Capo d’Orlando: 7 anni dalla scomparsa del giornalista William Castro. Dopo la condanna la moglie ricorre in appello

Ricorre in questo 26 dicembre 2018 il settimo anniversario dalla improvvisa scomparsa del valoroso giornalista di Capo d’Orlando WILLIAM CASTRO (foto in alto), che aveva nel sangue questa affascinante e coraggiosa attività. Negli anni successivi ci siamo occupati dalla vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta la moglie, avvocato SIMONA LENZO. Il processo di primo grado, terminato il 22 giugno 2018, l’ha vista condannata a 2 anni e 6 mesi di reclusione per un capo di imputazione (falsificazione del testamento) e con la sopravvenuta prescrizione per un altro. L’avvocato Lenzo ha presentato appello alla sentenza di primo grado e si tornerà in aula – in data da fissare – davanti alla Corte d’Appello di Messina. La ricostruzione della vicenda…

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

L’avvocato Simona Lenzo

Il 22 giugno 2018 il giudice del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Francesco Alligo ha condannato l’avvocato Simona Lenzo limitatamente alla condotta di falsificazione del testamento falsamente riconducibile al marito, il giornalista William Castro, pubblicato il 17 gennaio 2012, alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali. Il giudice ha invece dichiarato di non doversi procedere nei confronti dell’imputata in ordine al reato alla stessa ascritto limitatamente alla condotta di falsificazione del testamento falsamente riconducibile a Cantales Nunziatina (insegnante, madre del suddetto Castro William, scomparsa l’1 febbraio 2006), pubblicato l’8 marzo 2010, per intervenuta prescrizione. Il giudice ha quindi dichiarato la falsità dei testamenti oggetto del capo di imputazione e ne ha ordinato la cancellazione salvo che ciò pregiudichi i diritti di terzi non intervenuti nel processo. Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, racchiuse in dieci pagine, l’avvocato Simona Lenzo, attraverso i legali di fiducia, avvocati Giuseppe Di Pietro e Alberto Gullino, entrambi del foro di Messina, ha presentato appello avverso alla sentenza di primo grado, in data 30 ottobre 2018 e si è in attesa della fissazione del dibattimento di secondo grado davanti alla Corte d’Appello di Messina.

LA VICENDA

Il sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto Giorgio Nicola aveva disposto, nella primavera 2014, il decreto di citazione diretta a giudizio, nei confronti dell’avvocato Simona Lenzo, accusata di falsità in scrittura privata (art. 485 del Codice Penale) con l’aggiunta dell’art. 479 nonché con l’art. 81 (continuazione del reato). Una vicenda legata a filo doppio al già marito dell’imputata, il giornalista William Castro, deceduto, a 37 anni a causa di un improvviso malore, la mattina del 26 dicembre 2011 all’ospedale “Barone Romeo” di Patti dove si trovava ricoverato dopo essere stato trasportato dal nosocomio di S.Agata Militello. Il giornalista di Capo d’Orlando, che lavorava per La Sicilia di Catania e svolgeva servizi speciali anche per Sky ed altre emittenti nazionali, si era sposato con l’avvocato Simona Lenzo il 18 settembre 2004 nella chiesa di Cristo Re a Capo d’Orlando. Nel decreto di citazione diretta a giudizio, il pm Giorgio Nicola scriveva che Simona Lenzo è imputata “perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, formava dei testamenti olografi falsamente riconducibili a Cantales Nunziatina e Castro William e ne faceva uso pubblicandoli, tramite notaio dott. Alioto, rispettivamente in data 8 marzo 2010 e 17 gennaio 2012. In Milazzo nelle date sopra indicate”. Ecco perché il fascicolo è stato di pertinenza della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto. Nunziatina Cantales, insegnante, è la madre del giornalista William Castro, deceduta a Capo d’Orlando l’1 febbraio 2006. Nel procedimento la persona offesa è Walter Castro, fratello maggiore del giornalista William, impiegato presso Riscossione Sicilia spa di Messina, autore della denuncia dal quale è stato istruito il fascicolo a cura del pm Nicola il quale, il 25 novembre 2013, aveva chiuso le indagini preliminari prima di firmare la citazione diretta a giudizio nei confronti di Simona Lenzo.

LA DENUNCIA DI WALTER CASTRO

Per dare una visione maggiore dei fatti ai nostri lettori, ecco la denuncia presentata, alla Procura, da Walter Castro, inizialmente contro ignoti:

SPETT.LE PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PATTI

ATTO DI DENUNCIA CONTRO IGNOTI

Il sottoscritto sig. Castro Walter (nato il 01.05.1972 a Messina, residente a Capo d’Orlando in via Consolare Antica n. 163), espone quanto segue.

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Occorre, innanzitutto, portare a conoscenza di codesta Procura che è in corso una causa civile tra questo scrivente e l’avv. Lenzo Simona (nata il 04.07.1978 a Palermo, residente a Naso, in contrada Santa Carrà n. 1), pendente innanzi al Tribunale di Patti (R.G. 707/2012 – dr.ssa Alacqua – prox. ud. 15.05.20013), avente ad oggetto la nullità di un testamento, di cui appresso più diffusamente si dirà. Per una migliore comprensione della vicenda, occorre ricostruire la composizione della famiglia d’origine di questo denunciante: questa era costituita, oltre che dal sig. Castro Walter, dai defunti genitori Castro Alfio Aldo (nato il 28.08.1940 ad Adrano, deceduto il 23.04.2010) e Cantales Nunziatina (nata il 25.11.1945 a Capo d’Orlando, ivi deceduta l’01.02.2006), nonché dal defunto fratello Castro William (nato il 10.02.1974 a Messina, deceduto a Patti il 26.12.2011), come confermato da certificato di stato di famiglia originale (doc. 1), dal quale emerge pure la morte dei tre familiari sopra menzionati. A distanza di qualche anno dalla morte della sig.ra Cantales Nunziatina, Castro William rinvenne un testamento olografo della madre, datato 26.10.2005, che i due fratelli – sigg. Castro Walter e William – fecero pubblicare dal notaio Salvatore Alioto, con studio a Milazzo, l’08.03.2010 (doc. 2). In detto testamento, la sig.ra Cantales Nunziatina così dispose:

  1. Lasciò a Castro William l’appartamento ad uso abitativo di sua proprietà ed il garage pertinenziale (ricevuti per successione ereditaria dalla propria madre), siti a Capo d’Orlando in via Consolare Antica n. 163, piano 3° e 1°, censiti al N.C.E.U. al fg. 4, part. 1324, sub. 27 e 9;
  2. Nominò eredi di tutti i restanti beni, espressamente menzionando i suoi gioielli, entrambi i figli, sigg. Castro William e Walter.

Sottoposto, di recente, il testamento in questione ad un più attento esame, è, però, apparso evidente al sig. Castro Walter come esso non possa riferirsi alla madre Cantales Nunziatina – la cui autenticità, pertanto, si è disconosciuta formalmente con la causa civile che si è intrapreso in data 23.07.2012, sia per ciò che concerne la grafia dell’intero corpo della scheda testamentaria, che la sottoscrizione apposta in calce –, sembrandogli oggi evidente che la grafia e la firma non appartengano alla madre e siano, dunque, contraffatte. Ciò risulta palmare, ictu oculi, all’esito della comparazione della grafia e della sottoscrizione della scheda testamentaria con altri documenti che Castro Walter è riuscito a reperire, di sicura provenienza dalla madre; ci si riferisce, in dettaglio:

 

  1. Alla procura ad litem conferita a margine di una comparsa di risposta (R.G. 453/03 – Trib. Patti – sez. distaccata di S. Agata di Militello), prodotta, anni orsono, dalla sig.ra Cantales insieme al marito Castro Alfio Aldo in una causa contro Valenti Giuseppe (doc. 3);
  2. Alla procura ad litem conferita a margine di un’opposizione a precetto (R.G. 201/04 – Trib. Patti – sez. distaccata di S. Agata di Militello), proposta, anni orsono, dalla sig.ra Cantales insieme al marito Castro Alfio Aldo contro Valenti Giuseppe (doc. 4);
  3. A due istanze autografe e sottoscritte, datate 26.04.1994 e 05.05.1994, rivolte dalla sig.ra Cantales alla direttrice del circolo didattico presso cui lei insegnava (istituto dal quale le copie sono state rilasciate munite di conformità agli originali: rispettivamente, docc. 5-6);
  4. Ad un’istanza di pensione d’inabilità, autografa e sottoscritta, datata 09.12.2005, munita di protocollo di ricezione dell’Istituto Comprensivo n. 1 di Capo d’Orlando (doc. 7).

Già di primo acchito, senza necessità dell’ausilio della competenza di un perito grafologo, l’esame dei documenti offerti in comparazione dà la certezza della falsità del testamento impugnato, la cui firma è palesemente difforme da quella apposta nei tre documenti offerti, così come la grafia di cui si compone il corpo documentale è macroscopicamente non autentica: sorprendentemente, detta grafia appare assai simile a quella con la quale è scritto il testamento olografo di Castro William (morto, si badi bene, anni dopo i genitori), pubblicato dal notaio Salvatore Alioto (doc. 8), col quale questi avrebbe stranamente pretermesso dall’eredità il figlio unico Hermann, per nominare erede universale la moglie, avv. Simona Lenzo! Quest’ultima ha, poi, volturato a proprio nome l’immobile oggetto del testamento impugnato apparentemente a firma di Cantales Nunziatina (cfr. visura catastale: doc. 9). Peraltro, si solleva più di un dubbio anche sull’autenticità del testamento apparentemente a firma di Castro William, non riconoscendosi in esso la sua grafia: chiarimento che potrà essere facilmente effettuato, ricercando presso il giornale “La Sicilia” (per il quale Castro William svolgeva attività di giornalista) appunti di pugno dello stesso Castro William. È, inoltre, importantissimo sottolineare come la firma apposta (innanzi al notaio che procedeva alla pubblicazione) da Castro William in calce al testamento della madre Cantales Nunziatina sia palesemente difforme da quella con la quale egli avrebbe vergato il proprio testamento olografo. Risulta particolarmente inverosimile, ancora, che Castro William –, malato dalla nascita di anemia mediterranea, e perciò da sempre sottoposto a cure che, negli anni, ne avevano minato l’integrità fisica (dovendo far mensile ricorso a trasfusioni di sangue, con gli immaginabili rischi ad esse connessi), rendendolo di salute particolarmente precaria –, avesse avvertito l’esigenza di predisporre testamento per l’ipotesi di incidenti stradali (così si legge nel testamento in questione). In ragione di quanto sopra rappresentato, il sig. Castro Walter sporge formale denuncia contro ignoti per tutti i reati che la S.V. vorrà ravvisare nei fatti sopra esposti, chiedendo che gli stessi vengano perseguiti nelle forme e modi di legge. Ci si permette, infine, di sottoporre all’attenzione di codesta Procura l’opportunità di promuovere, ai sensi dell’art. 321 c.c., la nomina di un curatore speciale da parte del Tribunale che, nell’interesse di Castro Hermann, impugni il testamento del padre Castro William per violazione della quota di legittima ex artt. 536 e segg. c.c. Il sig. Castro Walter chiede, infine, di essere informato, ai sensi dell’art. 408 co. 2 c.p.c., nell’ipotesi di richiesta di archiviazione. Si allegano, in copia, i documenti sopra indicati (Capo d’Orlando, 07.02.2013- WALTER CASTRO).

La fase iniziale delle indagini, a cura del sostituto procuratore di Patti Rosanna Casabona, si avvalse anche della consulenza grafologica a cura del consulente tecnico Tiziana Zaccaria la quale, come scritto nelle valutazioni, ha riportato che…”l’analisi delle scritture comparative dell’avvocato Simona Lenzo e dei testamenti in verifica, ha evidenziato la presenza di molte similarità nei generi analizzati. Nel caso in questione, le similarità tra le scritture in verifica e le scritture comparative, sono formali e sostanziali, come evidenziato nell’analisi e confronto dei generi grafologici” e, nelle conclusioni, il consulente ha scritto che…”le risultanze peritali emergenti dalle analisi di confronto, dettagliatamente esposte, concorrono a determinare che: i testamenti olografi di Cantales Nunziatina (datato 26 ottobre 2005) e di Castro William (datato 22/11/2010) sono riconducibili alla mano di Simona Lenzo”. Ovviamente la consulenza della dottoressa Tiziana Zaccaria non solo è allegata al fascicolo giudiziario ma è una prova importantissima per la citazione diretta a giudizio firmata dal pm Nicola.

        Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 26 dicembre 2018, ore 15,47.

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