Capo d’Orlando: Il tentato omicidio di inizio agosto, libero l’indagato di Naso

Dopo tre mesi trascorsi agli arresti domiciliari, il Gip del tribunale di Patti EUGENIO ALIQUO’, accogliendo la richiesta avanzata dal legale di fiducia, avvocato ALESSANDRO PRUITI CIARELLO (foto in alto), ha disposto la remissione in libertà per D.L., 46 anni, di Naso. L’uomo era stato arrestato dai carabinieri a Capo d’Orlando nella notte fra l’1 e il 2 agosto scorso con l’accusa di tentato omicidio…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di lunedì 2 novembre 2020)

Dopo tre mesi trascorsi agli arresti domiciliari, il Gip del tribunale di Patti Eugenio Aliquò, accogliendo la richiesta avanzata dal legale di fiducia, avvocato Alessandro Pruiti Ciarello, ha disposto la remissione in libertà per D.L., 46 anni, di Naso. L’uomo era stato arrestato dai carabinieri a Capo d’Orlando nella notte fra l’1 e il 2 agosto scorso con l’accusa di tentato omicidio. I militari, allertati dalla guardia medica del centro paladino, erano intervenuti presso l’ambulatorio di via Mancini poiché, poco prima, si era presentato un uomo con una vistosa ferita da taglio al fianco. Il malcapitato aveva fornito una dettagliata ricostruzione dei fatti dicendo che, poco prima, si trovava unitamente ad altri amici nei pressi di una pizzeria quando la loro attenzione era stata attirata da una donna che, visibilmente terrorizzata, invocava aiuto in quanto il suo compagno, per futili motivi, la stava aggredendo fisicamente e verbalmente. Il gruppetto di amici interveniva in soccorso della donna e tra questi, in particolare, un trentenne di Acquedolci che cercava di far tornare in sé l’uomo, visibilmente alterato. Quest’ultimo invece, per tutta risposta, estraeva un coltello, cercando di colpire all’addome il giovane, che riusciva in parte a schivare la coltellata che tuttavia lo colpiva ad un fianco, procurandogli una vasta ferita lacero contusa, successivamente suturata con 12 punti. I carabinieri della Stazione di Capo d’Orlando e del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sant’Agata Militello in breve tempo rintracciarono il 46enne presso il proprio domicilio, intento a disfarsi degli abiti indossati al momento dell’aggressione su cui erano presenti visibili tracce ematiche. La vicenda andrà avanti seguendo l’iter giudiziario previsto.

Edited by, lunedì 2 novembre 2020, ore 13,58.              

 

 

 

 

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