Capo d’Orlando: La pena è stata scontata, l’ex deputato Massimo Romagnoli è libero

Dopo due anni e nove mesi di detenzione, scontata la pena, è tornato in libertà MASSIMO ROMAGNOLI (foto in alto), ex deputato nazionale ed ex presidente dell’Orlandina calcio, originario di Capo d’Orlando. Romagnoli, dopo un breve periodo di detenzione in Montenegro dove venne arrestato, si trovava ristretto nel carcere di Manhattan a New York con l’accusa di traffico internazionale di armi. Per la pena e il conseguente ritorno in libertà, determinante la sua collaborazione al processo…

Dopo due anni e nove mesi di detenzione, scontata la pena, è tornato in libertà Massimo Romagnoli, ex deputato nazionale ed ex presidente dell’Orlandina calcio, originario di Capo d’Orlando. Romagnoli, dopo un breve periodo di detenzione in Montenegro dove venne arrestato, si trovava ristretto nel carcere di Manhattan a New York. Con l’accusa di traffico internazionale di armi, grazie anche alla sua collaborazione con la Corte che lo ha giudicato, il già parlamentare di Forza Italia aveva evitato una pena ben più pesante (da 17 anni all’ergastolo) venendo condannato a 4 anni di carcere. L’ottima condotta di Romagnoli in carcere ha portato ad una ulteriore riduzione e sono rimasti in pratica 3 anni e 9 mesi in tutto, prima della libertà.

Massimo Romagnoli venne arrestato il 18 dicembre 2014 a Podgorica, in Montenegro insieme a due romeni per avere provato a vendere armi per un valore di 15 milioni di dollari a informatori della Dea sotto copertura che fingevano di essere ribelli delle Farc (le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, il cui accordo con il governo è stato firmato poche settimane fa). Romagnoli rischiava fino all’ergastolo ma il giudice distrettuale Ronnie Abrams, di Manhattan, gli ha riconosciuto il merito di avere collaborato con le autorità e di avere testimoniato contro uno dei due arrestati nell’ambito dello stesso caso, Virgil Flaviu Georgescu, accusato di traffico internazionale di armi già condannato a maggio 2016. Il terzo imputato nel caso, oltre a Romagnoli e Georgescu, era Cristian Vintila, ex direttore dell’agenzia della Romania, responsabile dell’acquisto di armi per il suo esercito. Secondo quanto spiegarono i procuratori, Georgescu fu presentato a un informatore della Dea americana che si fingeva un ribelle delle Farc colombiane, gruppo designato dagli USA come organizzazione terroristica straniera. All’informatore fu detto che Georgescu era un intermediario per la vendita di armi con buoni contatti, allora l’agente disse allo stesso Georgescu che le Farc cercavano armi per abbattere elicotteri americani e proteggere le loro operazioni di traffico di cocaina. Sempre secondo la procura, Georgescu acconsentì a partecipare all’accordo da 15 milioni di dollari e reclutò Vintila e Romagnoli per agevolare l’operazione. Romagnoli aveva un passato negli affari e nella politica: eletto alla Camera nel 2006 nella lista degli italiani all’estero, era poi stato nominato dal presidente Silvio Berlusconi come alto funzionario di Forza Italia in Sicilia. Intervenendo in tribunale Romagnoli disse di essere stato «ingenuo» e che non aveva considerato le conseguenze del coinvolgimento nell’accordo sulle armi né che danni questa transazione poteva causare. «Sono dispiaciuto e mi scuso con questa Corte per le mie azioni», disse.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 16 settembre 2017, ore 10,35.

 

 

 

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