Capo d’Orlando: Avvocati a convegno sulla riforma del processo civile

Nella sala conferenza dello Yachting Club del Marina di Capo d’Orlando si è tenuto un interessante convegno organizzato dalla Camera Civile del Tribunale di Patti (foto in alto e in basso)…

Nella sala conferenza dello Yachting Club del Marina di Capo d’Orlando si è tenuto un interessante convegno organizzato dalla Camera Civile del Tribunale di Patti. All’incontro, avente a tema “La riforma del Processo Civile: tra garanzie e ragionevole durata”, dopo la relazione introduttiva del presidente della Camera Civile di Patti, avvocato Francesco Cacciola, sono intervenuti  l’on. Alfredo Bazoli, capogruppo del PD in Commissione Giustizia della Camera, il prof. Marco Gradi, ordinario di diritto processuale civile presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina ed il presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, avvocato Antonio De Notaristefani di Vastogirardi.

Nel corso del convegno, al quale hanno partecipato numerosi avvocati, sono stati passati in rassegna gli aspetti positivi e quelli meno convincenti del disegno di legge di riforma del processo civile approvato in via definitiva pochi giorni fa dal parlamento e che dovrà ora trovare attuazione pratica con l’emanazione da parte del governo dei decreti delegati entro il prossimo anno. L’intento della riforma è quello di velocizzare i processi, ridurne la durata e abbattere l’enorme mole di arretrato pendente davanti ai tribunali italiani. Nello specifico, sotto il profilo organizzativo, particolare attenzione e speranze vengono riposte nella prossima costituzione dell’Ufficio del Processo, che verrà composto da circa 16.000 giovani e meno giovani giuristi, appositamente selezionati, che dovranno affiancare i giudici e supportarli nello svolgimento delle attività preparatorie di studio, ricerca giurisprudenziale e nella redazione delle minute dei provvedimenti. Meno speranze si ripongono invece nelle riforme strettamente processuali, stante la consapevolezza che non è la scelta del rito a determinare la lungaggine dei procedimenti quanto altri fattori, quali l’organizzazione giudiziaria ed il numero dei magistrati, che in Italia è inferiore a quello della media degli altri Paesi europei.

          g.l.

Edited by, lunedì 29 novembre 2021, ore 13,58. 

 

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