L’agguato a Giuseppe Antoci: Indagherà la Commissione regionale antimafia

Dopo la precedente archiviazione, disposta dal Gip di Messina EUGENIO FIORENTINO, sarà la Commissione regionale antimafia ad avviare nuove indagini sull’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi GIUSEPPE ANTOCI (foto in alto), avvenuto la notte del 18 maggio 2016 lungo la Strada Statale 289 tra Cesarò e San Fratello…

La Commissione regionale antimafia ha deciso di avviare due nuove indagini. Una sul rapporto mafia-politica, con particolare attenzione alla permeabilità delle istituzioni e delle amministrazioni siciliane e la seconda sull’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, avvenuto la notte del 18 maggio 2016 lungo la Strada Statale 289 tra Cesarò e San Fratello. L’inchiesta scaturisce anche dalle diverse indagini tuttora aperte e dai “numerosi elementi di opacità che si sono condensati negli ultimi mesi attorno a questa vicenda”, come è stato precisato dalla Commissione guidata dal presidente Claudio Fava.

“Apprendo con piacere che finalmente – dichiara Giuseppe Antoci  – anche la Commissione Regionale Antimafia, dopo quella Nazionale, si occuperà della grave vicenda che mi ha colpito e che ha sconvolto la mia vita e quella della mia famiglia. Fino a questo momento sono passati ben tre anni da quella maledetta notte, non ero mai stato invitato in audizione e il fatto che si sia deciso adesso di attivare questo percorso d’indagine e la relativa trattazione della mafia dei pascoli, mi rassicura e mi conferma l’attenzione su questo tema. E per tale motivo che ringrazio il presidente Fava e i componenti della Commissione per il lavoro che svolgono nella vigilanza e nel contrasto ai fenomeni mafiosi della nostra terra ”.

L’ARCHIVIAZIONE

Il Gip del tribunale di Messina Eugenio Fiorentino, nel settembre 2018, aveva archiviato l’inchiesta sull’agguato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Nell’inchiesta all’inizio erano indagate 14 persone. Antoci introdusse nel Parco un protocollo di legalità per l’assegnazione degli affitti dei terreni. Nel maggio di un anno fa la Dda di Messina, con la richiesta di archiviazione firmata dai sostituti procuratori Angelo Cavallo (oggi Procuratore capo di Patti), Vito Di Giorgio (oggi Procuratore aggiunto a Messina) e Fabrizio Monaco, e controfirmata dal Procuratore capo Maurizio De Lucia, si leggeva che le indagini “non hanno consentito di risalire all’identificazione degli autori di tale, grave, fatto”. La Direzione Distrettuale Antimafia iscrisse nel registro degli indagati 14 persone con l’accusa di tentato omicidio aggravato e tutti, chi volontariamente e chi con un provvedimento del Gip, si sottoposero al prelievo del Dna per confrontarlo con quello trovato sui mozziconi delle sigarette abbandonate sul luogo dell’agguato. Si tratta di Sebastiano Foti Belligambi, Giuseppe Conti Taguali, Sebastiano Musarra Pizzo, Salvatore Armeli Iapichino detto “Zecchinetta”, Sebastiano Destro Pastizzaro, Daniele Destro Pastizzaro, Carmelo Fabio, Giuseppe Calà Campana, Nicola Antonio Karra, Antonino Foti detto “Biscotto”, Andrea Cerro, Giuseppe Foti Belligambi (fratello del suddetto Sebastiano), Litterio Cerro e Carmelo Triscari Giacucco. Per tutti, residenti o originari di Cesarò, Tortorici, Alcara Li Fusi e Maniace (Catania), l’esame diede esito negativo e i magistrati della Dda chiesero l’archiviazione. L’agguato scattò nella notte del 18 maggio 2016 lungo la Strada Statale 289 Cesarò-San Fratello quando un gruppo di fuoco entrò in azione in contrada Volpe, nel territorio di San Fratello. Giuseppe Antoci, di ritorno da un convegno antimafia svolto a Cesarò, viaggiava a bordo di una Lancia blindata. Con lui due agenti di scorta, in servizio al Commissariato di polizia di Sant’Agata Militello. Lungo un rettilineo l’auto fu costretta a fermarsi per la presenza di alcuni massi. Fu a questo punto che partirono tre colpi di pallettoni che s’infransero contro la blindatura della Lancia e tutti nello stesso punto. Intanto sopraggiunse un fuoristrada con a bordo il vice questore aggiunto Daniele Manganaro, all’epoca dirigente del Commissariato santagatese ed un agente. I due poliziotti ingaggiarono un conflitto a fuoco con i malviventi, salvando la vita ad Antoci e agli uomini della scorta. Le indagini sono state seguite, sotto il coordinamento della Dda, dalla Squadra Mobile di Messina.

        Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 8 maggio 2019, ore 14,20. 

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