L’attentato ad Antoci: Archiviata l’inchiesta-bis. La risposta di Fava

Si apre un nuovo scenario di polemiche sull’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi GIUSEPPE ANTOCI (foto in alto a sx, al centro l’auto blindata sul luogo) avvenuto, nella notte fra il 18 e il 19 maggio 2016, lungo la Strada Statale 289 tra Cesarò e San Fratello. Il Gip di Messina SIMONA FINOCCHIARO ha archiviato l’inchiesta-bis, quella nata sulla scorta della relazione della Commissione regionale antimafia (sempre pubblicata completa su Gl Press, sul link Cronaca, in archivio) che metteva in dubbio le modalità. Risponde il presidente CLAUDIO FAVA (foto in alto a dx)…

Il Gip del tribunale di Messina Simona Finocchiaro ha archiviato l’inchiesta-bis sull’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci avvenuto, nella notte fra il 18 e il 19 maggio 2016, lungo la Strada Statale 289 tra Cesarò e San Fratello. La seconda inchiesta, dopo la prima già archiviata compresa la posizione di 14 indagati iniziali, era nata dopo che la Commissione regionale antimafia aveva chiesto s’indagasse ancora facendo “tre ipotesi”, tra cui una che ipotizzava una “messinscena” di cui Antoci era inconsapevole. Il Gip, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore della Dda Fabrizio Monaco, ha bollato le tesi dell’organo regionale come “pure elucubrazioni mentali non corroborate da alcun dato probatorio”; e afferma poi che “la conclusione raggiunta dalla Commissione (ossia che l’ipotesi dell’attentato mafioso sia la meno plausibile) appare preconcetta e comunque non supportata da alcun dato probatorio”.

Nel concludere il decreto di archiviazione, il gip scrive ancora come “le contestazioni mosse dalla Commissione non abbiano fornito utili o nuovi spunti investigativi, limitandosi ad introdurre la suggestione che non si sia trattato di un attentato quantomeno con modalità mafiose, o addirittura che l’attentato fosse una messinscena”,…la maggior parte delle criticità sollevate dalla Commissione hanno trovato una giustificazione ragionevole e comunque sostenibile”.

Il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, parlando a Roma davanti la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie sulla vicenda dell’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, ha affermato che “il Gip di Messina si è espresso con un linguaggio stravagante e superficiale. Noi non abbiamo mai parlato di un coinvolgimento di Antoci nell’attentato. La Procura di Messina non ha compiuto nessun altro atto indagine, non c’è traccia di approfondimenti investigativi. Alcuni potevano essere fatti come un confronto tra i funzionari di polizia Daniele Manganaro e Mario Ceraolo considerato che danno ricostruzioni opposte dell’episodio”. Su questo punto giova ricordare che il vice questore aggiunto Daniele Manganaro al tempo era dirigente del Commissariato di Sant’Agata Militello ed era presente, da capo scorta, la notte dell’attentato mentre il vice questore e avvocato Mario Ceraolo, all’epoca dirigente del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, venne incaricato dall’allora Procuratore di Messina Guido Lo Forte, ad esaminare la vicenda dell’attentato dall’alto della sua esperienza e capacità da numero 1 in assoluto, riferendone poi in Commissione regionale antimafia.

L’on. Fava ha detto che non sono state fatte “ulteriori perizie per capire se l’auto poteva superare le pietre messe sulla strada per bloccare l’auto blindata di Antoci” e ha ribadito che “tutte le norme di ingaggio per gli uomini delle scorte sono state violate la sera dell’attentato. La Procura – ha detto Fava – ripete ciò che ha detto due anni fa e il Gip è d’accordo dimostrando di aver letto con superficialità la nostra relazione”. Il presidente Fava ha precisato che la Commissione regionale antimafia non ha presentato esposti ma aveva auspicato nuove indagini.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 21 luglio 2020, ore 15,38. 

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