L’omicidio stradale di Lorena Mangano: Le richieste della difesa, la sentenza in appello il 15 marzo

Uno sconto di pena per l’ex finanziere GAETANO FORESTIERI (11 anni la condanna in primo grado) e assoluzione per il pasticciere GIOVANNI GUGLIANDOLO (7 anni in primo grado). Queste le richieste della difesa, con gli avvocati SALVATORE SILVESTRO e PIETRO LUCCISANO, in Corte d’Appello per i due messinesi accusati, con capi di imputazione diversi, per l’omicidio stradale del quale fu vittima la studentessa universitaria di Capo d’Orlando LORENA MANGANO (foto in alto). Il 15 marzo la replica del sostituto procuratore generale FRANCESCO LIMA e delle parti civili, quindi la sentenza…

Si sono concluse davanti alla Corte d’Appello di Messina le discussioni finali del processo di secondo grado per la morte della studentessa universitaria di Capo d’Orlando Lorena Mangano. In questa fase hanno discusso i legali che difendono gli imputati: gli avvocati Salvatore Silvestro per l’ex finanziere Gaetano Forestieri e Pietro Luccisano per il pasticciere Giovanni Gugliandolo. Al termine delle arringhe l’avvocato Silvestro ha chiesto per il proprio assistito uno sconto di pena, in ragione del fatto che Forestieri ha confessato i fatti mentre l’avvocato Luccisano ha chiesto l’assoluzione per il Gugliandolo. Conclusa l’ultima fase delle discussioni finali, ci sarà tempo per le repliche sia del sostituto procuratore generale, Felice Lima, quanto dei legali delle parti civili, gli avvocati Filippo Pagano, Roberto Argeri e Francesco Rizzo, che rappresentano i familiari di Lorena Mangano e l’Associazione Italiana delle Famiglie delle Vittime della Strada. La sentenza è prevista per il 15 marzo.

 Foto in alto: la scena dell’omicidio stradale e i due imputati, Gaetano Forestieri (in alto) e Giovanni Gugliandolo (in basso)

LA REQUISITORIA DEL PG LIMA

Nella prima udienza in appello (lo scorso 10 ottobre) aveva parlato il sostituto procuratore generale Felice Lima che, nel suo intervento, ribadì la gravità dei fatti accaduti con l’aggravante della divisa della guardia di finanza che Forestieri, sino al giorno maledetto, indossava ma che, soprattutto, sarebbe stato anche prodotto un testimone non attendibile visto che si presentò presso la caserma dei carabinieri due giorni dopo l’incidente mortale spontaneamente, quando le indagini erano svolte dalla polizia municipale. Nella sua deposizione il testimone affermerebbe che al semaforo precedente quello dell’impatto, in via Fata Morgana, i due accusati della morte di Lorena Mangano sarebbero passati con il verde. Sempre secondo il dott. Lima (in passato alla Procura antimafia di Catania) questo va addirittura in contrasto con le dichiarazioni rese dagli stessi imputati. Gugliandolo avrebbe infatti dichiarato di essersi fermato a quel semaforo mentre Forestieri avrebbe ammesso di averlo oltrepassato con il rosso. Lima ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado ai due imputati: 11 anni per Forestieri e 7 anni per Gugliandolo. Secondo la difesa della famiglia Mangano entrambi avrebbero oltrepassato quell’incrocio con il rosso continuando la gara automobilistica in pieno centro cittadino.

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

11 anni di carcere per il sottufficiale della guardia di finanza Gaetano Forestieri e 7 anni di reclusione per il pasticciere Giovanni Gugliandolo. A conclusione del rito abbreviato, il 21 dicembre 2016, fu questo il pesante verdetto emesso dal Gup del tribunale di Messina Salvatore Mastroeni per l’omicidio stradale del quale è stata vittima la studentessa di Capo d’Orlando Lorena Mangano. Nello specifico Forestieri è stato condannato per omicidio stradale, competizione stradale (reati per i quali è stato arrestato il 4 luglio 2016 e, dopo cinque mesi in carcere, dopo la sentenza è finito ai domiciliari) oltre che per guida in stato di ebbrezza (per cui è stato denunciato) mentre il Gugliandolo è accusato di competizione stradale e omissione di soccorso (per il primo reato è stato arrestato sempre il 4 luglio, il secondo è stato contestato dopo, si trova ai domiciliari). Il verdetto è arrivato al termine di una lunga udienza servita a dare la parola agli avvocati delle parti civili, la famiglia di Lorena e gli amici della ragazza che quella sera erano in auto con lei. Il pm Marco Accolla, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 12 anni per Forestieri e a 6 per Gugliandolo (il massimo previsto con l’abbreviato che riduce le condanne di un terzo) e per il pasticcere aveva chiesto di riqualificare l’accusa, contestando un’aggravante più pesante. Il giudice Mastroeni ha anche stabilito un risarcimento in via definitiva per l’A.I.F.V.S., l’Associazione Italiana delle Famiglie delle Vittime della Strada di 15.000 euro, poi le provvisionali per le altre parti civili che sono state quantificate in 80.000 euro a testa per i genitori di Lorena, Vincenzo Mangano e Carla Germanà; 60.000 per il fratello, dott. Stefano; 50.000 per la sorella Marilena (dei tre la più grande) e 20.000 euro per la cognata della vittima, Ida Marincolo, la moglie del dott. Stefano. Inoltre ad entrambi gli imputati è stata revocata la patente, confiscato il mezzo e sono stati interdetti dagli uffici pubblici. Hanno assistito le parti civili gli avvocati Aurora Notarianni, Roberto Argeri e Francesco Rizzo mentre gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Pietro Luccisano e Salvatore Silvestro, tutti del foro di Messina ad eccezione di Argeri che è iscritto al foro di Roma.

LA RICOSTRUZIONE

I due messinesi sono stati condannati per avere ingaggiato la contestata corsa in macchina che ha portato alla morte di Lorena Mangano, la studentessa universitaria di 23 anni di Capo d’Orlando deceduta, il 28 giugno scorso, a seguito del gravissimo impatto avvenuto a Messina, tra le vie Garibaldi e Torrente Trapani, nella notte fra il 25 ed il 26 giugno. Sia Forestieri che Gugliandolo, arrestati la sera del 4 luglio scorso, nell’interrogatorio di garanzia avevano negato di avere ingaggiato una folle corsa sulla via Garibaldi in quella tragica notte. Forestieri ha invece ammesso di essere passato con il semaforo rosso, di procedere ad alta velocità e di avere alzato il gomito prima di mettersi al volante. Il sostituto procuratore di Messina Marco Accolla aveva fatto svolgere ulteriori approfondimenti tecnici per stabilire con certezza qual era la velocità dell’Audi TT (pare poco oltre i 130 km orari), guidata dal finanziere e della 500 Abarth prima del momento dell’impatto per accertare se Forestieri e Gugliandolo quella notte avevano ingaggiato una corsa, fuori da ogni regola, oppure no. Gaetano Forestieri viene definito dal Gip di Messina Daniela Urbani, che ha siglato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita la sera del 4 luglio scorso dagli agenti della polizia municipale di Messina, “killer stradale”, in quanto è accusato di avere condotto ad altissima velocità la sua Audi TT che, tra via Garibaldi e via Torrente Trapani, alle 00,30 della notte fra il 25 ed il 26 giugno scorsi, ha causato il devastante impatto con la Fiat Panda alla cui guida, pulita e con la marcia prima appena inserita dopo avere rispettato il rosso al semaforo e partendo con il verde, si trovava Lorena Mangano, insieme a due amiche e due amici. A causa delle gravissime ferite riportate nello scontro, Lorena è deceduta, al reparto di Rianimazione del Policlinico, la sera del 28 giugno ed i familiari hanno concesso l’autorizzazione per la donazione degli organi. Il certosino lavoro svolto dagli agenti della polizia municipale di Messina, sezione Infortunistica, ha prodotto un ricco carteggio che venne inviato al pm Accolla. Negli atti ci sono i rilievi del sinistro, la positività all’alcol test del finanziere (1,25 gl, oltre la soglia consentita di 0,5) e, in particolare, la conferma che ci fosse una corsa automobilistica, ovviamente fuori da ogni regola, con una Fiat 500 Abarth alla cui guida si trovava il proprietario, il pasticciere Giovanni Gugliandolo che, non per nulla, accortosi di quanto successo, dapprima si è fermato sul luogo del sinistro, poi è fuggito lasciando a piedi un amico che aveva a bordo, ha depositato la 500 nel garage, in una zona nord della città (poi ritrovata e sequestrata dalla polizia municipale) ed è tornato sul posto dell’incidente al volante di una Ford Focus per recuperare l’amico lasciato a piedi poco prima. Il tutto immortalato dalle telecamere dei sistemi di video sorveglianza presenti nella zona, pubblici e privati, le cui immagini sono state acquisite ed analizzate dagli agenti dell’Infortunistica. Non solo. La Audi TT condotta dal finanziere e la 500 Abarth, con il Gugliandolo al volante, nella corsa sfrenata avrebbero passato diversi semafori con il rosso poi, prima del fatale impatto, il Gugliandolo rallentava e si fermava all’ultimo rosso mentre il finanziere proseguiva la sua folle corsa addosso alla Panda condotta dalla sfortunata Lorena.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 13 febbraio 2018, ore 15,50. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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