo grado. L’avvocato Antonella Marchese, che ha difeso l’imputato, ha proposto appello contro la sentenza di condanna di primo grado, il reato di atti persecutori è stato riqualificato in maltrattamenti contro familiari, perpetrati ai danni dell’ex coniuge F.A. Il marito è stato condannato in primo grado poiché aveva, si legge nel capo d’imputazione, “con condotte reiterate molestato e minacciato l’ex moglie, tanto da cagionarle un perdurante e grave stato d’ansia e di paura ed in generale in lei fondato timore per l’incolumità personale sua e della figlia minore”. In particolare, si legge nel ricorso, l’uomo aveva posto in essere pedinamenti insulti, minacce di morte, come ad esempio la frase “prima ammazzo la bambina, poi ammazzo te e poi mi suicido!”. C.C., inoltre, avrebbe posto in essere un tentativo di violenza sessuale con l’aggravante di avere commesso il fatto nei confronti del coniuge in fase di separazione. I fatti risalirebbero al maggio del 2015. “Afferrando improvvisamente da dietro F.A. e cercando con forza di avere con la stessa un rapporto sessuale, colpendola con calci e pugni, perseverando nonostante l’opposizione della donna, con violenza compiva atti idonei a costringere la donna a subire atti sessuali; evento che tuttavia non si verificò perché la persona offesa riuscì a svincolarsi dalla presa dell’ uomo”. Riqualificato il reato in maltrattamenti contro familiari C.C. era stato condannato a scontare 2 anni e 2 mesi di reclusione ma la Corte d’Appello ha accolto totalmente la tesi difensiva eccepita dall’avvocato Antonella Marchese ed ha assolto il quarantacinquenne brolese perché il fatto non sussiste.

              Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 8 gennaio 2020, ore 14,23. 

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