Capo d’Orlando, op. “Taxi Driver”: Giuseppe Campisi libero. Attesa per l’udienza-Gup

Il Gip del tribunale di Patti UGO DOMENICO MOLINA, in accoglimento dell’istanza presentata dall’avvocato CARMELO PORTALE, ha revocato la misura cautelare all’obbligo di dimora al quale era sottoposto, mettendo totalmente in libertà GIUSEPPE CAMPISI (foto in alto), di Capo d’Orlando, coinvolto nell’operazione “TAXI DRIVER” e arrestato nella fase iniziale. L’uomo era sottoposto all’obbligo di dimora. A indagini preliminari concluse da quasi tre mesi si attendono adesso le richieste dell’accusa e l’udienza preliminare per i nove indagati…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di giovedì 26 novembre 2020)

Il Gip del tribunale di Patti Ugo Domenico Molina, in accoglimento dell’istanza presentata dall’avvocato Carmelo Portale, ha revocato la misura cautelare all’obbligo di dimora al quale era sottoposto, mettendo totalmente in libertà Giuseppe Campisi, 65 anni, di Capo d’Orlando, coinvolto nell’operazione “Taxi Driver” e arrestato nella fase iniziale. Nelle scorse settimane tutti gli altri indagati arrestati nel blitz, eseguito dai carabinieri e scattato il 4 agosto, erano tornati in libertà seppur con l’obbligo di dimora. Si tratta di Giuseppe Vilardo, Andrea Agliolo Quartalaro, Stefano Calà Palmarino, tutti di Capo d’Orlando e Andrea Scaffidi, di Patti. Le indagini preliminari si sono già chiuse lo scorso 7 settembre e si resta in attesa delle richieste dell’accusa al Gip che fanno da preludio all’udienza preliminare. Nell’operazione, coordinata dai sostituti procuratori di Patti Giorgia Orlando e Alice Parialò, sono indagati 9 soggetti, di cui uno, il suddetto Campisi, ritenuto responsabile di favoreggiamento della prostituzione mentre gli altri, tutti in concorso tra loro, di plurimi episodi di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina). Il provvedimento è stato supportato da intercettazioni telefoniche ed ambientali, compendiato da numerosi servizi di osservazione ed è nato dall’accertamento di un’avviata attività di prostituzione di alcune ospiti del centro di accoglienza per migranti. Si appurava che alcune giovani donne, che erano state ospiti della struttura Sprar, dietro compenso, intrattenevano rapporti sessuali e venivano agevolate nell’esercizio della prostituzione da Giuseppe Campisi al quale le donne si rivolgevano per essere accompagnate ai vari appuntamenti. Il ruolo del Campisi non si esauriva qui: in cambio di denaro contante e rimborsi carburante, l’uomo era solito fornire un servizio taxi con la propria autovettura (una Fiat Panda vecchio modello) in favore di un consolidato gruppo di giovani di Capo d’Orlando, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, al fine di aiutarli ad eludere i controlli delle forze di polizia. L’attività di spaccio avrebbe servito una vasta clientela dislocata lungo la litoranea compresa tra Sant’Agata Militello, Patti e corrispondenti centri montani. In tale contesto sono stati ricostruiti diversi episodi di cessione e vendita di stupefacenti quali hashish, marijuana e cocaina. Oltre ai citati cinque, gli altri quattro indagati sono Cono Mangano, Giuseppina Chiaia, Maria Tindara Matracia e Gaetano Calogero Cambria Zurro, tutti di Capo d’Orlando e non arrestati, al momento del blitz, ma sottoposti ad obbligo.

Edited by, giovedì 26 novembre 2020, ore 9,24.                

 

 

 

 

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