Milazzo: Il delitto del pensionato. Non parla l’uomo accusato di omicidio e distruzione di cadavere

Davanti al Gip del tribunale di Barcellona SALVATORE PUGLIESE si è avvalso della facoltà di non rispondere ETTORE ROSSITTO (foto in alto), il 56enne di Milazzo, originario di Pace del Mela, arrestato due giorni fa dai carabinieri con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere di GIOVANNI SALMERI, pensionato milazzese di 73 anni. Un passaggio di pochissimi minuti quello dell’interrogatorio di garanzia, al termine l’indagato è stato riportato nel carcere di Messina Gazzi dove si trova rinchiuso…

Davanti al Gip del tribunale di Barcellona Salvatore Pugliese, che ha siglato l’ordinanza di custodia cautelare, si è avvalso della facoltà di non rispondere Ettore Rossitto, il 56enne di Milazzo, originario di Pace del Mela, arrestato due giorni fa dai carabinieri con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere in danno di un suo amico, Giovanni Salmeri, pensionato milazzese di 73 anni. Un passaggio di pochissimi minuti quello dell’interrogatorio di garanzia, al termine l’indagato è stato riportato nel carcere di Messina Gazzi dove si trova rinchiuso.

Giovanni Salmeri, la vittima

I carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito lunedì mattina l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Pugliese, su richiesta della locale Procura della Repubblica (sostituto procuratore Rita Barbieri e dal Procuratore della Repubblica Emanuele Crescenti), nei confronti di Ettore Rossitto. Il provvedimento restrittivo è scaturito dagli esiti delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, con il supporto della Compagnia carabinieri di Milazzo, a seguito del rinvenimento, avvenuto il 29 luglio scorso, nei pressi di una discarica abusiva in località Scaccia di Milazzo, del cadavere carbonizzato di un uomo, recante varie ferite d’arma da taglio; le prime indagini sull’evento risultarono particolarmente difficoltose in quanto il corpo della vittima era irriconoscibile e, a seguito del sopralluogo, furono rinvenuti solo un cappellino parzialmente bruciato, un portafoglio contenente 1 euro, tre mazzi di chiavi e un coltellaccio da cucina ma non vi erano documenti identificativi, né effetti personali utili a dare un nome al defunto. L’autopsia rivelava come l’uomo, caucasico, alto 1,65 metri, prima di essere dato alle fiamme era stato attinto da almeno 11 coltellate al petto, all’addome e alla trachea, verosimilmente utilizzando il coltello con lama di 20 centimetri rinvenuto sulla scena del crimine. Nel corso delle successive indagini i carabinieri procedevano alla visione e analisi di più di 10.000 ore di registrazione di filmati estrapolati da oltre 40 telecamere di numerosi sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, ubicati nella zona del rinvenimento; tale attività consentiva di individuare, nella mattinata del 28 luglio, il transito, lungo la strada conducente sul luogo dove verrà poi rinvenuto il cadavere, di un ciclomotore con a bordo due uomini, uno dei quali, il passeggero, portava in testa un cappello con visiera di colore verde simile a quello repertato sul luogo del delitto e un abbigliamento compatibile con i frammenti di vestiti rimasti indosso al cadavere bruciato.  

Rossitto e Salmeri immortalati da una telecamera sullo scooter prima dell’efferato omicidio

Mettendo a sistema tale scena con ulteriori immagini tratte da altre telecamere della zona si aveva modo di individuare una densa colonna di fumo proveniente dal luogo del delitto, compatibile con l’incendio del cadavere e, poco dopo, il passaggio dello stesso ciclomotore, questa volta con a bordo il solo conducente, da una strada proveniente dal luogo dell’omicidio. Partendo da alcuni elementi distintivi del ciclomotore e del casco del conducente, gli investigatori riuscivano quindi ad individuare un fotogramma tratto da un’ulteriore telecamera dove era possibile rilevare la targa del citato mezzo e, in questo modo, giungere all’identificazione del proprietario in Rossitto Ettore; l’uomo veniva quindi sottoposto a monitoraggio e ciò consentiva di accertare i suoi pregressi rapporti di conoscenza con il Salmeri Giovanni, soggetto che risultava irreperibile da tempo, sebbene nessuno ne avesse denunciato la scomparsa. L’identificazione del cadavere del Salmeri avveniva proprio a seguito dell’accesso eseguito dagli investigatori presso l’abitazione del predetto, effettuata utilizzando uno dei mazzi di chiavi rivenuti sulla scena del crimine. L’uomo viveva da solo e in pessime condizioni igienico-sanitarie e i vicini confermavano di non averlo più visto sin dal mese di luglio. La visione di ulteriori telecamere consentiva, inoltre, di individuare delle immagini risalenti alla mattina del 28 luglio, ritraenti il Salmeri in compagnia del Rossitto nei pressi di un ufficio postale di Milazzo, dove da successivi accertamenti emergeva che il pensionato aveva ritirato, poco prima, 650 euro di pensione. Sulla base di tale circostanza, in considerazione della sequenza temporale delle immagini raccolte, è stato possibile ricostruire il delitto commesso dal Rossitto che, dopo avere condotto il Salmeri in località isolata, sulla sponda del fiume Mela, verosimilmente sottraeva alla vittima il denaro della pensione appena riscossa dall’ufficio postale per poi ucciderlo con 11 coltellate, dando alle fiamme il corpo. Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il Gip ha ritenuto sussistente la premeditazione del delitto, comprovata anche da ulteriori filmati del giorno precedente all’omicidio che ritraggono il Rossitto mentre si reca ad effettuare due sopralluoghi nei pressi del luogo dove il giorno successivo avverrà il delitto, in una circostanza, invertendo repentinamente la marcia a poche centinaia di metri, essendosi accorto della presenza di una pattuglia dei carabinieri. Ettore Rossitto pregiudicato e disoccupato, dopo avere espletate le formalità di rito, è stato tradotto e rinchiuso nel carcere di Messina Gazzi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante. Quello di Milazzo è stato il terzo omicidio commesso nel 2020 nella provincia di Messina. Gli altri due sono stati il femminicidio a Furci Siculo vittima la laureanda, poi laureata alla memoria, Lorena Quaranta, di Favara, uccisa dal compagno calabrese Antonio De Pace e l’omicidio del messinese Pierluigi Mollica, accoltellato a morte dal figlio Gabriele a Spadafora il 28 agosto e per il quale, due giorni fa, è stata disposta una perizia: il giovane si trova ricoverato al Papardo a Messina dal giorno del delitto.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 18 novembre 2020, ore 14,04. 

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