Capo d’Orlando: IX edizione di “Note all’alba”, un grandissimo successo ed un pensiero per Gea

Strepitoso successo stamane per la IX edizione di “Note all’alba”, uno degli appuntamenti più attesi non solo dell’estate ma dell’anno solare a Capo d’Orlando. Nel dettaglio, insieme alle foto di ANTONIO ROMANO, il resoconto del concerto, le emozioni e la dedica a GEA, la 14enne di Monza scomparsa domenica scorsa per un tragico incidente in mare. In fondo al pezzo una nuova poesia scritta dal prof. GIOVANNI “TORRES” LA TORRE, nonno di Gea, inerente proprio “Note all’alba”. Foto in alto i musicisti saliti sul palco, da dx: FILIPPO RAVI’ PINTO, CHIARA PAPARONE, MARCO CORRAO, GIUSEPPE LIONETTO, TURE’ MUSCHIO, CARLO PARAFIORITI (in alto), MARIA MASCALI, il direttore artistico PAOLO STERVAGGI, GIUSEPPE LAZZARO…

In alto: solo una parte del numeroso pubblico presente

Strepitoso successo stamane per la IX edizione di “Note all’alba”. Note e magia per il concerto di musica classica e contemporanea che ha stupito tutti. Un pubblico enorme ha cominciato ad affollare la spiaggia davanti al laghetto nella zona del Faro quando ancora era buio, alle prime luci dell’alba. Numerosissimi erano i giovani che, dietro il palco e con la loro tovaglia, hanno dapprima ascoltato il concerto per poi tuffarsi nelle limpide acque del mare Tirreno mentre il sole, seppur con un cielo un po’ in foschia, si alzava.

In alto: Paolo Stervaggi

In alto: Marco Corrao e Filippo Ravì Pinto accompagnano Chiara Paparone

Nella notte di San Lorenzo tra cielo stellato e desideri, anche tanta musica di qualità dei musicisti che si sono esibiti, creando un’atmosfera magica e incantata. Scroscianti gli applausi per gli artisti Marco Corrao (chitarrista e cantautore); Turè Muschio (chitarrista e cantautore) accompagnato da Carlo Parafioriti alla chitarra e Giuseppe Lionetto al contrabbasso; la cantante orlandina Chiara Paparone, accompagnata da Marco Corrao e da Filippo Ravì Pinto, straordinario chitarrista dei Nuntereggaepiù, qui nelle insolite vesti di ottimo pianista accompagnatore.

In alto: Giuseppe Lazzaro e, sotto,

la pianista Maria Mascali

In alto: Marco Corrao

Emozionante la performance del violinista Giuseppe Lazzaro, accompagnato dalla pianista Maria Mascali, che al termine dell’esecuzione di un medley dei grandi successi di Ennio Morricone, ha dedicato questo e gli altri brani proposti alla memoria di Gea Papa, la 14enne di Monza vittima di un incidente in mare domenica scorsa. Infatti erano presenti alla manifestazione alcuni familiari con in testa la madre di Gea, Nicla La Torre.

In alto, sul palco, da sx Giuseppe Lionetto, Turè Muschio, Carlo Parafioriti

Grazie al Comune di Capo d’Orlando e all’Accademia della Musica del prof. Paolo Stervaggi si è potuto realizzare e riproporre il magnifico concerto molto apprezzato e seguito. Hanno operato, per il settore tecnico e audio: Ferdinando Lo Sardo (video maker), Maurizio Ferralotto (tecnico), Tiziano Chiaromonte (microfonista) e Lorenzo Scaffidi (tecnico di palco). Fotografo ufficiale dell’evento Antonio Romano.  

In alto: il pubblico sulla spiaggia visto da un’altra angolazione

“Note all’alba” venne istituito dall’allora assessore Annalisa Germanà nel 2009 sempre sotto l’organizzazione dell’Accademia della Musica. Proseguita con le future amministrazioni, ha cambiato location passando dal Miramare alla zona del laghetto.

Appuntamento adesso alla decima edizione del prossimo anno, per uno degli eventi più importanti e toccanti dell’anno solare a Capo d’Orlando e tra i primissimi dell’estate.

        Maria Carmela Drago

LA POESIA DEL PROF. GIOVANNI LA TORRE

INTIMITA’ DI SUONO AI LAGHETTI DEL FARO, di Giovanni “Torres” La Torre

Intimità di suono,

appena un tremito d’ali

stringe tra le braccia

una presenza che nasconde il corpo,

giocando la sua parte è variazione di violino

o brusio d’ape a siepi di more appena insanguinate,

innocenza vermiglia nell’ultima parola

senza promessa di ritorno affida al mare che amava

il nome greco della Terra.

E quando, tra alternanza di pietre sull’onda

e desiderio da confidare un sogno

a vana stella cadente, il tremore che torna

è per una resa dei conti rimasta aperta

tra l’inizio e la fine della festa breve.

Già bisbiglia la vita specchiandosi nei laghetti,

sotto il Faro ove si andava a giocare

a nascondino nell’ombra indolente delle barche.

Nel sogno, da punta a punta di lenzuolo

si era nascosto anche il ricamo del cielo

che da eternità segnala le costellazioni:

da qualche parte, l’Orsa maggiore

era andata a far visita alle comari del quartiere,

e anche la Stella polare, amica dei naviganti

in soccorso in qualche dove

per orientare destini di aquiloni.

Ancora per poco, giardini di limoni

dormiranno nella pianura, a vista sbiancata di luna

ostinata a non svelare l’insonnia

al tenero fiore degli oleandri,

alla fanciulla che amava il mare,

sognava le stelle abbracciando innocenza di guanciali.

Dalle lontananze che abiti, oh amorevole luna,

figura eterna di favola etrusca dorata di rame!

illumina il volto della fanciulla,

il sorriso del suo rimpianto per la vita incompiuta.

Edited by, venerdì 11 agosto 2017, ore 16,20. 

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