Messina: Violazioni fiscali. Rinviati a giudizio l’ex deputato Francantonio Genovese, il figlio e altri familiari e parenti

Tutto in famiglia o con i parenti, ancora una volta come nell’operazione “Corsi d’oro”. Nuovi guai giudiziari per l’ex plenipotenziario della politica messinese, il già deputato nazionale FRANCANTONIO GENOVESE, ex Margherita, PD e Forza Italia, rinviato a giudizio per violazioni fiscali nell’ambito di una inchiesta, della Procura di Messina e della guardia di finanza, su un presunto “tesoro” nascosto all’estero (ma l’accusa di riciclaggio è caduta). Rinvio a giudizio anche per il figlio di Genovese, l’attuale deputato regionale LUIGI, la moglie, i cognati, il nipote e un notaio. Processo al via il 20 marzo 2020. Foto in alto i Genovese padre e figlio…

Si è conclusa con la “cancellazione” del reato di riciclaggio e una serie di rinvii a giudizio, soltanto per le violazioni fiscali, l’udienza preliminare davanti al Gup del tribunale di Messina Monica Marino per il “tesoro” nascosto all’estero e poi importato in Italia dall’ex parlamentare nazionale ed ex sindaco di Messina Francantonio Genovese. Un’indagine della Procura e della guardia di finanza che, con il passare del tempo, negli anni scorsi, ha coinvolto oltre alla sua cerchia di familiari anche altre persone, e che è stata al centro di parecchie rogatorie internazionali. In ballo c’erano tra l’altro circa 100 milioni di euro che furono sequestrati a corredo dell’inchiesta, e gli indagati eccellenti comparsi davanti al giudice erano dieci, nove persone fisiche e una persona giuridica: Francantonio Genovese, il figlio Luigi Genovese (deputato regionale), la sorella Rosalia Genovese, il nipote Marco Lampuri, il cognato Franco Rinaldi (ex deputato regionale), la moglie Chiara Schirò e la cognata Elena Schirò (moglie del suddetto Rinaldi), la società L&A Group srl, il notaio Stefano Paderni e Daniele Rizzo, un altro nipote di Genovese.

L’unico a scegliere il giudizio abbreviato è stato il notaio Paderni, per il quale la Procura, rappresentata dai pm Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti, ha chiesto la condanna a 2 anni e mezzo di reclusione. Dopo l’intervento del suo difensore, l’avvocato Alessandro Billè, il giudice ha rinviato per la decisione al 20 settembre prossimo. Il Gup Marino ha dichiarato il non luogo a procedere, con la formula “perché il fatto non sussiste”, per tutti e dieci gli imputati (e questo significa che la società L&A Group srl esce dal procedimento in via definitiva), in relazione al reato di riciclaggio. Era questa la tesi difensiva prospettata dagli avvocati Nino Favazzo e Maurizio Paniz. Ha invece disposto il rinvio a giudizio di Francantonio Genovese, Luigi Genovese, Rosalia Genovese, Marco Lampuri, Franco Rinaldi, Chiara Schirò, Elena Schirò, Daniele Rizzo, per i reati legati alle violazioni fiscali. Il processo inizierà il 20 marzo 2020 davanti al giudice monocratico della Seconda sezione penale del tribunale di Messina.

        Da gazzettadelsud.it

Edited by, venerdì 12 luglio 2019, ore 12,49. 

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