Capo d’Orlando: L’incidente mortale del febbraio 2012, condannato giovane di Brolo

Tutto ribaltato in secondo grado. La Corte d’Appello di Messina ha condannato, a 2 anni (pena sospesa), GIUSEPPE GRAZIANO, di Brolo, accusato di omicidio colposo e lesioni colpose in relazione all’incidente stradale avvenuto la notte fra il 18 e il 19 febbraio 2012 in località Testa di Monaco, a Capo d’Orlando, in conseguenza del quale perse la vita la giovane GESSICA STEFANIA CAMPANINO (foto in alto), di Terme Vigliatore. La difesa (avvocati DECIMO LO PRESTI e ANTONINO MUSCARA’) ricorrerà in Cassazione…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

In riforma della sentenza di primo grado la Corte d’ Appello di Messina (presidente Blatti, a latere Randazzo e Sagone), ha condannato a 2 anni di reclusione, con la sospensione della pena, Giuseppe Graziano, 31 anni, di Brolo, accusato di omicidio colposo e lesioni colpose in relazione all’incidente per il quale, il 19 febbraio 2012, in località Testa di Monaco, territorio di Capo d’Orlando, perse la vita la giovane Gessica Stefania Campanino, di Terme Vigliatore e rimase ferita una sua amica e concittadina, Melania Cristina Salamone. Il Graziano in primo grado era stato assolto con formula piena, il 16 ottobre 2014, dal Gup di Patti Ines Rigoli (si era proceduto con il rito abbreviato). La Corte d’Appello, a fronte degli appelli proposti dalla Procura della Repubblica di Patti, dalla Procura Generale presso la Corte di Appello e da tutte le parti, rappresentate dagli avvocati Sebastiano Campanella, Fabio Catania, Tommaso Calderone e Carmelo Cicero, ha ritenuto di dovere disporre una nuova perizia, onde meglio ricostruire i fatti, tracciati con l’incidente probatorio chiesto dalla difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Antonino Muscarà e Decimo Lo Presti. Proprio sulla scorta degli esiti della nuova perizia, a cura dell’ingegnere Cucinotta che ha completamente stravolto l’esame peritale presentato in primo grado da un altro professionista incaricato, la Corte d’Appello ha condannato il Graziano alla pena, sospesa, di due anni nonchè al pagamento di una provvisionale rispettivamente di 50.000 e di 20.000 euro per le costituite parti civili nonchè delle spese processuali. Parti civili che sono i familiari della vittima (Stefano Campanino il padre, Antonina Lidia Coppolino la madre ed il fratello Tindaro). La difesa dell’imputato ha anticipato la proposizione del ricorso per Cassazione, precisando: “Fermo restando – scrive l’avvocato Decimo Lo Presti – il dovuto rispetto per le sentenze rese in nome del popolo italiano, sia in caso di assoluzione, come in primo grado, che di condanna, come nel caso di specie, dobbiamo prendere atto che, comunque, delle prospettazioni accusatorie talune, come la contestata guida in stato di ebbrezza, sono state escluse dalla Corte di Appello. Ne discende che, in attesa di conoscere le motivazioni sottese al pronunciamento, avendo fondato motivo di ritenere che il nuovo accertamento tecnico disposto dalla Corte sia censurabile negli esiti e nel metodo, riteniamo ragionevole prospettare da subito l’impugnazione della sentenza”. Era una notte fredda e piovosa quella tragica fra il 18 (sabato) e domenica 19 febbraio 2012. Le due ragazze, a bordo di una Smart, dopo avere trascorso la serata in un locale di Capo d’Orlando, stavano rientrando a Terme Vigliatore. Lungo la Strada Statale 113, tra Capo d’Orlando e Brolo in località Testa di Monaco, esattamente al km 100+900, nei pressi di una curva, la piccola vettura impattò con una Alfa Romeo, proveniente dal senso opposto di marcia, con alla guida il Graziano e a bordo un giovane e due sorelle di Capo d’Orlando. La Campanino, che si trovava alla guida, riportò le conseguenze più gravi. Un’ambulanza la trasportò all’ospedale “Barone Romeo” di Patti ma il prodigarsi dei sanitari risultò vano: la giovane spirò poco prima dell’alba. La Salamone riportò la frattura composta della caviglia destra e di una costola, una cervicalgia ed una contusione alla spalla mentre le due sorelle a bordo dell’Alfa subirono ferite giudicate guaribili in dieci giorni così come l’altro ragazzo ma non il conducente che rimase illeso.

Edited by, venerdì 24 febbraio 2017, ore 16,06. 

 

 

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