Capo d’Orlando: La Cassazione ha deciso. Annullata, senza rinvio, la richiesta di arresto per Sindoni e i due Paterniti

   

La Corte di Cassazione, accogliendo le richieste della difesa (avvocati CARMELO OCCHIUTO e FRANCESCO PIZZUTO), ha annullato questa sera senza rinvio la richiesta di arresto che il Tribunale del Riesame di Messina aveva richiesto nei confronti di ENZO SINDONI (foto in alto a sx), ex sindaco di Capo d’Orlando, dell’ex assessore ANDREA PATERNITI ISABELLA (foto in alto a dx) e del padre di questi, l’imprenditore ANTONIO. Il Gip di Patti, a suo tempo, aveva rigettato la richiesta di arresto del pm, poi il ricorso e la vicenda giudiziaria termina qui. Era stato contestato il reato di corruzione…

GIUSEPPE LAZZARO

Richiesta di arresto annullata senza rinvio. Termina così, su decisione della sezione penale della Corte di Cassazione, la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni, l’ex assessore Andrea Paterniti Isabella e il padre di quest’ultimo, l’imprenditore Antonio Paterniti Isabella. La vicenda riguardava il reato di corruzione per fatti avvenuti tra il 2014 e il 2015, collegati alla sponsorizzazione dell’Orlandina Basket e al servizio di igiene ambientale effettuato presso il comune di Capo d’Orlando.

Questo l’evolversi dei fatti in ambito giudiziario. Dopo un’informativa della guardia di finanza della Tenenza di Capo d’Orlando, il sostituto procuratore di Patti Alice Parialò aveva chiesto all’ufficio Gip del tribunale di Patti l’applicazione delle misure cautelari per Sindoni, i Paterniti e per l’ex tecnico comunale, ingegnere Michele Gatto ma il Gip Eugenio Aliquò ritenne inesistenti i gravi indizi di colpevolezza e rigettò la richiesta del pm. Quest’ultimo presentò appello al Tribunale del Riesame di Messina, al quale i legali di Sindoni e dei due Paterniti, gli avvocati Carmelo Occhiuto e Francesco Pizzuto, avevano presentato le loro memorie. Tra le altre sia l’ordinanza del Gip del tribunale di Patti ed anche altra documentazione a discolpa. Il Tribunale del Riesame di Messina invece ritenne sussistenti i gravi indizi di colpevolezza ed accolto l’appello del pm. I giudici del Riesame non accolsero invece l’applicazione delle misure cautelari per l’ex tecnico comunale Michele Gatto perchè ormai in pensione. A questo punto i legali della difesa presentarono ricorso in Cassazione. In alcuni passaggi del ricorso alla Suprema Corte i legali della difesa hanno evidenziato che non sussistono sia i gravi indizi di colpevolezza e nemmeno le esigenze cautelari, in quanto né Sindoni è più sindaco di Capo d’Orlando né Paterniti assessore, formulando lo stesso ragionamento che è stato adottato per Michele Gatto. Adesso la parola fine. Infatti la Cassazione ha annullato senza rinvio: in pratica la vicenda giudiziaria finisce qui.

Edited by, martedì 2 marzo 2021, ore 21,15. 

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