Ficarra: Assenteismo al comune, in 18 rinviati a giudizio. Processo al via l’8 ottobre

Tutti rinviati a giudizio. Il Gup del tribunale di Patti EUGENIO ALIQUO’ manda sotto processo i diciotto imputati, coinvolti nell’inchiesta per assenteismo che un anno fa, il 5 aprile 2018, travolse il comune di Ficarra in una indagine, condotta dai carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Patti, coordinata dal sostituto procuratore di Patti GIORGIA ORLANDO. Le accuse contestate, a impiegati e dipendenti comunali, sono di truffa aggravata e continuata ai danni del comune e di false attestazioni. Il dibattimento, al tribunale di Patti, inizierà l’8 ottobre…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di venerdì 14 giugno 2019)

Tutti rinviati a giudizio. Il Gup del tribunale di Patti Eugenio Aliquò manda sotto processo i diciotto imputati, coinvolti nell’inchiesta per assenteismo che un anno fa, il 5 aprile 2018, travolse il comune di Ficarra in una indagine, condotta dai carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Patti, coordinata dal sostituto procuratore di Patti Giorgia Orlando. Le accuse contestate, a impiegati e dipendenti comunali, sono di truffa aggravata e continuata ai danni del comune e di false attestazioni. Il dibattimento, al tribunale di Patti, inizierà l’8 ottobre. I rinviati a giudizio, tutti a piede libero, sono: Angelina Addinga; Nunziatina Batia; Domenico Bonfiglio; Gaetano Calamunci; Francesco Cappotto (dirigente Area Tecnica); Basilio Cataudo; Nunzio Corica (dirigente Area Economica-Finanziaria); Caterina D’Amico (dirigente Area Amministrativa); Sarina Gullà; Rosalba Lo Vercio; Biagio Mangano; Vincenzino Messina Rizziere; Rosario Pirrone; Basilio Pizzuto; Fabio Pizzuto; Antonino Raffaele; Antonio Spiccia; Giuseppe Antonio Tumeo. Le qualifiche di dirigente di Area per Cappotto, Corica e la D’Amico, sono riferite sino al momento in cui è scattato il blitz. Per altri cinque originari indagati si era proceduto per l’archiviazione. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Pizzuto, Mimmo Magistro, Sandro Giaimo, Rosalba Frandina e Maria Sinagra. Nel calderone, quindi, anche i dirigenti delle Aree Tecnica, Amministrativa ed Economico-Finanziaria, per i quali si è configurato pure il reato di abuso d’ufficio poiché avrebbero omesso ogni forma di controllo nei confronti del personale. C’era chi – secondo l’accusa -, durante l’orario di lavoro andava al mercato, a sbrigare commissioni, dal meccanico o all’ufficio postale. In sede di interrogatorio di garanzia nessuno degli indagati si era avvalso della facoltà di non rispondere, anzi, ognuno aveva cercato di chiarire la propria posizione in ordine ai fatti contestati. In ogni caso il Tribunale del Riesame di Messina aveva confermato l’impianto accusatorio e adesso sarà il processo, che si annuncia lungo e con una sfilza di testimoni, a stabilire la verità. Secondo la Procura, dalle risultanze investigative avviate nel 2016 dai carabinieri della Stazione di Ficarra, al comando del maresciallo Alessandro Dimitri, oltre la metà dei dipendenti si sarebbe assentata dal lavoro. Quello messo in atto al comune di Ficarra, stando a quanto riportato nell’ordinanza, era un “sistema fraudolento e patologico”, ai danni della pubblica amministrazione, sviluppatosi e rafforzatosi nel tempo in un contesto di “anarchia amministrativa”, realizzata solo grazie alla complicità fra controllori e controllati. Gli indagati evitavano la timbratura dei cartellini o della scheda magnetica in modo da non far risultare i periodi di assenza e subire le conseguenti decurtazioni retributive. I carabinieri, con l’ausilio di filmati, documentarono, dal 21 novembre 2016 al 18 febbraio 2017, circa 650 episodi di assenteismo per un ammontare di oltre 200 ore.

Edited by, venerdì 14 giugno 2019, ore 9,46.

 

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