Castell’Umberto: L’inseguimento e la droga a Messina, condanna ridotta per due imputati

In riforma della sentenza emessa in primo grado la Corte d’Appello di Messina ha condannato FRANCESCO PROTOPAPA, di Castell’Umberto, a 2 anni di reclusione con la sospensione della pena e la immediata remissione in libertà e a 2 anni e 8 mesi PASQUALINO AGOSTINO NINONE, nato a Naso, residente a Castell’Umberto, che si trovava in carcere ed al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari. I due, difesi dall’avvocato ALESSANDRO PRUITI CIARELLO (foto in alto), erano stati arrestati nel maggio 2017 a Messina, dopo un inseguimento con i carabinieri, per detenzione e spaccio di quasi 2 kg di marijuana e resistenza a pubblico ufficiale…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di mercoledì 16 maggio 2018)

In riforma della sentenza emessa in primo grado, la Corte d’Appello di Messina (presidente Alfredo Sicuro, componenti Grimaldi e Arena) ha condannato Francesco Protopapa, 28 anni, di Castell’Umberto, a due anni di reclusione con la sospensione della pena e la immediata remissione in libertà e a 2 anni e 8 mesi Pasqualino Agostino Ninone, 46 anni, nato a Naso, residente a Castell’Umberto, che si trovava in carcere ed al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari. I due imputati, difesi dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello, con il rito abbreviato il 20 settembre 2017, dal Gip di Messina Salvatore Mastroeni, erano stati condannati a 4 anni e 4 mesi+10.000 euro di multa l’Agostino Ninone e a 3 anni e 4 mesi+7.000 euro di multa il Protopapa assolvendoli da un capo di imputazione. L’11 maggio dello scorso anno i due furono arrestati a Messina tra Santa Lucia Sopra Contesse e Mili San Marco. Nel pomeriggio i carabinieri della Compagnia di Messina Sud notarono una Fiat Bravo sospetta con a bordo tre uomini. Nonostante l’alt, l’auto condotta da Protopapa speronò (esattamente il parafango anteriore destro) la gazzella di servizio, fuggì, passò dritta a tre semafori rossi e ci fu in inseguimento fino alla Strada Statale 114 a Mili San Pietro dove i militari, per fermare la Bravo, esplosero dieci colpi di pistola in direzione delle ruote. L’auto dei tre sbandava finendo contro un muro ma nessuno degli occupanti rimase ferito e, anzi, uno di loro ebbe il tempo di uscire dall’abitacolo e scappare. Gli altri due, invece, venivano prontamente bloccati e arrestati. Fu recuperato anche uno zaino contenente due involucri di cellophane con all’interno esattamente – come si legge nel capo d’imputazione – 1.945,20 grammi di marijuana pari a 7.469,6 dosi medie singole. Oltre alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, i due umbertini furono accusati di resistenza a pubblico ufficiale con le aggravanti. Impattando contro la gazzella dell’Arma, infatti, riportarono ferite i militari Paradiso Grillone e Francesco Sfameni (contusioni al ginocchio destro, cervicalgia e dorsalgia), con cinque giorni di prognosi.

Edited by, mercoledì 16 maggio 2018, ore 11,23.

 

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