Messina: Oltre 10 milioni di euro di beni confiscati a Domenico La Valle

Confisca dei beni, per oltre 10 milioni di euro, eseguito stamane dalla guardia di finanza, nei confronti di DOMENICO LA VALLE (foto in alto), imprenditore di Messina con diverse attività, considerato elemento di spicco del clan di Mangialupi. Disposta, inoltre, la misura della sorveglianza speciale per 5 anni…

Giuseppe Lazzaro

Una delle attività confiscate

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione, questa mattina, ad un decreto di confisca di beni per un valore di oltre 10 milioni di euro nei confronti di Domenico La Valle, classe 1960 e della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P. S. per la durata di 5 anni. Nel dettaglio, la complessa attività investigativa, disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia peloritana, trae origine da mirati approfondimenti sviluppati dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, con specifico riferimento al redditizio settore del gioco e delle scommesse illegali. Proprio in tale ambito, le Fiamme Gialle messinesi acquisivano come il citato Domenico La Valle, noto imprenditore locale, risultasse tra gli elementi apicali di un’importante quanto strutturata consorteria mafiosa, egemone nella zona sud di Messina, dedita al sistematico ricorso a metodi violenti per imporre, anche con atti estorsivi, la propria posizione di monopolio nello specifico settore, notoriamente di interesse delle mafie.

Nel merito, dopo una minuziosa ricostruzione storica del profilo soggettivo di La Valle, anche valorizzando i numerosi procedimenti penali in cui risultava coinvolto sin dalla fine degli anni ’90 (da cui invero usciva assolto), venivano rilette in un’ottica nuova le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, attestando come il medesimo avesse acquisito il ruolo di riferimento del clan Trovato del rione Mangialupi di Messina nella gestione delle bische clandestine, nonché nella distribuzione dei videopoker. Dopo la disgregazione dell’originaria compagine associativa per via della carcerazione dei capi e del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso da altri, La Valle assumeva un controllo pressoché esclusivo delle attività illegali della famiglia, costituendone il punto di riferimento “imprenditoriale” e facendo da contraltare al ruolo operativo ricoperto dai fratelli Trovato. Sul punto, quindi, dopo circa due anni di indagini, nel febbraio 2018, poi confermata in appello a gennaio 2019, interveniva sentenza di condanna a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, violenza privata, gioco d’azzardo, reati fiscali, usura e lesioni. In altre parole, le investigazioni disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ed eseguite dai militari del G.I.C.O. documentavano come, nonostante le diverse assoluzioni, il La Valle risultasse figura di rilievo nel panorama mafioso cittadino in grado, da un lato, di imporre la collocazione delle apparecchiature presso gli esercizi commerciali della zona, dall’altro garantire agli esercenti accondiscendenti di poter godere della connessa protezione mafiosa del clan. Proprio tali qualificazioni consentivano ai finanzieri, quindi, su delega della Procura della Repubblica di Messina, di avviare mirate investigazioni economico–patrimoniali, tese a quantificare e conseguentemente aggredire l’enorme patrimonio riferibile a La Valle, non giustificato dai redditi leciti dichiarati al fisco, anche avvalendosi dell’apporto di fidati prestanome, ovvero schermando la proprietà immobiliari attraverso propri familiari. In sintesi, le investigazioni complessivamente svolte, abbraccianti un periodo di un trentennio, restituivano una situazione di assoluta assenza di uniformità nel rapporto reddito/patrimonio, consentendo al Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, di disporre l’odierno provvedimento di confisca relativamente a 6 aziende, operanti nel settore del noleggio delle apparecchiature da gioco, della rivendita di generi di monopolio e del settore della produzione e vendita di prodotti dolciari, 19 unità immobiliari, 2 autovetture, 1 gommone e svariati conti correnti, per un valore complessivo di stima di oltre 10 milioni di euro.

L’attività svolta, in conclusione, testimonia il grande impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza messinese nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali, vieppiù di matrice mafiosa, con conseguente aggressione degli enormi illeciti patrimoni accumulati, prima sottoposti a sequestro ed ora sottoposti a confisca, così restituendo alla collettività e all’imprenditoria onesta significativi spazi di legalità. Emergevano, in altri termini, una pluralità indefinita di comportamenti criminali indicativi di un profilo di Domenico La Valle di soggetto socialmente pericoloso ma anche una significativa disponibilità di risorse finanziarie, anche rese accessibili agli esponenti del clan, in assolvimento del suo ormai accertato ruolo di “cassiere”.

Edited by, mercoledì 24 marzo 2021, ore 10,54. 

 

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