Covid 19: Una proteina potrebbe correlare infiammazione, vasculite e trombosi. Il prof. Mazzone nel gruppo medico-scientifico

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dove viene spiegato che nell’infezione del famigerato Covid-19, una proteina potrebbe correlare infiammazione, vasculite e trombosi. Del gruppo medico-scientifico fa parte il prof. ANTONINO MAZZONE (foto in alto), autentico luminare, con origini di Capo d’Orlando, direttore del Dipartimento Area medica della ASST Ovest Milanese – Ospedale di Legnano…

Purtroppo, l’infezione da Covid-19 continua a diffondersi in tutto il mondo, aggravando il numero dei morti.
Tanti contributi scientifici, anche a livello internazionale, hanno evidenziato che l’infezione da Coronavirus modifica in maniera significativa i globuli bianchi, determinando linfopenia ed un cambiamento sull’assetto dei monociti, così come evidenziato nella recente pubblicazione del gruppo di lavoro italiano: Gatti, Radrizzani, Viganò, Mazzone e Brando – ”Decrease of non-classical and intermediate monocyte subsets in severe acute SARS-cov 19 infection” – apparso su “Cytometry 2020”.
L’articolo evidenzia che sono tre i momenti patogenetici importanti:

1) Infiammazione con rilascio di citochine infiammatorie;
2) Vasculite con infiammazione soprattutto dei piccoli vasi dovuti all’adesione dei monociti all’endotelio;
3) Tromboembolia in vari distretti, ma soprattutto a livello polmonare *.

Pertanto, l’osservazione diretta sui pazienti ha dimostrato che questi meccanismi patogenetici sono efficacemente contrastati dall’azione del Cortisone (attivita’ antiinfiammatoria), dal Tocilizumab (attivita’ antivasculitica), e dell’Eparina (attivita’ antitrombotica).
Anche un ulteriore studio del gruppo medico-scientifico: Mazzone, Castelnovo, Tamburello, Gatti, Brando, Faggioli e Mumoli, “Monocytes could be a bridge from inflammation to thrombosis on Covid-19 injury: a case report”- e apparso su “Thrombosis update 2020” è stato coordinato dal prof. Antonino Mazzone, Direttore Dipartimento Area medica della ASST Ovest Milanese – Ospedale di Legnano.
Nel testo, gli autori, hanno dimostrato che il “CD11b una beta due integrina” aumenta significativamente la sua espressione nell’infezione da COVID.

Questa è una proteina importantissima perché funge da recettore dove si attacca il complemento.
E’ la proteina dell’infiammazione ed è responsabile dell’adesione del monocita all’endotelio che sviluppa vasculite.

Il CD11b è anche il recettore del fibrinogeno del fattore X della coagulazione dunque è un ponte tra i tre momenti patogenetici della malattia da Covid-19.

Pertanto, questo spiegherebbe l’efficacia e la bontà dei farmaci utilizzati.

A conferma, studi sperimentali su animali ha evidenziato che l’uso di anticorpi monoclonali anti CD11b fanno regredire completamente il danno polmonare.
Aver identificato questa proteina è sicuramente un ulteriore passo avanti nel comprendere adeguatamente i meccanismi patogenetici del Covid-19, al fine di migliorare l’approccio terapeutico dei pazienti, una volta che la malattia colpisce i polmoni.

         Comunicato stampa AAST Milano Ovest

Edited by, mercoledì 16 settembre 2020, ore 16,07. 

 

 

 

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