Ficarra: Via al processo per l’assenteismo al Comune. 50 testimoni, 4 udienze sino ad aprile 2020

Una cinquantina di testimoni, si prosegue il 10 dicembre con un primo calendario di udienze nell’ordine di quattro sedute fissate nel 2020 l’11 febbraio, il 10 marzo e il 14 aprile. Questo quanto successo ieri mattina, davanti al giudice monocratico del tribunale di Patti CHIARA CATALANO, per l’inizio del processo relativo ai presunti casi di assenteismo al comune di Ficarra con 18 imputati…

Di Giuseppe Lazzaro

Una cinquantina di testimoni, tra accusa e difesa, da escutere, nessuna richiesta di costituzione parte civile da parte del Comune, si prosegue il 10 dicembre con un primo calendario di udienze nell’ordine di quattro sedute fissate nel 2020 l’11 febbraio, il 10 marzo e il 14 aprile. Questo quanto successo ieri mattina, davanti al giudice monocratico del tribunale di Patti Chiara Catalano, per l’inizio del processo relativo ai presunti casi di assenteismo al comune di Ficarra. La pubblica accusa è sostenuta dal sostituto procuratore di Patti Giorgia Orlando, la titolare del fascicolo che vede la produzione documentale, dal 21 novembre 2016 al 18 febbraio 2017, di circa 650 episodi di assenteismo per un ammontare di oltre 200 ore. In pratica è coinvolto metà del personale, di ruolo e precario, in servizio al comune del centro nebroideo sulla scorta di minuziose indagini portate avanti dai carabinieri della locale Stazione, al comando del maresciallo Alessandro Dimitri con l’avallo di quelli della Compagnia di Patti. Ieri sono state presentate le eccezioni con la richiesta delle prove delle parti. Sono diciotto gli imputati, tutti a piede libero, accusati di truffa aggravata e continuata ai danni del comune e false attestazioni e rinviati a giudizio, il 13 giugno scorso, dal Gup del tribunale di Patti Eugenio Aliquò. Si tratta di Angelina Addinga; Nunziatina Batia; Domenico Bonfiglio; Gaetano Calamunci; Francesco Cappotto (dirigente Area Tecnica); Basilio Cataudo; Nunzio Corica (dirigente Area Economica-Finanziaria); Caterina D’Amico (dirigente Area Amministrativa); Sarina Gullà; Rosalba Lo Vercio; Biagio Mangano; Vincenzino Messina Rizziere; Rosario Pirrone; Basilio Pizzuto; Fabio Pizzuto; Antonino Raffaele; Antonio Spiccia; Giuseppe Antonio Tumeo. Le qualifiche di dirigente di Area per Cappotto, Corica e la D’Amico, sono riferite sino al momento in cui è scattato il blitz, il 5 aprile 2018. Per altri cinque originari indagati si era proceduto per l’archiviazione. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Pizzuto, Mimmo Magistro, Sandro Giaimo, Rosalba Frandina e Maria Sinagra. Secondo l’accusa c’era, durante l’orario di lavoro, chi andava al mercato, a sbrigare commissioni, dal meccanico o all’ufficio postale e per gli allora dirigenti è scattata anche l’accusa per il mancato controllo dei dipendenti. Si annuncia un processo lungo e difficile. Infatti gli imputati, che sono stati chiamati a testimoniare se lo vorranno (possono anche esentarsi dal farlo), già in sede di interrogatorio si erano tutti difesi.

Edited by, mercoledì 9 ottobre 2019, ore 10,33.

 

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