Messina: Il femminicidio di Alessandra, iniziato il processo

Ieri mattina, davanti alla Corte d’Assise di Messina, si è svolta l’udienza di apertura del procedimento a carico di CHRISTIAN IOPPOLO, accusato del femminicidio della compagna ALESSANDRA IMMACOLATA MUSARRA (foto in alto entrambi), avvenuto a Messina nella tarda serata del 7 marzo dello scorso anno. Costituite altre associazioni antiviolenza tra le quali la “Pink Project”. Si proseguirà il 10 giugno…

Ieri mattina, davanti alla Corte d’Assise di Messina (presidente Micali) si è svolta l’udienza di apertura del procedimento a carico di Christian Ioppolo, accusato del femminicidio della compagna Alessandra Immacolata Musarra, avvenuto a Messina nella tarda serata del 7 marzo dello scorso anno. Alle parti civili già costituite all’udienza preliminare, tra cui il CAV “Al tuo fianco”, rappresentato dall’avvocato Concetta La Torre e il Cedav, difeso dall’avvocato Maria Gianquinto, si sono aggiunte le costituzioni delle associazioni Eva Luna Onlus con l’avvocato Rosaria Chillè, il centro “Una di noi Onlus” con l’avvocato Cettina Miasi e il Centro antiviolenza “Pink Project”, guidato dalla presidente Maria Grazia Giorgianni, assistito dall’avvocato Cristina Manfredi Gigliotti. I familiari della vittima erano già costituiti con gli avvocati Concetta La Torre, Oleg Traclò e Maria Gianquinto. La difesa dell’imputato è rappresentata dall’avvocato Alessandro Billè.

“Le costituzioni di parte civile dei Centri anti-violenza – dice la dottoressa Maria Grazia Giorgianni – sono un chiaro segnale di vicinanza alle donne vittima di violenza ed alle loro famiglie e costituiscono un invito per tutte coloro che sono in difficoltà a rivolgersi alle numerose associazioni presenti sul territorio”.

Come era accaduto in udienza preliminare, anche i giudici di Corte d’Assise hanno detto no alla richiesta dell’imputato di essere giudicato con il rito abbreviato, che consente lo sconto di pena di un terzo. Si fa avanti con il rito ordinario. L’udienza è servita per formare la lista dei testimoni che saranno ascoltati e superare le questioni preliminari. Soltanto su un punto la Corte deve ancora esprimersi e si è riservata di farlo alla prossima udienza: archiviata la possibilità di avvalersi di una perizia psichiatrica sulle condizioni del giovane, il difensore di Ioppolo, l’avvocato Billè, ha chiesto che possa essere ascoltato anche il medico che in passato aveva seguito l’imputato prescrivendogli alcuni farmaci. Poi il processo è entrato nel vivo con le deposizioni degli investigatori della Squadra Mobile che per primi, la mattina dell’8 marzo 2019, arrivarono nell’abitazione di contrada Campolino, a Santa Lucia sopra Contesse, dove Alessandra era senza vita, stesa a terra. I giudici hanno poi ascoltato la dottoressa Patrizia Napoli, il medico legale che esaminò il corpo della vittima scoprendo che ad ucciderla non era stato lo strangolamento in sé ma la rottura delle vertebre del collo. L’imputato ha seguito il processo in video conferenza dal carcere di Enna dove è recluso, chiedendo più volte di poter confrontarsi con l’avvocato Billè. Il dibattimento è stato aggiornato al prossimo 10 giugno per sentire altri testimoni.

              G.L.

Edited by, giovedì 21 maggio 2020, ore 9,46.

 

 

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