Capo d’Orlando: L’incidente mortale a Testa di Monaco. Condanna definitiva per un automobilista di Brolo

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Messina di condanna a 2 anni (pena sospesa), nei confronti di GIUSEPPE GRAZIANO, di Brolo, accusato di omicidio colposo e lesioni colpose in relazione all’incidente stradale avvenuto la notte fra il 18 e il 19 febbraio 2012 in località Testa di Monaco, a Capo d’Orlando, in conseguenza del quale perse la vita la giovane GESSICA STEFANIA CAMPANINO (foto in alto), di Terme Vigliatore e rimase ferita una sua amica, MELANIA SALAMONE…

La Quarta Sezione della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’imputato e confermato la sentenza di condanna a 2 anni di reclusione, pena sospesa, disposta il 22 febbraio 2017 dalla Corte d’Appello di Messina, nei confronti di Giuseppe Graziano, 33 anni, di Brolo, difeso dall’avvocato Decimo Lo Presti. L’uomo è ritenuto responsabile di omicidio colposo e lesioni colpose in relazione all’incidente in cui perse la vita la giovane Gessica Campanino e rimase ferita Melania Salamone, entrambe di Terme Vigliatore, a seguito di un incidente avvenuto nella notte del 19 febbraio 2012, in località Testa di Monaco a Capo d’Orlando.

In riforma della sentenza di primo grado, nel febbraio dello scorso anno, la Corte d’Appello di Messina (presidente Blatti, a latere Randazzo e Sagone), aveva condannato a 2 anni di reclusione, con la sospensione della pena, Giuseppe Graziano che, in primo grado, era stato assolto, il 16 ottobre 2014, dal Gup di Patti Ines Rigoli (si era proceduto con il rito abbreviato). La Corte d’Appello, a fronte degli appelli proposti dalla Procura della Repubblica di Patti, dalla Procura Generale presso la Corte di Appello e da tutte le parti, rappresentate dagli avvocati Sebastiano Campanella, Fabio Catania, Tommaso Calderone e Carmelo Cicero, aveva ritenuto di dovere disporre una nuova perizia, onde meglio ricostruire i fatti, tracciati con l’incidente probatorio chiesto dalla difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Antonino Muscarà e Decimo Lo Presti. Proprio sulla scorta degli esiti della nuova perizia, a cura dell’ingegnere Cucinotta che ha completamente stravolto l’esame peritale presentato in primo grado da un altro professionista incaricato, la Corte d’Appello condannò il Graziano alla pena, sospesa, di 2 anni nonchè al pagamento di una provvisionale rispettivamente di 50.000 e di 20.000 euro per le costituite parti civili nonchè delle spese processuali. Decisioni, quest’ultime, confermate dalla Suprema Corte oltre alla condanna che è definitiva. Parti civili costituite i familiari della vittima (Stefano Campanino il padre, Antonina Lidia Coppolino la madre ed il fratello Tindaro).

Era una notte fredda e piovosa quella tragica fra il 18 (sabato) e domenica 19 febbraio 2012. Le due ragazze, a bordo di una Smart, dopo avere trascorso la serata in un locale di Capo d’Orlando, stavano rientrando a Terme Vigliatore. Lungo la Strada Statale 113, tra Capo d’Orlando e Brolo in località Testa di Monaco, esattamente al km 100+900, nei pressi di una curva, la piccola vettura impattò con una Alfa Romeo, proveniente dal senso opposto di marcia, con alla guida il Graziano e a bordo un giovane e due sorelle di Capo d’Orlando. La Campanino, che si trovava alla guida, riportò le conseguenze più gravi. Un’ambulanza la trasportò all’ospedale “Barone Romeo” di Patti ma il prodigarsi dei sanitari risultò vano: la giovane spirò poco prima dell’alba. La Salamone riportò la frattura composta della caviglia destra e di una costola, una cervicalgia ed una contusione alla spalla mentre le due sorelle a bordo dell’Alfa subirono ferite giudicate guaribili in dieci giorni così come l’altro ragazzo ma non il conducente che rimase illeso.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 6 luglio 2018, ore 11,33. 

 

 

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