Il caso Manca: Assolta in appello l’infermiera accusata della cessione di droga all’urogolo

Nuova pagina nell’infinito giallo sulla morte dell’urologo di Barcellona Pozzo di Gotto ATTILIO MANCA (foto in alto), secondo l’accusa avvenuta per overdose a Viterbo il 12 febbraio 2004. L’infermiera romana MONICA MILETI, condannata in primo grado quale presunta pusher dell’urologo, è stata assolta in appello perché il fatto non sussiste. La famiglia Manca da sempre è certa che il loro congiunto venne ucciso e sono state citate anche le verbalizzazioni di alcuni pentiti in merito: sino ad ora, però, mancano i riscontri…

La Terza sezione penale della Corte d’Appello di Roma ha assolto, perchè il fatto non sussiste, Monica Mileti, l’infermiera romana coinvolta a Viterbo nell’inchiesta sulla morte di Attilio Manca, l’urologo originario di Barcellona Pozzo di Gotto che, secondo alcuni pentiti di mafia, operò alla prostata in Francia (estate 2003) l’allora boss latitante Bernardo Provenzano. La Mileti fu condannata in abbreviato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per la cessione dell’eroina che avrebbe ucciso il dott. Manca per overdose il 12 febbraio 2004 nella sua casa a Viterbo mentre fu prosciolta, per avvenuta prescrizione, dall’accusa di morte come conseguenza di altro reato. L’avvocato Cesare Placanica, difensore dell’imputata, si è sempre battuto per l’assoluzione della sua assistita: «Era rimasta schiacciata in una storia nella quale non c’entrava niente. Aspettiamo le motivazioni della sentenza», ha commentato il penalista. «La decisione della Corte d’Appello ha sconfessato l’ipotesi della Procura di Viterbo, non ci sono elementi per dire che ci sia stata la cessione dello stupefacente», ha invece sottolineato l’avvocato Fabio Repici, che rappresenta la famiglia Manca, che non era stata ammessa come parte civile nel processo. I genitori da sempre sono convinti che il loro figlio Attilio sia stato assassinato.

Il giudice del tribunale di Viterbo Silvia Mattei, a fine marzo 2017, aveva condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di 18.000 euro di multa, Monica Mileti, l’infermiera romana, presunta pusher ed accusata di avere ceduto la dose di eroina risultata fatale al dott. Attilio Manca. La condanna superò la richiesta del pm Paolo Auriemma (Procuratore capo di Viterbo) che aveva chiesto la pena a 4 anni e 6 mesi di reclusione+35.000 euro di multa per la Mileti, accusata di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Contro la Mileti, secondo la pubblica accusa, ci sono i tabulati con le tante telefonate intercorse tra lei e il dott. Manca. ”Che Manca fosse un assuntore sporadico di sostanze stupefacenti – aveva spiegato in aula il pubblico ministero Auriemma nel corso della requisitoria – lo dicono le testimonianze di persone incensurate, tutti professionisti, con nessun interesse a mentire. Tutte le altre ricostruzioni su questa vicenda – ha sottolineato il pm – sono mere supposizioni fantasiose”. Adesso l’assoluzione della Mileti rimescola le carte. Al momento, comunque, sulle verbalizzazioni di alcuni pentiti di cui sopra, mancano i riscontri.

Edited by, mercoledì 17 febbraio 2021, ore 10,11. 

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