Naso: La morte di Emanuela. Sentenza di assoluzione annullata in Cassazione, nuovo processo

Si riapre il caso relativo alla morte della studentessa di Naso EMANUELA PRUITI CIARELLO (foto in alto), che perse la vita il 4 settembre 2007 lungo la A20 Messina-Palermo, poco prima dello svincolo di Milazzo, in un incidente stradale. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Messina e dall’avvocato FRANCESCO CACCIOLA, che rappresenta le parti civili costituite (i genitori della ragazza), ha annullato con rinvio la sentenza di secondo grado che aveva assolto due tecnici del Cas, condannati in primo grado. Si rifarà un processo in appello a Reggio Calabria. Le parti interessate trovano questo articolo, con richiamo in prima pagina, in apertura delle pagine della cronaca Sicilia, nella edizione odierna (giovedì 14 febbraio) di Gazzetta del Sud…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

L’avvocato Francesco Cacciola, rappresente la parte civile costituita

Si riapre il caso relativo alla morte della giovane studentessa di Naso Emanuela Pruiti Ciarello, che aveva 19 anni, fresca di maturità e che perse la vita nel pomeriggio del 4 settembre 2007 lungo la A20 Messina-Palermo, poco prima dello svincolo di Milazzo, mentre rientrava a casa dopo avere sostenuto il test per l’ammissione alla facoltà di Medicina all’Università di Messina. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso proposto dal procuratore generale presso la Corte d’Appello di Messina e dalle parti civili, i dottori Giuseppe Pruiti Ciarello e Anna Maria Bertolino, genitori della ragazza, ha annullato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Messina nell’ottobre 2017 con la quale, in riforma della sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto che li aveva condannati, i due imputati, Felice Siracusa e Gaspare Sceusa, erano stati assolti dal reato di omicidio colposo. I due imputati erano accusati, nelle rispettive qualità di direttore tecnico di esercizio e di responsabile del settore tecnico del Cas, il Consorzio Autostrade Siciliane, di avere cagionato la morte della giovane, per avere omesso di eseguire le necessarie verifiche in ordine alla presenza ed alle caratteristiche delle barriere di protezione laterale in corrispondenza del tratto di autostrada teatro dell’incidente. Emanuela, al volante della sua Fiat Panda, per ragioni rimaste imprecisate, spostava la traiettoria della vettura, scavalcava la protezione laterale, che era assente in corrispondenza della biforcazione dello svincolo e comunque di altezza insufficiente nel suo sviluppo, terminando la propria corsa nel burrone sottostante dove, per le ferite riportate nell’impatto con il suolo, decedeva sul colpo. La Suprema Corte ha dichiarato fondati entrambi i ricorsi proposti dal pg di Messina e dalle parti civili rappresentate dall’avvocato Francesco Cacciola, ritenendo la sentenza di secondo grado viziata nella motivazione, per non avere tenuto conto degli elementi probatori raccolti nella fase istruttoria, così da risultare apodittica nella parte in cui ha affermato che i due imputati non fossero tenuti ad eseguire le verifiche in ordine alla idoneità delle protezioni laterali in corrispondenza dello svincolo dove avvenne il sinistro. Disponendo l’annullamento della sentenza di assoluzione, la Cassazione ha rinviato per un nuovo giudizio alla Corte d’Appello di Reggio Calabria. Emanuela Pruiti Ciarello era una ragazza attiva e impegnata. Due mesi prima della tragedia aveva conseguito, all’Istituto Professionale di Naso, la maturità con il massimo dei voti e, inoltre, faceva parte del locale gruppo folkloristico vista la sua grande passione per il ballo. Il sogno nel cassetto era quello di diventare una dottoressa, come il padre (in passato anche consigliere comunale) e la madre. Un progetto che ebbe il tempo di muovere per il primo passo con l’ammissione alla facoltà di Medicina e al conseguente test svolto la mattina di quel tragico 4 settembre 2007 quando i sogni terminarono in fondo ad una scarpata. La morte di Emanuela, una ragazza solare e amica con tutti, lasciò sgomento non solo Naso ma tutto l’hinterland nebroideo e ai funerali parteciparono migliaia di persone. Ogni anno Emy, come tutti la chiamavano, viene sempre ricordata con varie iniziative.

Edited by, giovedì 14 febbraio 2019, ore 9,07. 

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