Capo d’Orlando: Ente di formazione. Non è rinvio a giudizio ma solo avviso di conclusione indagini

 

Avviso di conclusione delle indagini e non rinvio a giudizio. Questa la notizia corretta – molto importante per la precisazione – in merito ad una inchiesta che coinvolge sei rappresentanti di un ente di formazione attivo a Capo d’Orlando. E’ stata la guardia di finanza del Comando Provinciale di Messina (foto in alto la caserma sulla via Tommaso Cannizzaro), attraverso un comunicato stampa ufficiale inviato a tutti gli organi di stampa qualche giorno fa, a riportare la notizia di un rinvio a giudizio che non c’è stato anche perché ancora non è stata fissata neanche l’udienza preliminare…

Avviso di conclusione delle indagini e non rinvio a giudizio. Questa la notizia corretta – molto importante per la precisazione – in merito ad una inchiesta che coinvolge sei rappresentanti di un ente di formazione attivo a Capo d’Orlando. E’ stata la guardia di finanza del Comando Provinciale di Messina, attraverso un comunicato stampa ufficiale inviato a tutti gli organi di stampa qualche giorno fa, a riportare la notizia di un rinvio a giudizio che non c’è stato anche perché ancora non è stata fissata neanche l’udienza preliminare. Secondo l’accusa i sei indagati, e non imputati, avrebbero prodotto documenti attestanti spese mai sostenute per ottenere i contributi regionali stanziati nell’ambito del PO Sicilia FSE (Fondo Sviluppo Economico). Con l’accusa di associazione a delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche la guardia di finanza della Tenenza di Capo d’Orlando ha notificato – questa la verità – un provvedimento di avviso conclusioni indagini emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Patti, Alice Parialò, nei confronti dei sei soggetti rappresentanti un ente di formazione attivo nel centro paladino. Nel corso delle indagini l’analisi dei documenti delle dichiarazioni dei vari soggetti coinvolti (docenti e dipendenti di associazioni a progetto) hanno fatto emergere che le spese relative al canone di locazione dell’immobile, dove sono stati svolti i corsi, sono risultate sovrafatturate e, in palese conflitto di interessi, i gestori dell’Ente di formazione sono stati individuati quali rappresentanti anche della società proprietaria dello stabile. Inoltre i medesimi soggetti, coinvolti nell’associazione a delinquere, avrebbero costituito una catena di società ed associazioni a progetto con l’unico intento di emettere fatture per operazioni inesistenti, riguardanti l’elaborazione di dispense o la retribuzione dei docenti. L’attività d’indagine si è conclusa con la segnalazione di 14 soggetti e con la segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti del danno erariale causato e alla Regione Siciliana al fine di annullare l’accreditamento nei confronti dell’Ente di formazione e recuperare le somme distratte. Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari adesso i sei indagati che hanno ricevuto l’atto possono presentare eventuali memorie attraverso i legali di fiducia. Solo successivamente sarà fissata l’udienza preliminare e qui il Gup del tribunale di Patti procederà per il rinvio a giudizio o il proscioglimento. Solo con un rinvio a giudizio sarà istruito un processo, per il quale seguiranno eventuale appello e ricorso in Cassazione. I tempi, quindi, saranno lunghissimi e quantificati in diversi anni.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 31 marzo 2019, ore 11,21. 

      

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