Capo d’Orlando: L’omicidio stradale di Lorena Mangano. La Cassazione annulla, con rinvio, la condanna dei due imputati

La Cassazione – come riportato ieri sera – ha annullato, con rinvio, la condanna in appello inflitta a GAETANO FORESTIERI e GIOVANNI GUGLIANDOLO, per l’omicidio stradale di LORENA MANGANO (foto in alto), la studentessa universitaria di 23 anni di Capo d’Orlando, avvenuto a Messina nel giugno 2016. Tutto riparte dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria per la rideterminazione delle pene ma i due imputati, poi, potranno nuovamente ricorrere in Cassazione. La rabbia della comunità orlandina e il pensiero-provocazione del dott. STEFANO MANGANO, fratello di Lorena. La ricostruzione della vicenda…

Pena da ricalcolare. Su questo verte la clamorosa decisione adottata ieri pomeriggio dalla IV sezione penale della Cassazione per il terzo grado di giudizio nel processo per la tragedia di Lorena Mangano, la studentessa universitaria di 23 anni di Capo d’Orlando, che fu travolta e uccisa dall’Audi TT guidata dall’allora finanziere Gaetano Forestieri nel giugno del 2016, lungo la via Garibaldi, a Messina. La Suprema Corte, che ha dichiarato definitiva la “penale responsabilità” dei due imputati, ha disposto l’annullamento con rinvio e la celebrazione di un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria, esclusivamente per la quantificazione della pena a carico di Forestieri, che è accusato di omicidio stradale e per l’altro imputato, il pasticcere Giovanni Gugliandolo, che nella terribile notte fra il 25 e il 26 giugno 2016, secondo l’accusa, ingaggiò con Forestieri una gara tra auto che fu alla base della tragedia. Forestieri è accusato di competizione stradale e omissione di soccorso.

LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI MESSINA

Foto in alto, da sx: Gaetano Forestieri e Giovanni Gugliandolo

La Corte d’Appello di Messina (presidente Maria Celi, a latere Carmelo Blatti e Bruno Sagone) il 12 aprile 2018 aveva rideterminato le condanne per il finanziere, sospeso dal servizio, Gaetano Forestieri e per il pasticciere Giovanni Gugliandolo, imputati nel processo per la morte di Lorena Mangano con accuse diversificate. La Corte d’Appello aveva ridotto da 11 a 10 anni la pena nei confronti di Forestieri e da 7 a 6 anni quella per Gugliandolo, riducendo una circostanza aggravante. Venne confermato il risarcimento per l’A.I.F.V.S., l’Associazione Italiana delle Famiglie delle Vittime della Strada, di 15.000 euro, poi le provvisionali per le altre parti civili quantificate in 80.000 euro a testa per i genitori di Lorena, Vincenzo Mangano e Carla Germanà; 60.000 per il fratello, dott. Stefano; 50.000 per la sorella Marilena (dei tre la più grande) e 20.000 euro per la cognata della vittima, Ida Marincolo, la moglie del dott. Stefano.

LA RICOSTRUZIONE

I due messinesi erano stati condannati, in primo grado e in appello, per avere ingaggiato la contestata corsa in macchina che ha portato alla morte di Lorena Mangano, la studentessa universitaria di 23 anni di Capo d’Orlando deceduta, il 28 giugno 2016, a seguito del gravissimo impatto avvenuto a Messina, tra le vie Garibaldi e Torrente Trapani, nella notte fra il 25 ed il 26 precedenti. Sia Forestieri che Gugliandolo, arrestati la sera del 4 luglio successivo, nell’interrogatorio di garanzia avevano negato di avere ingaggiato una folle corsa sulla via Garibaldi in quella tragica notte. Forestieri invece ammise di essere passato con il semaforo rosso, di procedere ad alta velocità e di avere alzato il gomito prima di mettersi al volante. Il sostituto procuratore di Messina Marco Accolla, titolare delle indagini, aveva fatto svolgere ulteriori approfondimenti tecnici per stabilire con certezza quale fu la velocità dell’Audi TT (pare poco oltre i 130 km orari), guidata dal finanziere e della 500 Abarth condotta dal Gugliandolo prima del momento dell’impatto per accertare se i due imputati quella notte avevano ingaggiato una corsa, fuori da ogni regola, oppure no. Gaetano Forestieri venne definito dal Gip di Messina Daniela Urbani, che siglò l’ordinanza di custodia cautelare eseguita la sera del 4 luglio 2016 dagli agenti della polizia municipale di Messina, “killer stradale”, in quanto accusato di avere condotto ad altissima velocità la sua Audi TT che, tra via Garibaldi e via Torrente Trapani, alle 00,30 della notte fra il 25 ed il 26 giugno 2016, causò il devastante impatto con la Fiat Panda alla cui guida, pulita e con la marcia prima appena inserita dopo avere rispettato il rosso al semaforo e partendo con il verde, si trovava Lorena Mangano, insieme a due amiche e due amici. A causa delle gravissime ferite riportate nello scontro Lorena è deceduta, al reparto di Rianimazione del Policlinico, la sera del 28 giugno ed i familiari hanno concesso l’autorizzazione per la donazione degli organi. Il certosino lavoro svolto dagli agenti della polizia municipale di Messina, sezione Infortunistica, ha prodotto un ricco carteggio che venne inviato al pm Accolla. Negli atti ci sono i rilievi del sinistro, la positività all’alcol test del finanziere (1,25 gl, oltre la soglia consentita di 0,5) e, in particolare, la conferma che ci fosse una corsa automobilistica, ovviamente fuori da ogni regola, con una Fiat 500 Abarth alla cui guida si trovava il proprietario, il pasticciere Giovanni Gugliandolo. La Audi TT condotta dal finanziere e la 500 Abarth, con il Gugliandolo al volante, nella corsa sfrenata avrebbero passato diversi semafori con il rosso poi, prima del fatale impatto, il Gugliandolo rallentava e si fermava all’ultimo rosso mentre il finanziere proseguiva la sua folle corsa addosso alla Panda condotta dalla sfortunata Lorena.

STEFANO MANGANO SCRIVE

Tanta amarezza e rabbia, non solo per la famiglia Mangano ma per tutta la comunità di Capo d’Orlando che, sgomenta, ieri sera ha appreso la notizia dell’annullamento della sentenza d’appello della Cassazione. Ricevendo apprezzamenti ma anche incoraggiamenti, il fratello di Lorena, il dott. Stefano Mangano, ha postato sul proprio profilo Facebook questo pensiero, che appare anche come una provocazione.

“Oggi – scrive Stefano Mangano – pensavamo che finalmente avremmo potuto voltare una prima pagina di questa tremenda storia e invece no, si è aperto un nuovo capitolo di un infinito processo. Forestieri e Gugliandolo sono stati condannati a una pena che non sconteranno mai, la Corte di Cassazione ha confermato i reati ma non le pene. In pratica, in Italia, se vieni condannato a 10 anni di carcere, a causa delle lungaggini processuali, non sconti neanche un giorno di quella condanna. Siamo profondamente delusi da uno Stato che tutela i delinquenti e non rispetta le vittime per cui da oggi interrompiamo la nostra lotta per la giustizia e chiediamo ai giudici che si occuperanno del caso di dare a Gaetano Forestieri e Giovanni Gugliandolo il MINIMO della pena”.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, giovedì 5 dicembre 2019, ore 10,56. 

 

 

 

 

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