Capo d’Orlando: Polemiche per le tariffe dell’Ato, inviate anche ai morti! Interrogazione della minoranza

Anche ai morti, agli utenti in vita dal 2008 al 2012, nel frattempo deceduti. A Capo d’Orlando e negli altri 32 comuni che facevano parte dell’Ato 1, adesso in liquidazione, sta succedendo questo nelle ultime settimane con il recapito del pagamento della TIA e l’intimazione di recuperare per chi non paga. L’Ato, cioè, società in liquidazione, un ex carrozzone creato per dare poltrone e laute indennità a chi ne poteva beneficiare, “minaccia” gli utenti: se non pagate, vi prenderemo i soldi dai conti (banca, posta etc.). Tutti, invece di scrivere e protestare sui social, devono scendere in piazza nei loro comuni di competenza e fare unico blocco. Intanto la minoranza consiliare di Capo d’Orlando ha presentato una interrogazione…

Anche ai morti, agli utenti in vita dal 2008 al 2012, nel frattempo deceduti e senza chiedere il pagamento agli eredi. A Capo d’Orlando e negli altri 32 comuni che facevano parte dell’Ato 1, adesso in liquidazione, sta succedendo questo nelle ultime settimane con il recapito del pagamento della TIA e l’intimazione di recuperare per chi non paga. L’Ato, cioè, società in liquidazione, un ex carrozzone creato per dare poltrone e laute indennità a chi ne poteva beneficiare, “minaccia” gli utenti: se non pagate, vi prenderemo i soldi dai conti (banca, posta etc.). Tutti, invece di scrivere e protestare sui social, devono scendere in piazza nei loro comuni di competenza e fare unico blocco. Intanto la minoranza consiliare di Capo d’Orlando ha presentato una interrogazione urgente, sulle intimazioni di pagamento della TIA (Tariffa Igiene Ambientale) e recapitate agli utenti e per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, al sindaco Franco Ingrillì. A firmarla i consiglieri comunali di minoranza Sandro Gazia, Renato Mangano, Alessio Micale, Angiolella Bottaro.
“Con la presente – si legge nelle tariffe sgradevolmente giunte nelle case dei cittadini – si comunica che l’Ato Me 1 spa in liquidazione, al fine di completare le attività di recupero dei crediti TIA vantati nei confronti degli utenti ancora morosi e prima di dare avvio alle attività di riscossione coattiva degli stessi crediti, ha inviato intimazioni di pagamento, a mezzo raccomandate a/r attualmente in distribuzione, relative alle annualità Tia 2008/2009/2010/2011/2012. Si ribadisce, anche con la presente, che le richieste di pagamento per le suddette annualità sono state nel corso degli anni precedenti già ritualmente notificate agli utenti attraverso raccomandate, intimazioni e perfino ingiunzioni di pagamento al fine di interrompere, ove fosse necessario, i termini di prescrizione per il recupero del credito”.
Il già presidente dell’Ato Messina 1, avvocato Francesco Librizzi, meno di un mese fa, al Comune di Capo d’Orlando, scriveva così: “In riscontro alla nota in oggetto, con la quale codesto Ente ha comunicato che il dipendente, OMISSIS, attualmente utilizzato presso la scrivente società, dovrà prendere servizio presso codesto Comune a far data dal 23 settembre 2019, si rappresenta che, come già a Sua conoscenza, l’ATO ME 1 spa non ha più personale proprio in quanto lo stesso è transitato per legge alla S.S.R. Messina Provincia e che, pertanto, tutte le attività lavorative sono in capo al Collegio di Liquidazione, al direttore finanziario e a due unità distaccate da Comuni soci. Proprio queste ultime due unità permettono l’apertura degli uffici siti in S. Agata di Militello che giornalmente ricevono gli utenti dei 33 Comuni e svolgono le attività di ricezione e invio degli atti in entrata ed uscita della società ed alla registrazione degli incassi delle fatture/intimazioni TIA degli utenti ancora morosi…Si rappresenta, inoltre, che le suddette intimazioni sono l’ultimo atto propedeutico all’avvio delle attività di riscossione coattiva e a questo fine risulta ancor più indispensabile il lavoro di raccordo che il dipendente (OMISSIS) dovrà svolgere nei prossimi mesi”. E qui si innesca il succo dell’interrogazione della minoranza. Considerato che:
Il Responsabile del procedimento ATO ME 1 è lo stesso Responsabile del Servizio Finanziario del Comune di Capo d’Orlando (dott. Antonino Colica); il dipendente del Comune di Capo d’Orlando (OMISSIS) che in data 23 settembre 2019 avrebbe dovuto riprendere servizio presso l’Ente comunale di competenza, alla data odierna risulta ancora in servizio presso la sede di Sant’Agata Militello dell’ATO ME 1 in assenza di atti amministrativi che ne giustifichino il distacco presso altro Ente; circa l’80% degli utenti orlandini (circa 5.000 soggetti) ha ricevuto l’intimazione di pagamento della TIA in oggetto (ben 42.000 in tutti e 33 i Comuni dell’intero ambito) e dai dati in nostro possesso risulta che quasi tutti necessitano di chiarimenti in merito e che per tale motivo, dopo una estenuante ricerca delle ricevute, dovrebbero recarsi presso gli uffici dell’ATO Me 1 spa in liquidazione, siti in via M. Amari 3/D in Sant’Agata di Militello, sottraendo tempo alle proprie quotidiane occupazioni, con aggravio di spese di viaggio e sobbarcandosi tempi di attesa non preventivamente quantificabili atteso che 42.000 utenti si trovano nella stessa situazione. E ancora:
Con delibera n° 52 del 28-12-2012 il Consiglio comunale approvava la Proposta n° 57 del 21-12-2012 avente ad Oggetto: Piano di rientro del debito complessivo alla gestione integrata dei rifiuti, svolta per conto del Comune dalla società d’ambito ATO ME 1 SPA in liquidazione. L’anticipazione concessa dalla Regione Siciliana è stata pari a 7.517.966,60 euro, tale importo rappresenta la differenza tra i costi sostenuti nella gestione del servizio e le relative entrate derivanti dalle tariffe delle liste ordinarie e suppletive. La restituzione all’Amministrazione Regionale delle somme ricevute dovrà avvenire in dieci annualità, l’ATO ME 1, in misura pari all’anticipazione concessa dalla Regione, si è impegnata a versare mensilmente al Comune di Capo d’Orlando le somme incassate per le annualità 2005-2011. Il piano di rientro prevedeva inoltre che a partire dall’1 gennaio 2013 sarebbero stati elaborati dei report trimestrali delle riscossioni sui crediti da TIA per avvisi già notificati e sugli avvisi di accertamento periodo 2007-2011 notificati dall’ATO ME 1 sino alla conclusione dell’attività di recupero crediti. Quanto sopra premesso parte della minoranza consiliare (mancano le firme dei consiglieri Gaetano Sanfilippo e Gaetano Gemmellaro che, da tempo, agiscono in proprio), nel rispetto e per tutelare i diritti dei propri cittadini Ella non ritenga opportuno attivare presso gli uffici comunali lo “Sportello del consumatore” con la presenza del dipendente del Comune di Capo d’Orlando che da oltre un decennio, pur essendo pagato dalle casse del Comune di Capo d’Orlando (e quindi con soldi dei cittadini orlandini) svolge la propria attività presso gli uffici ATO ME 1 di Sant’Agata Militello, coadiuvato dal Responsabile finanziario dell’Ente che riveste anche il ruolo di Responsabile del procedimento ATO ME 1 e da altri dipendenti che riterrà opportuno assegnare a talo sportello. In considerazione del significativo tempo trascorso, dall’anno di competenza ad oggi, se il sindaco non ritiene opportuno concedere un termine più consono rispetto ai trenta giorni già concessi e fornire un estratto conto più dettagliato dei tributi pregressi, soprattutto per i saldi, che vengono richiesti in mancanza di un piano tariffario approvato in Consiglio Comunale per gli anni di riferimento 2008-2012; se sono stati mai elaborati, ed in caso affermativo di averne copia, i report trimestrali dall’1 gennaio 2013 ad oggi ed a quanto ammontano le somme recuperate dall’ATO ME 1 spa in liquidazione per conto del Comune di Capo d’Orlando; se ritiene etico che circa l’80% degli utenti abbia ricevuto tale intimazione che equivale ad affermare che quasi la totalità degli stessi abbia evaso il tributo TIA, obbligandoli ad una estenuante “caccia al tesoro” alla ricerca delle ricevute che in considerazione del tempo trascorso potrebbero anche non essere ritrovate, tutto ciò perché l’ATO ME 1 non è in grado, con certezza, di valutare i contribuenti in regola e quelli che non lo sono e quindi emette intimazioni “come se piovesse” tanto le spese di notifica sono a carico del contribuente (per un importo pari a 193.200 euro per i 42.000 utenti). Si chiede risposta scritta e l’inserimento all’ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale”. 

Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 8 ottobre 2019, ore 12,16.

 

(Visited 1.711 times, 3 visits today)