Messina e provincia: Ammessi ai finanziamenti europei 18 siti di interesse culturale e turistico

Come rende noto la collega Alessandra Serio, 18 siti del messinese sono ammessi a finanziamento europei, otto dei quali a Messina città ed il resto in provincia, dalla zona tirrenica sino al Castello di Tusa (foto in alto). Il tutto per la valorizzazione di detti patrimoni culturali e turistici…

Si liberano risorse per la valorizzazione di 18 siti del messinese, ammessi ai finanziamenti europei, otto dei quali a Messina città. Il bando per l’accesso al finanziamento per la tutela, valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione e rilevanza strategica per promuovere processi di sviluppo, è in rete sul sito dell’assessore regionale ai Beni culturali lo scorso 6 novembre e sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana entro la fine del mese.

Da quella data ci saranno 60 giorni per presentare i progetti che consentono di ottenere fino a 300.000 euro per gli interventi strutturali e fino a 100.000 euro per l’innovazione tecnologica. Il bando era stato approvato con Decreto Assessoriale del giugno scorso, e finalmente nei giorni scorsi è stato sdoganato.

“Sono risorse importanti che si liberano per la valorizzazione dei luoghi della cultura che hanno ottenuto il riconoscimento, in particolare per quei siti che rientrano nel percorso Unesco. Risorse finalizzate specificatamente ad aumentare l’afflusso dei fruitori e dei visitatori. Gli uffici regionali hanno spinto sull’acceleratore per non perdere la possibilità di accedere a questi canali di finanziamento Po/FESR Sicilia 2014-2020, essenziali perché l’immenso patrimonio culturale siciliano cominci a produrre veramente reddito – commenta l’assessore regionale Aurora Notarianni –. Ora tocca agli enti titolari dei siti non perdere l’opportunità, presentando per tempo progetti di valore”.

Sarà quindi possibile pensare ora a come attrarre più visitatori, mettere in sicurezza e rendere meglio fruibile o, ancora, varare progetti di fruizione multimediale e acquisire dotazioni tecnologiche, per la Galleria Vittorio Emanuele, il Teatro Vittorio Emanuele, il percorso monumentale di Capo Peloro e il Fortino degli Inglesi, la cripta della Cattedrale, la chiesa di San Francesco, la tomba a camera di Largo Avignone. Ammessi a finanziamento anche il Museo Annibale Maria di Francia e il Museo Diocesano, inseriti dall’Amministrazione perché, stando ai dati Istat, hanno fatto registrare oltre 10.000 visitatori all’anno. In provincia hanno ottenuto il riconoscimento il Museo dei valori cristiani di Lipari, l’ex chiesa di Sant’Anna al Capo di Malfa, la Cittadella Fortificata di Milazzo, il villino liberty e l’ex stazione ferroviaria di Barcellona, il museo Santi Furnari di Tripi, il museo delle ceramiche di Patti, il cimitero vecchio Piano Elia di Santo Stefano di Camastra, infine il Calvario e il castello di Tusa.

La programmazione sugli attrattori turistici di non stretta titolarità regionale che attinge all’Asse 6, intervento 6.7 della Programmazione Europea 2014-2020, mette a disposizione più di 4 milioni di euro complessivi per tutti i siti inseriti nel sistema Unesco e ai 6 siti della Sicilia occidentale, come i parchi di Segesta e Selinunte.

               Alessandra Serio

Edited by, venerdì 10 novembre 2017, ore 13,36.

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