La tragedia di Caronia/ Gioele non era seduto nel seggiolino: “Nessuna impronta sul parabrezza”

Esami sull’auto di Viviana (foto in alto la Opel Corsa da “Chi l’ha visto?”). I consulenti: “Probabile che il furgone l’abbia investita, non è escluso che il bimbo sia morto nell’incidente”. Queste le ultime novità sulla tragedia di Caronia del mese scorso e a seguito degli accertamenti con il luminol sull’auto di VIVIANA PARISI, che si sono svolti stamane nell’autorimessa “Letizia” di Brolo…

Esami scientifici questa mattina sull’auto, una Opel Corsa, di Viviana Parisi, la d.j. di 43 anni di Venetico, trovata morta lo scorso 8 agosto insieme al figlio Gioele Mondello, di 4 anni (il 19), in due distinti momenti, nelle campagne di contrada Sorba, a Caronia.

“Sul parabrezza, a seguito di accertamenti eseguiti con il luminol, non sono state trovate impronte di Gioele. Il nostro consulente, il biologo forense Salvatore Spitaleri, del Centro investigazioni scientifiche, presente nell’autorimessa “Letizia” di Brolo, dichiara che non sono state trovate impronte digitali del bambino”, ha spiegato l’avvocato Antonio Cozza, difensore insieme al legale Nicodemo Gentile di Luigino Parisi, padre di Viviana Parisi. “Spitaleri, che è biologo forense con esperienza venticinquennale al Ris carabinieri di Messina – spiega l’avvocato Cozza – ha effettuato sulla vettura accertamenti per rilevare impronte digitali, di sudore o di sebo e non sono state rilevate impronte cosiddette papillari. Per impronta si intende un’alterazione o modificazione dello stato, mediante segno lasciato dai polpastrelli, su una superficie, in questo caso il parabrezza”. Lo stesso esame, in base a quanto riportato dai consulenti delle famiglie Mondello e Parisi, ha evidenziato che “sia l’auto di Viviana che il mezzo degli operai dell’autostrada erano in movimento il 3 agosto e, quindi, il furgone non era fermo come si è pensato in un primo momento. Ed è probabile che lo stesso furgone abbia tentato di invadere la corsia di sorpasso investendo l’auto della donna”. “Secondo i primi riscontri – proseguono i periti – il seggiolino dove viaggiava Gioele era slacciato e non attaccato all’auto. Ora andremo nella galleria “Pizzo Turda”, sulla A20 Messina Palermo nei pressi di Caronia, per ricostruire meglio la dinamica dell’incidente”. Secondo i consulenti “il seggiolino non era utilizzabile, quindi Gioele non era lì, era seduto da un’altra parte nell’auto”. In ogni caso “dagli esami non possiamo ancora escludere che il piccolo Gioele sia morto per un colpo avvenuto durante l’incidente che gli avrebbe potuto causare una emorragia cerebrale e lo avrebbe fatto morire dopo nelle campagne di Caronia. È emerso anche che la galleria non era completamente illuminata, un aspetto increscioso. Aspettiamo ulteriori esami sul Gps del furgone degli operai per capire a che velocità andavano loro e l’auto di Viviana e se siano stati loro a essere andati a sbattere contro l’auto, cambiando corsia”. Il Procuratore di Patti Angelo Cavallo invita alla cautela: “Aspettiamo l’esito delle consulenze, mi sembra quanto meno azzardato trarre conclusioni da eventuali dichiarazioni di consulenti che hanno appena iniziato il loro lavoro. Non escludo niente, ancora tutte le ipotesi sono aperte”.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 15 settembre 2020, ore 18,31. 

(Visited 14.060 times, 1 visits today)