Capo d’Orlando: Lo scandalo alla Carige del 2010. Assolti definitivamente il consigliere Perrone e la moglie

Un caso paradossale: l’ex assessore e oggi consigliere comunale CARMELO PERRONE, accompagna in banca un anziano zio della moglie, la commerciante MARGHERITA MANGANO, ci si accorge di un ammanco, denuncia l’episodio alla polizia e, insieme alla consorte, si ritrova sotto processo con l’accusa di avere intascato 294.000 euro. E’ diventata definitiva l’assoluzione e con la formula più ampia per i coniugi Perrone che erano stati tirati in ballo nello scandalo scoperto alla filiale della Carige di Capo d’Orlando (foto in alto) del 2010 con l’ex impiegato FABRIZIO INGEMI che ha ultimato di scontare la condanna a 5 anni con il patteggiamento dopo avere causato 5.700.000 euro di ammanco. I coniugi Perrone sono stati difesi dall’avvocato DOMENICO MAGISTRO…

Foto in alto: l’avvocato Domenico Magistro

Non è stata appellata, quindi è definitiva l’assoluzione e con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”, nei confronti di Carmelo Perrone, imprenditore, dal 2006 al 2016 assessore di Capo d’Orlando e oggi consigliere comunale della “Lista Orlandina” e della moglie, la commerciante Margherita Mangano. La coppia, difesa dall’avvocato Domenico Magistro, era stata indagata e poi sottoposta a processo, a seguito di una indagine della polizia del Commissariato di Capo d’Orlando, nell’ambito dello scandalo verificatosi alla filiale della Carige di via Amendola con l’ex impiegato, il messinese Fabrizio Ingemi, che si dileguò nel febbraio 2010 dopo avere prosciugato i conti di una novantina di correntisti per un totale di 5 milioni e 700 mila euro di ammanco. Fatti per i quali Ingemi, poi arrestato e oggi libero a pena scontata, patteggiò la condanna a 5 anni di reclusione con le accuse di truffa e furto continuato ed aggravati. Secondo l’accusa i coniugi Perrone si erano impossessati di 294.000 euro sfruttando i conti di un parente ed i furti di Ingemi. Una cosa paradossale poiché fu proprio Carmelo Perrone a lanciare l’allarme sulla vicenda della Carige: accompagnando in banca il suddetto parente, un anziano zio della moglie, orlandino di origine e residente in Canada, ci si accorse dell’ammanco e, da lì, Perrone e lo zio della moglie, avvisarono la polizia facendo scattare il caso del quale tutta Italia ne parlò nel 2010. Nel corso del processo la documentazione bancaria e gli estratti conto prodotti hanno certificato la assoluta innocenza di Carmelo Perrone e di Margherita Mangano che non solo hanno ottenuto l’assoluzione più ampia ma anche la non appellabilità della procura dopo la decisione del giudice del tribunale di Patti Giuseppe Turrisi.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 26 maggio 2017, ore 11,21.

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