Messina: Sequestrato un altro bar alla figlia del boss Salvatore Sparacio

La guardia di finanza ha sequestrato un altro bar, dopo quello del 28 settembre scorso, di proprietà di STEFANIA SPARACIO, figlia del boss messinese SALVATORE…

Nuovo provvedimento di sequestro, dopo quello eseguito lo scorso 28 settembre, nei confronti di Stefania Sparacio, 26 anni, figlia del boss Salvatore Sparacio. Stavolta i sigilli sono stati apposti a un bar. Il provvedimento è stato eseguito dalla guardia di finanza. Il padre era stato sottoposto, lo scorso aprile, a custodia cautelare in carcere, nell’ambito dell’operazione “Provinciale”, con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e scambio elettorale politico-mafioso. 

Lo scorso 28 settembre, in una nuova ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Messina, veniva contestato alla figlia del boss il reato di trasferimento fraudolento di valori. Secondo ipotesi d’accusa, comunque basate su imputazioni provvisorie e che dovranno trovare conferma in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, proprio al fine di eludere le disposizioni in materia di misure patrimoniali previste dal Codice Antimafia, ovvero di agevolare la commissione di altri delitti, quali ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, la donna avrebbe assunto fittiziamente la titolarità di tali attività commerciali, ubicate nel centralissimo corso Cavour di Messina e note per essere meta preferita della movida giovanile. I convergenti elementi indiziari, uniti ad una analitica ricostruzione delle disponibilità patrimoniali acquisite nell’ultimo ventennio dal boss e dai componenti del suo nucleo familiare – finalizzato a verificare la compatibilità delle disponibilità patrimoniali rispetto alle lecite capacità reddituali dichiarate – e che restituivano un quadro di evidente sperequazione tra gli incrementi patrimoniali rispetto al reddito legittimamente prodotto, consentivano al competente giudice di disporre il sequestro preventivo, nei confronti della giovane donna, di due attività commerciali, una quota pari al 25% di una s.r.l., due fabbricati, un autoveicolo, denaro contante pari a 15.000 euro.

Traendo spunto investigativo dalla documentazione e dagli elementi di prova rinvenuti durante l’esecuzione del sequestro preventivo delle predette attività commerciali, gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo Pef di Messina hanno accertato, in capo al boss, la disponibilità di un ulteriore esercizio commerciale. È stato acclarato, inoltre, come tale attività economica, fittiziamente gestita dalla figlia, presenti, ancora una volta, un valore sproporzionato rispetto alle lecite fonti di reddito dichiarate dal nucleo familiare del boss. Per tale ragione il locale Tribunale del Riesame, salvo le successive fasi valutative nei gradi di giudizio futuri, ne ha disposto il sequestro preventivo.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 23 novembre 2021, ore 12,17. 

 

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