Caronia: Gli incendi di Canneto. Nel vivo il processo con imputati i Pezzino (padre e figlio)

E’ entrato nel vivo, al tribunale di Patti, il processo per i misteri dei fuochi di Canneto di Caronia, che vede imputati, entrambi a piede libero, GIUSEPPE PEZZINO (foto in alto) ed il padre ANTONINO (foto in basso), accusati di svariati episodi di incendio, danneggiamento seguito da incendio, concorso in truffa aggravata e procurato allarme sociale. Ha deposto il maresciallo dei carabinieri ANTONIO BUCCI, si riprende a dicembre…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di venerdì 11 ottobre 2019)

E’ entrato nel vivo, davanti al giudice monocratico del tribunale di Patti Sandro Potestio (applicato), il processo per i misteri dei fuochi di Canneto di Caronia, che vede imputati, entrambi a piede libero, Giuseppe Pezzino ed il padre Antonino, accusati di svariati episodi di incendio, danneggiamento seguito da incendio, concorso in truffa aggravata e procurato allarme sociale. Nel corso dell’ultima udienza ha avuto luogo l’escussione del maresciallo dei carabinieri Antonio Bucci e la visione dei filmati delle telecamere piazzate dai militari per fare luce sulla vicenda. Secondo l’accusa si vedrebbe “Giuseppe Pezzino, nelle vicinanze dei mezzi e delle abitazioni, oggetto dei misteriosi incendi”. “Dal canto suo – afferma l’avvocato difensore Domenico Magistro – il mio assistito ha ammesso la propria responsabilità in relazione a tre o quattro episodi incendiari, negando però ogni altro addebito a suo carico”. Il processo è stato poi aggiornato a dicembre. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Pizzuto, Domenico Magistro, Sabrina Ligato e Daniele Osnato ed il Comune di Caronia si è costituito parte civile. Il 5 marzo 2015 era scattato l’arresto ai domiciliari per Giuseppe Pezzino e l’emissione di un avviso di garanzia nei confronti del padre Antonino, per anni portavoce dei residenti di Canneto. I fenomeni di Canneto avevano costituito oggetto di un procedimento iscritto a carico di ignoti presso l’allora Procura di Mistretta ed erano stati studiati da un gruppo interistituzionale d’osservazione, coordinato dal prof. Francesco Venerando Mantegna. Per i danni provocati dagli incendi alcuni abitanti avevano ottenuto cospicue somme di denaro a titolo di risarcimento. Ma questi fatti non costituiscono oggetto del processo dato che il fenomeno subiva una sostanziale interruzione nel 2008. Invece, nel luglio 2014, tornavano a manifestarsi i roghi che riportavano la frazione di Caronia al centro di un rilevante interesse mediatico. La vicenda, sin dalle prime battute, generava sgomento fra la popolazione residente ed una meticolosa indagine veniva avviata dai carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra. Dopo aver analizzato i primi episodi, caso per caso, gli inquirenti decidevano di perimetrare l’area con una serie di telecamere occultate in grado di fornire spunti per individuare come si sviluppassero i fenomeni. I servizi di osservazione – integrati da altre indagini tecniche e tradizionali – erano pianificati in modo da garantire l’osservazione sulle cinque abitazioni attinte dagli eventi incendiari che, dal 14 luglio fino all’8 ottobre 2014, si svilupparono in abitazioni a schiera in via Del Mare. La privilegiata prospettiva permetteva di cogliere piccoli e grandi incendi avvenuti ogni giorno, a tutte le ore. Un drammatico appuntamento che vedeva danneggiati beni, sia mobili che immobili, di proprietà di alcune famiglie piombate nella disperazione. Ad incastrare il Pezzino figlio anche dei video che avrebbero provato i sospetti degli investigatori e che avrebbe agito con la complicità del padre. Da allora, dopo l’operazione dei carabinieri, a Canneto di Caronia non si sono più registrati gli strani fenomeni.

Edited by, venerdì 11 ottobre 2019, ore 10,24. 

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