Capo d’Orlando: La vicenda di “Piazza Garibaldi”. In appello assolto il regista Nino Monastra

La Corte d’Appello di Messina ha assolto, perché il fatto non sussiste, NINO MONASTRA (foto in alto), regista di Capo d’Orlando, difeso dall’avvocato PATRIZIA CORPINA, in relazione alla vicenda della piazza Garibaldi di Capo d’Orlando. Il reato contestato a Monastra era riferito ad una serie di comunicazioni, tramite e-mail, al Prefetto di Messina del tempo, FRANCESCO ALECCI…

La Corte d’Appello di Messina (presidente Tripodi, a latere Orlando e Limo), ha assolto, perché il fatto non sussiste, Nino Monastra, regista di Capo d’Orlando, difeso dall’avvocato Patrizia Corpina, in relazione alla vicenda della piazza Garibaldi di Capo d’Orlando. Il reato contestato a Monastra era riferito ad una serie di comunicazioni, tramite e-mail, al Prefetto di Messina del tempo, Francesco Alecci. Una prima nota, inviata anche al Presidente della Repubblica, all’allora Ministro dell’Interno e agli organi di stampa, si riferiva alla mancata ricollocazione della targa con la denominazione “Piazza Garibaldi”, precedentemente rimossa dal sindaco del tempo Enzo Sindoni, in cui si leggeva, tra le altre affermazioni, che il Prefetto “non può essere considerato un coraggioso ma, bensì, l’esatta fotocopia di un uomo di cartapesta, come quella di carnevale, incapace com’è di prendersi le responsabilità che gli competono… Il Signor Prefetto di Messina è un uomo debole e credo anche inutile istituzionalmente, visto quanto ha dimostrato…”. A questa seguì un’altra nota inviata sempre per posta elettronica e datata 5 aprile 2012 dove, tra le altre affermazioni, Monastra scriveva che “Lei (Prefetto il soggetto ndr) come il sindaco Sindoni, ha dato ampia dimostrazione ai cittadini del mio paese che la giustizia in Italia, grazie a governatori e funzionari come Lei, non è cosa seria…”. E seguirono altre comunicazioni al Prefetto come quella datata 17 aprile 2012 dove Nino Monastra denunciava di aver ricevuto una diffida della Questura di Messina dal cambiare la toponomastica nella piazza della controversia che, ai tempi, suscitò tanto clamore con prese di posizione di associazioni, arrivando sino al Senato con una interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni dei senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta (PD). La Corte d’Appello di Messina ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Patrizia Corpina che aveva dedotto come il giudice del tribunale di Patti, nel giudizio di primo grado (sentenza del 2017), avrebbe dovuto assolvere da tutti i reati il suo assistito in quanto le dichiarazioni di Monastra avevano come destinatario solo il Prefetto Alecci nominato commissario ad acta per l’esecuzione di una sentenza del Tar di Catania che annullava la delibera del sindaco Sindoni il 4 luglio 2009 che prevedeva di sostituire la toponomastica da piazza Garibaldi a piazza IV Luglio 1299 e non la Prefettura di Messina nel suo complesso.

  Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 12 marzo 2019, ore 11,09.

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