Capo d’Orlando: L’omicidio stradale di Lorena. Pene ancora ridotte per i due imputati. Non mancano le critiche

Ancora una riduzione. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ieri sera, nel processo-bis di secondo grado per l’omicidio stradale nel quale rimase vittima la studentessa universitaria di Capo d’Orlando LORENA MANGANO (foto in alto), ha ridotto ulteriormente le pene per i due imputati, entrambi messinesi. Si attende il ricorso in Cassazione per l’ultimo step. I commenti del fratello e della sorella della vittima, numerose le critiche in rete…

Ancora una riduzione. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ieri sera, nel processo-bis di secondo grado per l’omicidio stradale nel quale rimase vittima la studentessa universitaria di Capo d’Orlando Lorena Mangano, ha ridotto le pene per i due imputati, entrambi messinesi. L’ex finanziere Gaetano Forestieri, che nella notte del 25 giugno 2016 guidava l’auto che, a folle velocità, tranciò la Fiat Panda condotta da Lorena, è stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione mentre il pasticciere Giovanni Gugliandolo, che guidava un’altra auto, è stato condannato a 5 anni. Allo stato attuale il Forestieri resta agli arresti domiciliari mentre il Gugliandolo è a piede libero da poco più di un anno. Il tempo delle condanne definitive e della detenzione in carcere per entrambi, essendo pene superiori ai 3 anni di reclusione, necessita di un ulteriore step con il ricorso in Cassazione che i legali dei due imputati certamente presenteranno, per non fare diventare le condanne definitive, dopo che saranno presentate, fra trenta giorni, le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello reggina.

GLI ALTRI GIUDIZI

In primo grado, al tribunale di Messina, Forestieri fu condannato a 11 anni per omicidio stradale mentre Gugliandolo a 7 anni per competizione stradale non autorizzata ed omissione di soccorso e fu disposto il risarcimento dei danni alle costituite parti civili. La Corte d’Appello di Messina rideterminò le condanne, a 10 anni per Forestieri e a 6 per Gugliandolo. Poi la Corte di Cassazione, il 4 dicembre 2019, annullò la sentenza della Corte d’Appello di Messina, rinviando nuovamente gli atti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria, affinché quest’ultima rideterminasse il calcolo delle pene per i due imputati. In Corte d’Appello a Messina venne confermato il risarcimento per l’A.I.F.V.S., l’Associazione Italiana delle Famiglie delle Vittime della Strada, di 15.000 euro, poi le provvisionali per le altre parti civili quantificate in 80.000 euro a testa per i genitori di Lorena, Vincenzo Mangano e Carla Germanà; 60.000 per il fratello, dott. Stefano; 50.000 per la sorella Marilena (dei tre la più grande) e 20.000 euro per la cognata della vittima, Ida Marincolo, la moglie del dott. Stefano.

LA RICOSTRUZIONE

I due messinesi sono stati condannati per avere ingaggiato la contestata corsa in macchina che ha portato alla morte di Lorena Mangano, la studentessa universitaria di 23 anni di Capo d’Orlando deceduta, il 28 giugno 2016, a seguito del gravissimo impatto avvenuto a Messina, tra le vie Garibaldi e Torrente Trapani, nella notte fra il 25 ed il 26 precedenti. Sia Forestieri che Gugliandolo, arrestati la sera del 4 luglio successivo, nell’interrogatorio di garanzia avevano negato di avere ingaggiato una folle corsa sulla via Garibaldi in quella tragica notte. Forestieri invece ammise di essere passato con il semaforo rosso, di procedere ad alta velocità e di avere alzato il gomito prima di mettersi al volante. Il sostituto procuratore di Messina Marco Accolla, titolare delle indagini, aveva fatto svolgere ulteriori approfondimenti tecnici per stabilire con certezza quale fu la velocità dell’Audi TT (pare poco oltre i 130 km orari!), guidata dal finanziere e della 500 Abarth condotta dal Gugliandolo prima del momento dell’impatto per accertare se i due imputati quella notte avevano ingaggiato una corsa, fuori da ogni regola, oppure no. Gaetano Forestieri venne definito dal Gip di Messina Daniela Urbani, che siglò l’ordinanza di custodia cautelare eseguita la sera del 4 luglio 2016 dagli agenti della polizia municipale di Messina, “killer stradale”, in quanto accusato di avere condotto ad altissima velocità la sua Audi TT che, tra via Garibaldi e via Torrente Trapani, alle 00,30 della notte fra il 25 ed il 26 giugno 2016, causò il devastante impatto con la Fiat Panda alla cui guida, pulita e con la marcia prima appena inserita dopo avere rispettato il rosso al semaforo e partendo con il verde, si trovava Lorena Mangano, insieme a due amiche e due amici. A causa delle gravissime ferite riportate nello scontro Lorena è deceduta, al reparto di Rianimazione del Policlinico, la sera del 28 giugno ed i familiari hanno concesso l’autorizzazione per la donazione degli organi. Il certosino lavoro svolto dagli agenti della polizia municipale di Messina, sezione Infortunistica, ha prodotto un ricco carteggio che venne inviato al pm Accolla. Negli atti ci sono i rilievi del sinistro, la positività all’alcol test del finanziere (1,25 gl, oltre la soglia consentita di 0,5) e, in particolare, la conferma che ci fosse una corsa automobilistica, ovviamente fuori da ogni regola, con una Fiat 500 Abarth alla cui guida si trovava il proprietario, il pasticciere Giovanni Gugliandolo. La Audi TT condotta dal finanziere e la 500 Abarth, con il Gugliandolo al volante, nella corsa sfrenata avrebbero passato diversi semafori con il rosso poi, prima del fatale impatto, il Gugliandolo rallentava e si fermava all’ultimo rosso mentre il finanziere proseguiva la sua folle corsa addosso alla Panda condotta dalla sfortunata Lorena.

I COMMENTI

I fratelli di Lorena, che già grandi videro arrivare improvvisamente nella loro vita Lorena crescendola come una figlia più che come una sorella minore, hanno affidato alle proprie pagine Facebook i loro commenti.

“Siamo rimasti uniti – scrive il dott. Stefano Mangano – e abbiamo ottenuto un altro frammento di verità e giustizia in un Paese in cui non si riesce a far rispettare le pene per un sistema troppo logoro, pesante e spesso marcio”. La sorella maggiore Marilena ha semplicemente scritto:”Io ho esaurito le parole”. Di contorno tanti commenti degli utenti, tutti di critiche, anche pesanti, per la ulteriore riduzione delle pene.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 17 luglio 2020, ore 11,26. 

 

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