Militello Rosmarino: I problemi dell’acqua a “Pomeriggio 5”. E la minoranza se ne accorge…

In diretta su Canale 5 da Militello Rosmarino con BARBARA D’URSO a condurre in studio per affrontare il problema dell’acqua che affligge, soprattutto nelle contrade, il centro nebroideo. “Pomeriggio 5” ha trattato la vicenda (in alto un frame) e il gruppo di minoranza “Militello Migliore”, uscendo dal torpore, se ne è accorto diffondendo una nota…

Teresa Frusteri

C’è voluta una trasmissione televisiva per risvegliare dal torpore amministrativo la minoranza del consiglio comunale di Militello Rosmarino. Dopo che le telecamere di “Pomeriggio 5” sono arrivate a Militello per descrivere lo stato di abbandono di alcune contrade, tutt’ora sfornite di acqua potabile, il gruppo “Militello Migliore” si è deciso a scrivere un post di Facebook, questo il testo:

“Quanto accaduto qualche giorno fa a proposito della mancanza di acqua nella contrade si presterebbe a facili ironie ma la drammaticità della questione e il doveroso rispetto umano e istituzionale per i cittadini che vivono un inaccettabile e annoso disagio impedisce a questo gruppo di cedere al sarcasmo. Nessun amministratore possiede gli strumenti magici per compiere miracoli e risolvere in breve tempo problemi che si trascinano da decenni. Tuttavia, ognuno di noi, fin dal momento in cui sceglie liberamente di assumersi la responsabilità di governare un Comune, ha il dovere di “servire” i propri cittadini (che non sono solo utili a esprimere il voto al momento delle elezioni) e, ancora prima, ha il dovere di avere già un piano concreto per affrontare e migliorare le situazioni critiche del paese che si impegna volontariamente a dirigere, facendo i conti con la condizione (finanziaria, strutturale, gestionale) reale del Comune, altrimenti la candidatura diventa un atto di deleterio e imperdonabile egoismo. Più un comune è in difficoltà più una squadra amministrativa ha il dovere di lavorare con abnegazione, dinamismo, competenza e capacità di attrarre finanziamenti pubblici, altrimenti creerà un danno peggiore di quello che ha trovato. Militello, purtroppo, ha un problema di approvvigionamento idrico ultra noto e si sa bene che a farne le spese sono gli abitanti delle contrade più periferiche del territorio. Contrade, tra l’altro, abbandonate a sé stesse per tutti gli aspetti dei servizi pubblici essenziali: pulizia, manutenzione e sicurezza delle strade (ormai mancanti anche nel centro urbano…), illuminazione pubblica. Temi sui quali, purtroppo, la minoranza ha insistito fin dall’insediamento – ormai tre anni fa – scontrandosi con l’immobilismo della giunta. Sulla questione idrica, conoscendo le enormi difficoltà esistenti, il gruppo di minoranza ha provato a compiere uno studio (con soggetti qualificati) sulle sorgenti esistenti e a suggerire i possibili rimedi per provare a incrementare la quantità d’acqua disponibile. Sono state passate in rassegna le sorgenti di Piano Parrino, Vignazza, Canale, Agrifoglio, Faitedda, Biviere, Valerio e per ciascuna si è indicato un possibile rimedio a costi contenuti. Certo, il non plus ultra sarebbe un intervento organico e strutturale sull’acquedotto, finalizzato esclusivamente all’approvvigionamento delle contrade e, in questi ultimi anni di sovrabbondanza di fondi pubblici, sarebbe stato verosimile ottenere un finanziamento utile allo scopo. Ovviamente bisognava redigere subito un progetto e bussare con competenza e autorevolezza alle porte degli Uffici regionali. Un’ultima riflessione: i problemi seri non si risolvono portando avanti guerre interne contro i propri cittadini. Certo, il cittadino che sbaglia deve essere senz’altro sanzionato (chiaramente, nei modi e con le procedure che la legge stabilisce e non secondo l’arbitrio del momento), ma davanti a un bisogno essenziale, primario, vitale, davanti all’esigenza di acqua, amministrazione e cittadini devono stare tutti dalla stessa parte. Devono allearsi e combattere insieme facendo arrivare lontano la protesta comune. Nessuno si può permettere di negare le difficoltà di chi ogni giorno deve lavarsi con sistemi medievali, nessuno si può permettere di fare ironia sulla disperazione quotidiana dei propri cittadini, sulla mortificazione di chi è costretto a vivere diversamente da chi ha la fortuna di abitare nella parte “civile” del Comune. Un’Amministrazione – a prescindere dal fatto che la colpa sia sua, dei predecessori o della malasorte – deve solo chiedere scusa alla comunità se non riesce a garantire i servizi minimi essenziali e – conclude la minoranza consiliare – lavorare senza sosta per condurre la propria comunità più in avanti di dove l’ha trovata”.

Edited by, sabato 11 settembre 2021, ore 14,23. 

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