Messina: Sequestrato l’immobile della clinica “Cappellani”. Quattro indagati, sequestrato patrimonio di 10 milioni di euro

 

Clamorosa operazione stamane a Messina eseguita dalla D.I.A., la Direzione Investigativa Antimafia e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della DDA di Messina. E’ finito sotto sequestro l’immobile della nota clinica “Cappellani” (foto in alto). Quattro le persone indagate, sequestrato un patrimonio pari a 10 milioni di euro. Prosegue regolarmente l’attività medico-sanitaria della struttura. Nel servizio tutti i particolari…

Foto in alto: la conferenza stampa svoltasi nella nuova sede della D.I.A. di Messina

Dalle prime ore del mattino il personale della D.I.A. di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania ed i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina, a conclusione di una attività investigativa complessa ed articolata svolta mediante l’utilizzo anche di apparecchiature tecniche –  sotto il capillare coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina diretta dal Procuratore Maurizio De Lucia – stanno procedendo all’esecuzione di una misura cautelare reale consistente nel sequestro penale, prodromico alla confisca, dell’intero complesso immobiliare denominato “VILLA CAPPELLANI”, di proprietà della “IMMOBILIARE CAPPELLANI srl”, imponente struttura che ospita la nota omonima clinica gestita dal Gruppo GIOMI spa, quest’ultimo non destinatario di alcun provvedimento. Secondo le investigazioni giudiziarie poste in essere dalla D.I.A. e dalla Guardia di Finanza – le cui risultanze sono state avallate dalla locale D.D.A. e dal G.I.P. del Tribunale di Messina – l’importante complesso immobiliare sarebbe stato acquistato con provviste allo stato non giustificate, precedentemente esportate all’estero e successivamente fatte rientrare nel territorio nazionale attraverso la schermatura di società create ad hoc.

L’indagine penale, condotta in perfetta sinergia dagli specialisti della D.I.A. e del Nucleo di Polizia Tributaria – nell’ambito delle specifiche competenze nel contrasto all’attività illecita di riciclaggio – scaturisce dall’esame approfondito effettuato su alcune segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dalla Banca d’Italia ed inerenti il rientro dei capitali nel territorio nazionale di partecipazioni societarie allocate in precedenza all’estero in Lussemburgo ed in seguito artatamente “regolarizzate”.

La complessa attività di polizia economico-finanziaria, risalendo la china dei flussi finanziari intercettati ed esportati in precedenza in territorio svizzero, ha permesso di appurare come alcuni degli indagati – cui la “IMMOBILIARE CAPPELLANI srl” è direttamente riferibile – interessati da tempo al particolare settore, siano riusciti, sfruttando il cosiddetto “SCUDO FISCALE Ter” a regolarizzare – già dal 2009 – le posizioni societarie prima attestate con società anonima in territorio lussemburghese. Tutta l’operazione, come da ipotesi delittuosa prospettata alla D.D.A. messinese, sarebbe stata posta in essere al fine di acquisire e/o comunque reimpiegare – con provviste “illecite” precedentemente esportate e facendo intervenire negli atti societari dei fidati prestanome – un consistente complesso immobiliare da destinarsi all’esercizio di professioni sanitarie, la Clinica “Cappellani”, nota casa di cura messinese che fa parte del gruppo GIOMI, leader nazionale degli ospedali accreditati, quest’ultimo estraneo alle ipotesi delittuose contestate.

Nell’ambito del procedimento penale sono indagati i fratelli Dino e Aldo Cuzzocrea e Antonio Di Prima, per la fattispecie di reato di trasferimento fraudolento di titoli e valori e nonché Dario Zaccone, quale ex consulente e persona di fiducia dei fratelli Cuzzocrea, per l’ipotesi delittuosa di riciclaggio ex art. 648 bis.

Il sequestro, ancora in fase di esecuzione, ha interessato l’intero patrimonio della società “IMMOBILIARE CAPPELLANI srl” – comprensivo della sede della citata clinica, che verrà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla magistratura inquirente e che consentirà, senza soluzione di continuità, l’erogazione da parte del Gruppo GIOMI, dei servizi sanitari all’utenza – e rapporti finanziari, per un valore complessivo prudenzialmente stimato in 10 milioni di euro.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 29 settembre 2017, ore 11,04.

 

 

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