Messina: Op. “Cafè blanco”. Carichi di cocaina dal Sud America, 11 arresti

E’ stata denominata “CAFE’ BLANCO” l’operazione scattata stamane e sfociata in 11 arresti eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale e del Gico di Messina. Scoperta una organizzazione criminale dedita a far arrivare, nella movida messinese, catanese e siracusana, fiumi di droga dal Sud America e dalla Colombia in particolare, soprattutto cocaina. Foto in alto la conferenza stampa di stamane con al centro il Procuratore aggiunto VITO DI GIORGIO e ai lati i colonnelli della GdF GERARDO MASTRODOMENICO (comandante provinciale) e JONATHAN PACE (comandante Nucleo di Polizia economico finanziaria)…

Di Sebastiano Caspanello, da gazzettadelsud.it

 Una “joint venture” criminale nata dietro le sbarre del carcere di Caltanissetta e che ha creato un canale di fiumi di droga dalla Colombia alla movida messinese, catanese e siracusana, con mire rivolte anche all’estero, dalla Germania all’Olanda, dalla Spagna a Malta. È questo il metodo al centro dell’operazione “Cafè Blanco”, che dalle prime luci dell’alba di oggi vede impegnati i finanzieri del Comando Provinciale della guardia di finanza di Messina: 11 i soggetti arrestati, 9 in carcere e 2 ai domiciliari. Si tratta del colombiano Carlos Manuel Ramirez De La Rosa, 35 anni; la compagna cubana Magalys Sanchez Hechevarria, 33 anni; i messinesi Antonino Di Bella, 40 anni e Tindara Bonsignore, 32 anni; il narcotrafficante catanese Alfio Zappalà, 42 anni, contiguo al clan mafioso Laudani di Catania ed il suo factotum, Carmelo Antonio Sangricoli, 42 anni; Pasquale Interlando, 48 anni; Luigi Mariutti, 49 anni (arrestato proprio nel corso della conferenza alle Canarie); gli spacciatori Angela Desiree Settipani, 28 anni; Antonino Spinali, 25 anni; Federica Di Grande, 26 anni.

Le indagini, condotte dagli specialisti del Gico, come spiegato in una conferenza stampa dal comandante provinciale, colonnello Gerardo Mastrodomenico, dal Procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dal comandante del Nucleo di Polizia economico finanziaria, colonnello Jonathan Pace, partono dal sequestro di circa 1 kg di cocaina, avvenuto nell’agosto 2017. Droga spedita dalla Colombia, nascosta sotto forma di chicchi di caffè e intercettata all’aeroporto di Ciampino, a Roma. I finanzieri hanno seguito il tragitto della droga che, passando da Messina è giunta al destinatario finale, Alfio Zappalà, tramite il proprio uomo di fiducia Sangricoli. I tre elementi chiave dell’organizzazione, conosciutisi proprio al carcere di Caltanissetta, sono Ramirez – già arrestato nel 2010 perché trovato in possesso di cocaina nell’abitazione dell’allora compagna dominicana Marysthel Polanco, una delle famose “olgettine” -, Zappalà e Di Bella. Un mercato della droga (ma anche di anfetamine) che puntava ad allargarsi e a diventare un’organizzazione internazionale.

Edited by, giovedì 18 luglio 2019, ore 13,44.

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